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Verstappen: anche Hamilton si inchina all'arcigno olandese

Verstappen rintuzza l'attacco del campione del mondo nel GP del Giappone dopo aver fatto i conti con Vettel: il giovane della Red Bull mostra una maturità agonistica che supera i suoi 18 anni. E a Milton Keyns gongolano pensando al futuro.

Max Verstappen, Red Bull Racing festeggia il suo secondo posto sul podio
Max Verstappen, Red Bull Racing RB12
Max Verstappen, Red Bull Racing RB12
Max Verstappen, Red Bull Racing festeggia il suo secondo posto sul podio
Max Verstappen, Red Bull Racing RB12
Max Verstappen, Red Bull Racing festeggia il suo secondo posto sul podio
Max Verstappen, Red Bull Racing festeggia il suo secondo posto sul podio
Max Verstappen, Red Bull Racing RB12
Max Verstappen, Red Bull Racing RB12
Max Verstappen, Red Bull Racing
Max Verstappen, Red Bull Racing RB12
Max Verstappen, Red Bull Racing con Gianpiero Lambiase, ingegnere Red Bull Racing Engineer in griglia

Fa sorridere vedere gli sforzi di chi davanti al talento di Max Verstappen si sforza nel volerne sottolineare i punti deboli. L’olandese della Red Bull non ha ancora espresso il massimo del suo potenziale.

E non si può pretendere che a diciotto anni, e con trentasei Gran Premi alla spalle, Max metta in campo l’esperienza di un Hamilton o di un Vettel, che hanno esordito in Formula 1 quando il baby della Red Bull aveva dieci anni. Ma il Verstappen versione 2016 è già qualcosa di speciale, e lo ha confermato anche oggi a Suzuka, con una gara perfetta per intensità e consistenza.

C’è stata anche la scintilla finale con Lewis Hamilton, che ha provato in tutti i modi negli ultimi dieci giri a strappargli la piazza d’onore. Verstappen, ormai iniziano a saperlo tutti gli avversari, non fa regali, e quando la Mercedes numero 44 ha provato l’attacco alla chicane Casio (quella resa celebre dal contatto Prost-Senna del 1989) Max ha chiuso in frenata il campione del Mondo senza esitazioni.

C’è chi ha giudicato la difesa eccessiva, con l’ormai classico cambio di direzione in frenata (una sola manovra questa volta) che ha tratto in inganno il pilota della Mercedes. Ma la gara di Verstappen è stata soprattutto 53 intensi giri che lo hanno premiato con la seconda posizione. Il sesto podio stagionale (nelle 13 gare disputate con la Red Bull) che gli ha consentito di agganciare Vettel nella classifica di campionato.

La Red Bull nella fasi iniziali di gara ha sofferto un eccessivo degrado delle gomme soft, ed ha dovuto anticipare il passaggio alle hard al giro 10. Dopo le successive 18 tornate Verstappen è dovuto tornare nuovamente ai box per montare un secondo set della mescola più dura, con la prospettiva di 25 giri da percorrere senza più soste fino alla bandiera a scacchi.

Quando alla trentaquattresima tornata Hamilton si è ritrovato terzo dopo il suo ultimo pit-stop, il campione del Mondo era staccato dalla Red Bull di 12 secondi, un margine dimezzato dalla Mercedes in 4 giri. Sembrava un confronto dall’esito scontato, ma l’olandese ha impostato un ritmo molto constante (sulla media dell’1’36”5) che ha costretto agli straordinari la Mercedes alle sue spalle.

Nel forcing Hamilton è ricorso molto all’uso degli pneumatici, e quando a nove giri dal termine è arrivato in zona DRS, le sue gomme avevano esaurito quei sei giri di vantaggio che avevano sulla Red Bull. All’uscita della chicane Verstappen è sempre riuscito a prendere quei metri che gli hanno consentito di mettersi al riparo da eventuali attacchidi Hamilton alla staccata della prima curva, e per il resto non ha commesso la minima sbavatura.

"Oggi Max ha fatto vedere ancora una volta una guida fantastica – ha commentato il team principal delle Red Bull Christian Horner – la sua è stata una gara molto matura, che lo ha visto prima portarsi in seconda posizione e poi gestire al meglio gli pneumatici nonostante la pressione iniziale di Vettel e quella successiva di Hamilton. E’ stato fantastico vederlo all’arrivo tra le due Mercedes".

In Red Bull gongolano, sanno di avere in casa il pilota che sembra avviato a fare la differenza come nessun’altro. Se la monoposto 2017 ridurrà il divario dalla Mercedes, prepariamoci all’esplosione definitiva di un talento. Ma a dirla tutta, non sarà più una sorpresa.

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