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Norris: “Anche i piloti danno per scontata la sicurezza”

Il rookie della McLaren Lando Norris crede che anche i piloti di Formula 1 diano per scontato il livello di sicurezza nel motorsport e afferma che la morte di Hubert lo ha scosso profondamente.

La F1 si raduna sulla griglia per rendere omaggio ad Anthoine Hubert che ha tragicamente perso la vita il giorno precedente nella gara di F2

Hubert ha perso la vita durante la gara di Formula 2 a Spa lo scorso sabato, in un incidente che ha visto coinvolto anche Manuel Correa, rimasto ferito in maniera importante. La tragedia è avvenuta il giorno prima del Gran Premio del Belgio di Formula 1 ed alcuni piloti sono apparsi visibilmente scossi, in particolare Pierre Gasly ed il vincitore della gara Charles Leclerc, amici di infanzia di Hubert.

Lando Norris ha espresso il proprio cordoglio e ha dichiarato: “Mi ha scosso profondamente, perché credo che anche noi piloti a volte diamo per scontato quanta sicurezza ci sia oggi e come riusciamo ad uscire illesi anche da incidenti pesanti. Ma ci sono occasioni in cui le cose vanno nella maniera opposta anche molto velocemente”.

“Credo che in passato questi avvenimenti fossero più all’ordine del giorno e meno inaspettati. Ma è qualcosa che potrebbe succedere a chiunque tra noi. Voglio fare le mie condoglianze a tutta la famiglia e gli amici di Anthoine. Mi sento male, potrebbe essere successo a qualsiasi altro pilota. Potrei esserci stato io al suo posto, l’anno scorso. E quando inizi a pensare a queste cose resti inevitabilmente scosso. Alcuni piloti l’hanno presa meglio rispetto ad altri, io non l’ho presa proprio benissimo”.  

Il pilota Renault Daniel Ricciardo ha anche ammesso di aver pensato di non prendere parte alla gara, ma Norris ha dichiarato di non aver avuto questo pensiero. Anche l’alfiere Toro Rosso Gasly, cresciuto con Hubert, ha affermato che questa tragedia ha ricordato la realtà del motorsport di alto livello: “Durante la pausa estiva ho parlato della sicurezza con persone che non sono piloti. Sostenevano che la Formula 1 fosse più sicura oggi, completamente diversa da prima. Posso dire di essere stato d’accordo con loro, perché è qualcosa a cui non pensi”.

“Quando sono in macchina mi sento sicuro, sento che non ci può succedere nulla. Ma queste cose ci riportano alla realtà. Si può fare quel che si vuole in termini di sicurezza, ma credo che il rischio di morire sia sempre dietro l’angolo. In qualità di piloti lo accettiamo, ma sfortunatamente c’è stata questa tragedia che ha ricordato a tutti quanto sia pericoloso questo sport. Posso solo dire che fosse uno dei miei amici più cari nel mondo delle corse”.  

Il boss Mercedes Toto Wolff ha rivelato che è difficile capire o rendersi conto di quanto succede nella vettura per chi è fuori dalle corse: “Siamo stati abbastanza fortunati in questi anni a non avere questo tipo di incidenti e probabilmente ci siamo dimenticati quanto sia pericoloso questo sport. Se arrivi all’Eau Rouge a 260 o 270 km/h, che sembra quasi una curva a 90 gradi e la affronti in piena accelerazione, è incredibile che questi ragazzi facciano quello che facciano. E può finire in maniera fatale, come avvenuto sabato”.

Informazioni aggiuntive di Stuart Codling, Adam Cooper, Edd Straw

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