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FIA: ecco perché la partenza di Bottas non è un jump start

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FIA: ecco perché la partenza di Bottas non è un jump start
Di:
Tradotto da: Lorenza D'Adderio
20 lug 2020, 10:32

Valtteri Bottas ha evitato la penalità per sospetto jump start al Gran Premio d’Ungheria perché non ha avviato il sistema di rilevamento, secondo il direttore di gara Michael Masi.

Valtteri Bottas si è mosso in avanti in partenza prima di fermarsi e ripartire di nuovo, distratto da una luce sul cruscotto, e questo ha portato Sebastian Vettel ad avvertire il team Ferrari di un jump start del pilota Mercedes. Le immagini sembrano confermare quanto dice il tedesco, ma la chiave della mancata violazione alle regole sta nel sistema di rilevamento costruito sul tracciato. Lo stesso Vettel ha evitato una penalità simile al Gran Premio del Giappone dello scorso anno, quando la sua Ferrari si è mossa poco prima che si spegnesse il semaforo.

Michael Masi, Direttore di Gara, spiega: “Ci sono due parti in questo caso. Il mezzo con cui viene determinato il jump start è in realtà chiaramente determinato dal regolamento sportivo, ed è stato lo stesso processo per un certo numero di anni, che è il transponder che viene montato su ogni vettura. C’è anche un sensore sull’asfalto. C’è un margine di tolleranza e, come visto in Giappone lo scorso anno, questo fattore è determinante. Dunque non c’è nient’altro da indagare. Abbiamo parlato immediatamente con coloro che controllano i tempi, hanno rivisto i dati e la vicenda si è conclusa”.

Se Bottas ha evitato la sanzione, i due piloti della Haas, Kevin Magnussen e Romain Grosjean, hanno ricevuto 10 secondi di penalità ciascuno per aver ricevuto dei messaggi via radio che davano indicazioni nel giro di formazione. Questo non è permesso, come affermato da Masi: “C’è una direttiva tecnica uscita nel 2017 che spiega quail comunicazioni il muretto deve dare ai piloti nel giro di formazione ed è relative all’Articolo 27.1 del regolamento sportive. Ogni piloti deve guidare la macchina da solo e senza aiuti”.

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“Parte di tale convocazione è che entrambi i piloti sono stati chiamati dai loro ingegneri a cambiare le gomme sul giro di formazione, cosa che non è consentita da quella direttiva tecnica che è stata emanata all'epoca su ciò che può e non può essere detto. In termini essenziali, le uniche comunicazioni che si possono dare al pilota nel giro di formazione ha a che fare con questioni di sicurezza, quindi se si tratta di una questione di sicurezza imminente, allora quella comunicazione può avvenire”.

Infine, la Red Bull Racing è stata indagata per l'insolito reato di aver asciugato con i soffiatori il posto in griglia di Alex Albon, cosa per cui Masi aveva specificamente messo in guardia nelle note inviate alle squadre poco prima della partenza. Tuttavia, dopo aver esaminato le prove, i commissari non hanno preso alcun provvedimento: “Questa regola è stata in vigore per un bel po’ di anni. Era più che altro un promemoria che ho inviato prima dell'inizio della gara, per ricordare a tutti. I commissari hanno indagato e hanno ritenuto che non ci fosse bisogno di ulteriori azioni”.

“È stato un rapporto che è stato ricevuto, e i commissari hanno indagato, e ovviamente hanno voluto indagare in modo adeguato, per questo hanno aspettato fino a dopo la gara, perché è una cosa che è piuttosto estranea, chiamiamola così. Hanno fatto il loro giusto processo per assicurarsi che non si trattasse di qualcosa che si è verificato”.

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