Verstappen: "Se sarò campione correrò con il numero 1"

L'olandese dopo il successo in Messico non ha partecipato alla festa organizzata dalla famiglia Perez, ma ha preferito andare subito in Brasile per incontrare il suocero, Nelson Piquet. Max è al massimo della forma e conta di petere a Interlagos il successo del 2019, ma la Mercedes sarà vicina: "Ne sono certo al 100%".

Verstappen: "Se sarò campione correrò con il numero 1"

A volta la Formula 1 viaggia su luoghi comuni, difficili da sradicare. Max Verstappen ha commesso qualche comprensibile errore di inesperienza nei suoi primissimi anni in Formula 1, come è accaduto alla stragrande maggioranza dei piloti, ma l’essere stato il pilota più precoce nella storia del Mondiale ha sempre accentuato ogni suo sbaglio.

Verstappen però non sbaglia più, e da diverso tempo, e soprattutto non è una testa calda come molto spesso viene descritto. Ha una determinazione feroce, ma soprattutto fuori dalle piste, Max è un ragazzo tranquillo.

Ha disertato la festa organizzata dopo la vittoria di città del Messico, e lunedì appena arrivato in Brasile ha incontrato per la prima volta un suocero molto… speciale, ovvero Nelson Piquet, al quale non ha chiesto consigli, ma la possibilità di visitare il suo garage.

A quattro tappe dalla fine del Mondiale, Verstappen è quello di sempre, volendo ancora più calmo del solito grazie alla certezza di poter puntare alla vittoria in ogni weekend di gara. Si gode il momento, poi, se arriverà il mondiale, tanto meglio. In quel caso ha già fatto sapere che nel 2022 congelerà il numero 33 per passare al numero 1.

Come sono andati i festeggiamenti domenica sera?
“In realtà sono partito per il Brasile, quindi non posso dire di aver davvero festeggiato”.

Non hai preso parte alla festa organizzata dalla famiglia Perez?
“Ci sono ancora quattro gare da disputare e dobbiamo essere al massimo, ed anche se ovviamente ero molto contento dei risultati che abbiamo ottenuto, dopo la gara ero già concentrato sui prossimi obiettivi”.

Dopo i problemi che avete avuto sabato in qualifica, quanto è stato un sollievo vedere che in gara la monoposto si è posizionata subito nella finestra di funzionamento?
“In qualifica le cose non sono andate secondo i piani, ma non è stato qualcosa di drammatico, ed infatti in gara le gomme sono state subito nella finestra corretta e siamo tornati ad essere molto veloci”.

La Red Bull ha uno storico molto positivo a Interlagos. È un aspetto che ti aiuta ad avere fiducia in vista del weekend che ti aspetta?
“Sì, qui in passato siamo andati bene, e non vedevo l’ora di tornarci, a dirla tutta. Ovviamente dal 2019 ad oggi lo scenario è cambiato molto, ma credo che potremo fare un buon lavoro, questa pista non ha molte curve ma l’altitudine ci aiuta sempre un po'. Ricordo che nel 2019 ho dovuto battagliare non poco con Lewis, e mi aspetto che sarà così anche questo weekend”.

Ti aspetti che la Mercedes si avvicinerà questo fine settimana?
“Ne sono certo, 100%, l'altitudine in Messico è estremamente elevata, e qui a Interlagos lo è di meno, quindi credo che saranno più vicini ”.

Come vedi il ritorno della Sprint Qualifying? Credi che la pista si presti bene a questo format?
“La parte più adrenalinica della sprint qualifying è di fatto la partenza, perché poi i giri da percorrere sono pochi, non c’è neanche una grande gestione della gomma, e non mi aspetto di vedere grandi cambi di posizioni. Credo che in merito al format ci siano ancora alcune cose da perfezionare, ma visto che alla gente piace la tensione della partenza, allora se possiamo farne due in un fine settimana, perché no? Personalmente sono più per il weekend tradizionale, quello che conta davvero è avere in pista diverse monoposto competitive che se la possono giocare, se è così non serve cambiare nulla”.

Hai incontrato Nelson Piquet prima di venire a San Paolo. Hai avuto modo di parlare con lui della lotta per il titolo con Lewis? Hai chiesto qualche consiglio?
“Della lotta per il titolo non ne abbiamo parlato, non ho bisogno di consigli, abbiamo solo fatto una bella chiacchierata su tanti argomenti diversi. So cosa devo fare quando sono in macchina, quindi non ho bisogno di parlarne con nessuno. Sono una persona tranquilla, ed è bello poter trascorrere del tempo anche con i suoceri, soprattutto perché è stata la prima volta che ci siamo visti di persona, in precedenza ci eravamo parlati solo in videochiamata, quindi era molto più importante passare del tempo insieme”.

Cosa ne pensi del garage di Nelson?
“È molto bello, da sogno! Mi piacerebbe averne uno simile in futuro, con tante diverse tipologie di auto. Penso che sia un po' il sogno di ogni ragazzino, e sì, è stato indubbiamente molto bello poterlo visitare”.

Hai già avuto pensieri su un campionato che sta venendo nella tua direzione?
“Beh, è molto semplice: se non ci pensi vuol dire non hai sogni. Ma sono molto concentrato, so che in quattro gare possono accadere tante cose, adesso stiamo attraversando un buon periodo ma tutto può cambiare molto rapidamente".

"L'ho già detto dopo la gara in Messico... quest’anno ad un certo punto ho avuto nella classifica di campionato un vantaggio maggiore di quello che ho oggi (su Hamilton) ed è scomparso tutto nel giro di due fine settimana. Quindi dobbiamo ancora provare a fare il meglio possibile, ad iniziare dal provare a vincere questa gara. Il mio approccio in ogni weekend in pista è sempre lo stesso, e non lo cambierò”.

Se vincerai, passerai al numero ‘1’?
“Certamente. Quante volte hai l'opportunità di guidare con il numero 1? Ed è anche un vantaggio per il merchandising, quindi è intelligente farlo”.

Oggi hai già la certezza che in questa stagione nessuno potrà vincere più gare di te. Ti senti già il vincitore morale al di là di come andrà a finire?
“No, l'unico vincitore è quello che conclude la stagione al primo posto nella classifica generale, non importa quante gare vinci. Finora ho avuto una grande stagione, molte vittorie, belle pole position, e qualunque cosa accadrà da qui alla fine del campionato non cambierà la mia vita, l'ho già detto molte volte. Mi sto godendo quello che sto facendo, e ovviamente farò tutto il possibile per vincere questo mondiale”.

È più divertente guidare quando hai la possibilità di vincere con continuità?
“È lo scenario migliore, se per un po' non vinci diventa deprimente, ma ne ero cosciente quando sono entrato in Formula 1, e ho dovuto accettare di non poter correre per la vittoria. Quando ho esordito con la Toro Rosso sapevo quali erano gli obiettivi, normalmente ci sono solo una o due squadre che possono lottare per un campionato, e ovviamente speri che un giorno tu possa salire su una delle monoposto che possono puntare al mondiale".

"E appena ti rendi conto di esserci, beh, è molto più divertente e apprezzi tantissimo avere questa opportunità. Non puoi sapere quanto durerà, forse la stagione successiva non sarà così, e visto che ne sono cosciente mi sto davvero godendo il momento”.

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