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F1 | Red Bull: è Verstappen che fa la differenza

Il campione del mondo ha conquistato la pole position in Messico mettendo insieme un giro perfetto: il pilota olandese ci ha messo del suo per mettere la sua RB18 davanti alle due Mercedes di Russell e Hamilton. Deludente la prestazione di Perez solo quarto: Sergio era atteso a una qualifica d'attacco, ma il latino americano ha dovuto fare i conti con un problema elettrico al volante computer che lo ha costretto a girare al... buio, senza leggere i dati per preparare a dovere il giro lanciato.

L'uomo della pole Max Verstappen, Red Bull Racing

Se non esistono giri perfetti, quello completato ieri da Max Verstappen a Città del Messico ci assomiglia molto. Non è un caso che tra i piloti che nella Q3 hanno avuto a disposizione due set di gomme soft, il campione del mondo sia stato l’unico a mettere insieme tutti i suoi migliori settori nello stesso giro, ovvero l’ultimo prima della bandiera a scacchi.

Al termine della Q2 i primi quattro piloti (Hamilton, Sainz, Russell e Verstappen) erano racchiusi in un margine di 0”014, e tutto lasciava credere che la lotta per la pole position sarebbe stata tirata sul filo dei millesimi.

Telemetria Q3 Messico: Russell VS Verstappen

Telemetria Q3 Messico: Russell VS Verstappen

Photo by: Matteo Bobbi

Non è stato così. Verstappen è salito in cattedra, stupendo anche gli stessi uomini della Red Bull. Per la prima volta nel 2022 la Mercedes è tornata davvero ad impensierire gli avversari diretti, ma nel momento in cui contava sia Hamilton che Russell non hanno messo tutto insieme, Verstappen si.

Nei tre decimi rifilati al tandem Mercedes c’è molto di Max, che ha completato uno dei suoi sabati migliori con l’ultimo giro della Q3, che gli ha garantito la sua prima a Citta del Messico.

“Non ho fatto cose molto diverse in quel giro – ha commentato Verstappen – e non avevo neanche commesso errori nel primo ‘run’. Ho cercato di seguire l’evoluzione della pista, ho aggredito un po' di più i cordoli di curva 2 e curva 3, e così anche nell’ultimo settore. Credo che si possa fare la differenza in quei punti, bisogna capire quanto si può osare sui cordoli”.

Dopo essere transitato sul traguardo Max ha dovuto attendere per un minuto il team-radio del suo ingegnere Gianpiero Lambiase che gli ha confermato la prima posizione. Il box Red Bull stava seguendo l’ultimo giro di Russell, che fino a curva 11 era ad un decimo dal tempo di Verstappen. Quando il pilota della Mercedes ha commesso un errore all’ingresso dello stadio, ogni timore è svanito.

L’ipoteca del campione del Mondo sulla vittoria del Gran Premio del Messico è di quelle pesanti. Nel confronto diretto con la Mercedes la Red Bull vanta una migliore velocità di punta, in media 3 km/h in tutti i rilevamenti. Il rischio maggiore Verstappen lo correrà al via, quando Hamilton (che scatterà alle sue spalle) avrà a disposizione la scia della Red Bull sul lungo rettilineo che porta alla staccata di curva 1.

“Mi aspetto una bella lotta sul ritmo di gara – ha confermato Max – ma credo che la nostra velocità massima sarà un’arma preziosa per difendermi. Cercherò di sfilare al comando di curva 1, per il resto non abbiamo molti riscontri in vista dei 71 giri in programma. Venerdì non abbiamo completato gli abituali long-run, quindi sarà una corsa un pò alla cieca rispetto al solito, ma credo che la monoposto che ho guidato in qualifica potrà andare bene anche in gara”.

Sergio Perez, Red Bull Racing RB18

Sergio Perez, Red Bull Racing RB18

Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images

A fine qualifica nel box Red Bull si è visto anche un volto deluso. Sergio Perez avrebbe dato tutto per contendere la pole al compagno di squadra, ma la sua non è stata una qualifica semplice.

A tradire ‘Checo’ è stato un problema all’impianto elettrico che ha mandato in tilt il display sul volante.
“Non vedevo i miei tempi – ha spiegato Perez – non potevo vedere neanche i dati relativi al ripartitore di frenata così come altre informazioni molto utili in qualifica. Ho guidato alla cieca, rischiando di ritrovarmi fuori sia nella Q1 che nella Q2. Considerando gli imprevisti la quarta posizione finale posso anche considerarla un successo, ma avrei ovviamente preferito una qualifica senza questi problemi”.

Sergio Perez, Red Bull Racing, si congratula con Max Verstappen per la pole

Sergio Perez, Red Bull Racing, si congratula con Max Verstappen per la pole

Photo by: Carl Bingham / Motorsport Images

Non è da escludere che Perez possa provare in gara una strategia alternativa, soprattutto se al via non riuscirà a guadagnare posizioni. Senza imprevisti è impensabile che possa dare fastidio a Verstappen, ma non vuole mancare l’appuntamento sullo spettacolare podio allestito all’interno dello stadio davanti al suo pubblico di casa.

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