F1 | McLaren: l'oculata gestione dei piloti di Stella non fa scoppiare la coppia
Il team principal umbro riesce a mantenere il pieno controllo della squadra: al pit stop ha chiamato prima Piastri per proteggere il leader del mondiale da un ritorno di Leclerc, ma poi ha chiesto ad Oscar di cedere la posizione a Norris che aveva patito un cambio gomme esageratamente lento, per poi lasciarli liberi di lottare.
The McLaren pit crew ready for a pitstop.
Foto di: Bryn Lennon - Getty Images
La Formula 1 è uno sport di squadra. La storia, però, riporta molte episodi di team condizionati dalle ambizioni individuali di chi è al volante, lecite entro certi limiti, ma fatali per gli equilibri interni quando i limiti vengono superati. Andrea Stella, il volto simbolo della rinascita della McLaren, ha parlato spesso di “coerenza con i nostri principi”, ma c’è voluto del tempo per associare a queste parole una gestione del team che oggi è sotto gli occhi di tutti.
Quanto visto a Monza è stata una dimostrazione esemplare di spirito di squadra. Dopo il pitstop del leader della corsa Max Verstappen, la McLaren ha esteso il più possibile lo stint di Norris e Piastri, sperando nell’ingresso in pista della safety car (o in una bandiera rossa) per poter avere un’ultima chance di vittoria. I tempi delle due monoposto papaya hanno avuto un leggero calo restando però molto costanti, ma ovviamente gli avversari diretti, che avevano già montato il secondo set di gomme, hanno iniziato ad erodere il vantaggio sul tandem Norris-Piastri. In particolare Leclerc, fermatosi al giro 33 e tornato in pista con circa trentadue secondi di distacco da Oscar.
Lando Norris e Oscar Piastri in battaglia con le McLaren
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
Charles ha iniziato a limare il suo gap da Piastri, arrivando a ventotto secondi al giro 44. La durata della sosta (venticinque secondi) ha imposto alla McLaren di richiamare Oscar (in quel momento a tre secondi da Norris) ai box. Normalmente è il pilota nella posizione migliore ad effettuare il pit stop per primo, ma in questo caso le esigenze della squadra erano diverse. “Abbiamo chiamato Oscar perché stavamo monitorando Leclerc – ha spiegato Stella - e allo stesso tempo aspettavamo fino all'ultimo momento possibile per vedere se ci fosse una bandiera rossa o una safety car. Quindi abbiamo agito nell'interesse della squadra per capitalizzare il più possibile, chiamando prima Oscar e poi Lando”.
La McLaren non voleva innescare la possibilità di un undercut da parte di Piastri, ed infatti Norris è stato chiamato in pit lane il giro successivo a quello di Oscar, ma un problema di fissaggio della ruota anteriore sinistra ha prolungato la sosta di Lando permettendo a Piastri di sfilare davanti al compagno di squadra.
“Il fatto che Oscar abbia effettuato il pit stop per primo, insieme al ritardo nella sosta di Lando, ha portato allo scambio delle posizioni. Abbiamo valutato che fosse assolutamente giusto tornare alla situazione precedente ai cambi gomme, lasciando poi i nostri due piloti liberi di poter correre e sfidarsi. Questo è ciò che riteniamo conforme ai nostri principi”.
Lando Norris e Oscar Piastri, McLaren, con il team principal Andrea Stella
Foto di: Jayce Illman / Getty Images
Ha colpito la rapidità con cui Piastri ha obbedito all’ordine di restituire la posizione (Oscar si è limitato a dire via-radio ‘ma i pit stop lenti non fanno parte delle corse?’) confermando cosa è oggi la McLaren. C’è stato chi ha storto il naso, giudicando Piastri troppo arrendevole, ed anche lo stesso Verstappen (sempre via-radio) ha avuto una reazione sorpresa nell’apprendere dello scambio di posizioni. “Non sono affari nostri” ha commentato l’ingegnere di pista di Max, Giampiero Lambiase, ed è proprio così. Sono affari McLaren, e sembrano essere degli ottimi affari.
Se il muretto non fosse intervenuto Norris avrebbe avuto molto da recriminare dopo la corsa, sia per la sosta ritardata che per il problema nel cambio gomme, una criticità che potenzialmente può innescare escalation in un momento in cui i due piloti vedono la volata per la conquista del titolo mondiale.
Se la McLaren è arrivata nella posizione in cui è oggi è anche grazie ad un ottimo lavoro di gruppo, in sede così come in pista. Al momento non ci sono criticità, ci sono molti esempi in passato di squadre che si sono ritrovate con box divisi e una rivalità interna arrivata fino all’ingestibilità, pagando prezzi anche elevati.
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