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Leclerc, quarto, e Hamilton, sesto, nel GP d'Italia hanno dato una chiara dimostrazione che la SF-25 non ha le qualità necessarie a vincere una gara. Nell'appuntamento in cui le McLaren non erano al top, a svettare è stata la Red Bull che ha fatto funzionare le scelte di setup che avrebbe voluto sfruttare la Scuderia...

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

La Ferrari ha tradito il pubblico (record) di Monza. I tifosi del Cavallino si sono abituati all’idea che la rossa non sia competitiva. Quello del tempio della velocità era l’appuntamento ideale per rompere la maledizione della prima vittoria della SF-25, ma il sogno dei fan di Maranello si è infranto sabato in qualifica. Charles Leclerc, quarto, e Lewis Hamilton, sesto al traguardo hanno raccolto il massimo che la rossa era in grado di dare. Ci saranno ancora due possibilità a Baku e a Las Vegas, piste cittadine molto veloci, ma il GP d’Italia ha detto una grande verità: la Ferrari non è competitiva. Inutile illudersi. Inutile inseguire i sogni.  

Il pubblico di Monza ha tributato gli onori ai piloti che si sono concessi alla marea rossa sotto al podio. Non è colpa loro se i risultati non arrivano. Il nuovo fondo e la sospensione posteriore non bastano a dare lo smalto che serve alla Ferrari per essere vincente. Solo Fred Vasseur, abile affabulatore, è capace di trovare valide giustificazioni a un weekend deludente. Il team principal francese, sorridendo, ha sottolineato che la rossa è arrivata a quattro secondi dalle McLaren che stanno dominando il mondiale.

È vero, ma davanti alle due monoposto papaya c’era uno strepitoso Max Verstappen con la Red Bull che ha seminato le MCL39, lasciandole a 20 secondi. Un’eternità per questa Formula 1. E’ evidente che Norris e Piastri hanno allungato lo stint nella speranza di una safety car che riaprisse la corsa e, quindi, il margine poteva essere più contenuto, ma ancora una volta, quando le McLaren vanno in sofferenza, non ci sono le Ferrari ad approfittarne.  

Charles Leclerc, Ferrari, precede Oscar Piastri, McLaren, e George Russell, Mercedes

Charles Leclerc, Ferrari, precede Oscar Piastri, McLaren, e George Russell, Mercedes

Foto di: James Sutton / LAT Images via Getty Images

Certo la Scuderia resta seconda nel mondiale Costruttori con 280 punti con 20 lunghezze di vantaggio sulla Mercedes e 41 sulla Red Bull che corre con un pilota solo, ma non erano queste le aspettative che accompagnavano l’attesa per l’appuntamento tricolore. La speranza era vincere e Leclerc è rimasto giù dal podio in quello che il monegasco ha lapidariamente liquidato come “nel bel mezzo del nulla”. 
I tecnici diretti da Loic Serra ci hanno provato: hanno cercato in galleria del vento quale fosse l’altezza da terra ideale, che permettesse alla SF-25 di generare la massima downforce su un asfalto che è un biliardo.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

E poi hanno scaricato le ali fintanto che lo schiacciamento a terra non scatenasse il consumo del maledetto plank. I piloti si sono abituati a guidare una macchina molto impegnativa in frenata e, dopo aver ulteriormente “trimmato” il flap mobile, hanno dovuto cercare una soluzione di compromesso per non esagerare con i rischi. Già in qualifica erano consapevoli di non poter ambire alla pole position. Tanto da essere convinti che nemmeno riuscendo a dare una scia perfetta a Charles con Hamilton sarebbe arrivata la soddisfazione di partire al palo. Ragione per cui la squadra ha fatto bene a lasciare perdere. 

Monza, quindi, riporta i ferraristi con i piedi a terra, perché quello che ha provato la Scuderia è riuscito alla perfezione alla Red Bull, regalando a Laurent Mekies la prima affermazione dopo appena quattro gare alla guida del team di Milton Keynes. Cercare le velocità massime era giusto (Leclerc in gara è arrivato a 352,8 km/h e Max a 352,5 km/h. Questi due hanno corso senza scie, mentre Hamilton con un “tirone” è arrivato a 363,3 km/h superato solo da Alexander Albon per 0,8 km/h). È evidente che il nuovo fondo della RB21 genera più carico di quello della rossa e la soddisfazione di Pierre Waché sul podio la dice lunga sulla voglia di riscattarsi. 

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Mark Thompson / Getty Images

E la Ferrari? Ha sofferto una maggiore usura delle gomme per un avvio di gara molto sostenuto (Leclerc ci ha provato a mettersi in zona podio, ma la speranza è durata poco con Piastri in grado di portare addirittura un sorpasso all’esterno di Lesmo 1, in un punto che sembrava impossibile) e ha tenuto un passo che non era all’altezza per sfidare Red Bull e McLaren, ma è stato sufficiente a controllare Mercedes. 

Non abbastanza per raddrizzare una stagione nata male. La SF-25 ha dei difetti congeniti che non saranno curabili, per cui bene farà la Scuderia a difendere il secondo posto fra le squadre, dedicando tutte le energie al progetto 678 che potrà beneficiare di freschi rinforzi tecnici. Le illusioni le lasciamo a chi ancora ci crede...

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