F1 | McLaren ha recuperato gran parte del gap da Mercedes, ma a Miami l'esecuzione ai box l'ha penalizzata
Andrea Stella, team principal della McLaren, spiega dove Norris abbia perso l'occasione di vincere il Gran Premio di Miami. A conti fatti, il pit stop è costato a Lando un tempo tale che ha permesso ad Antonelli di andare in testa e di vincere.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
La McLaren è stata davvero la monoposto più veloce vista in pista a Miami? La risposta è no, ma avrebbe potuto ottenere la sua prima vittoria stagionale senza bisogno di aiuti esterni. Questione di ‘esecuzione’, ovvero ciò che aveva fatto la differenza nelle qualifiche e nella gara sprint proprio a favore dei papaya.
“Credo che Mercedes abbia confermato ancora un paio di decimi di vantaggio – ha commentato Andrea Stella al termine del weekend - in gara è emerso in modo piuttosto evidente. Nella prima parte del weekend (qualifiche e gara sprint) la Mercedes non ha espresso tutto il proprio potenziale, e questo ha fatto credere che i suoi avversari diretti avessero fatto progressi maggiori del previsto. In realtà era semplicemente Mercedes che non stava ottimizzando il suo potenziale”.
Non ci sono, però, dubbi che la McLaren sia la squadra che a Miami ha confermato il maggior passo in avanti. È vero che la Mercedes ha proseguito il suo filotto di successi ottenendo la sua quarta vittoria stagionale, ma i margini sono stati molto contenuti, sia in qualifica che in gara.
La drastica riduzione del divario visto in Florida ha fatto salire in cattedra l’esecuzione, ovvero le variabili che in una situazione di equilibrio tecnico diventano cruciali: setup, scelte strategiche, partenze, pitstop. “Anche se il nostro è stato un weekend molto positivo – ha proseguito Stella - probabilmente abbiamo perso la possibilità di vincere la gara proprio per una questione di esecuzione. Stavamo lottando contro una macchina più veloce, ma se fossimo riusciti a mantenere Lando in testa, avremmo potuto vincere”.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Mario Renzi / Formula 1 via Getty Images
Il team principal si riferisce alla fase di pitstop. Norris era in testa alla corsa, quando il box Mercedes ha deciso di fermare Antonelli al giro 26. L’undercut non era considerato particolarmente potente sul circuito di Miami, e la McLaren ha richiamato Lando in pitlane la tornata successiva. Il cambio gomme è durato un secondo più del solito, una margine molto piccolo ma risultato cruciale poiché è costato a Norris la leadership della corsa.
“Quando nei giri finali del primo stint sei in testa — ha ammesso Stella — hai una reale possibilità di far tua la gara. Il timing del pit stop è stato decisivo, ma non è solo una questione strategica. Abbiamo perso tempo in pit lane, e questo solo è un aspetto di esecuzione. È una combinazione tra il momento in cui è stato richiamato il pilota, il pit stop, ed anche l’in-lap, dove Lando ha perso tempo. Non è solo strategia, è un elemento di squadra. Come team abbiamo fatto un grande lavoro per rendere McLaren di nuovo competitiva per la vittoria, ma oggi non abbiamo massimizzato il risultato. anche se affrontavamo una vettura più veloce”.
Norris ha avuto a disposizione trenta giri per provare a recuperare la leadership, ma Antonelli non ha concesso una reale opportunità. “Con le gomme hard è molto difficile recuperare posizioni, probabilmente lo sarebbe stato anche qualora Lando fosse uscito davanti ad Antonelli.
In quel frangente Kimi aveva gomme calde ed era sulla traiettoria ideale. Probabilmente Lando avrebbe dovuto avere circa sette decimi di vantaggio per mantenere la posizione, ma quando abbiamo visto che il pit stop non era perfetto e che l’in-lap non era ideale, abbiamo capito che sarebbe stato molto difficile. È stata una combinazione di fattori che non ci ha permesso di poter giocarci la vittoria fino in fondo”.
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