La F1 conferma: Sud Corea, Thailandia e Indonesia vogliono un GP
Greg Maffei, amministratore delegato della società Liberty Media che possiede la Formula 1, ha sottolineanto che una gara nel sud-est asiatico è sempre più probabile, con Thailandia, Corea del Sud e Indonesia interessate a ospitare un Gran Premio nei prossimi anni.
La Formula 1 sta proseguendo il suo tentativo di capitalizzazione del boom mediatico vissuto dallo sport negli ultimi anni, cercando di trovare nuove opportunità per espandere la categoria verso nuovi orizzonti in altri continenti.
Con tre appuntamenti negli Stati Uniti, a cui si aggiungono altre tre tappe nel continente americano, la F1 che siano sufficienti per quel tipo di mercato. Al contrario, vi è un crescente interesse nello spingere lo sport verso altre regioni, soprattutto nel continente asiatico, dove potrebbe essere aggiunta un nuovo appuntamento.
Parlando a un evento F1 a Monaco giovedì sera, gestito anche da Autosport Business, Maffei ha detto che il successo del ritorno del Gran Premio di Cina in calendario dopo un’assenza di quattro stagioni ha mostrato cosa è possibile fare e quale sia l’interesse verso la Formula 1 in quel continente.
Lewis Hamilton, McLaren
Foto di: Charles Coates / Motorsport Images
"Siamo fortunati ad essere riusciti ad avere un GP in Cina quest'anno dopo quattro stagioni. È stato un grande successo. L'interesse per la Cina è esploso in parte perché ora abbiamo un pilota cinese”, ha raccontato Maffei sottolineando l’importanza di Guanyu Zhou, a cui durante il fine settimana del Gran Premio è stato dedicato uno spazio apposito, anche al termine della corsa facendolo fermare sulla linea di partenza per salutare il pubblico, con una visibile commozione da parte del pilota locale.
Non è un mistero che, dietro le quinte, diversi Paesi si siano fatti avanti con la F1 per organizzare un Gran Premio nei prossimi anni, oltre a quelle già presenti nel continente asiatico. Secondo quanto rivelato da Maffei, tre stati hanno mostrato un grande interesse, ovvero Thailandia, Corea del Sud e Indonesia.
"L'identità culturale è fondamentale quando ci sono piloti e squadre di un Paese. È stato fantastico vedere la crescita della Cina. Ma c'è molto interesse in tutta l'Asia, come abbiamo interesse da molte città. Ma in Asia, come avete giustamente sottolineato ci sono Thailandia, Seoul, e abbiamo riscontrato interesse anche dall'Indonesia. Ci sono molti posti che desiderano una gara di Formula 1”.
"Abbiamo esaminato i dati tra dove sono i nostri fan, dove potrebbero essere, chi potrebbe organizzare una grande gara e chi, francamente, può permettersi di organizzare una corsa, facendo anche delle varie intersezioni tra questi tre aspetti. Penso che si potrebbe facilmente vedere un secondo nel Sud-Est asiatico [insieme alla Cina]".
La Formula 1 ha già corso in Corea del Sud sul tracciato di Yeongam, anche se l’appuntamento è saltato dopo solo quattro edizioni al termine della stagione 2013. Al tempo si trattava di un progetto ambizioso, perché attorno al circuito sarebbe dovuta sorgere una città, ma i lavoro sono sempre andati al rilento, motivo per il quale dopo un po’ svanì l’interesse anche a causa dei costi insostenibili per tenere vivo un Gran Premio lontano da altre città di riferimento. L'idea sarebbe quindi quella di organizzare una gara in città.
Differente è il discorso per la Thailandia, che negli ultimi mesi sta spingendo sull’acceleratore: nell'ambito di una visita ufficiale in Italia, il primo ministro tailandese Thavisin ha partecipato al GP dell’Emilia-Romagna della scorsa settimana per discutere con Stefano Domenicali sull’opportunità di portare la F1 nel proprio Paese.
Infatti, il progetto del Gran Premio sarebbe promosso e sostenuto anche dal governo, per quanto è risaputo che Thavisin abbia sondato un possibile supporto da parte della Red Bull per l’organizzazione dell’evento, dati i noti legami del marchio di bibite con lo stato del continente asiatico. L’idea sarebbe quella di organizzare una gara su un tracciato cittadino a Bangkok, capitale del Paese, con la speranza che possa inserirsi nel calendario nel 2027 o nel 2028.
Srettha Thavisin, Primo Ministro della Thailandia, Stefano Domenicali, Amministratore Delegato del Gruppo Formula 1
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
La lezione da Las Vegas
All'evento tenutosi a Monaco erano presenti anche i principali rappresentati che hanno contribuito ad organizzare il GP di Lase Vegas. Maffaei ha spiegato come la F1 sia riuscita a comprendere meglio le esigenze dei tifosi grazie alla decisione di diventare il promoter dell'evento, invece di affidarsi ad altri organizzatori.
"Abbiamo cambiato lo sport in molti modi. Noi ci limitavamo ad affidare il prodotto all'organizzatore locale e loro lo vendevano. Ma sempre di più, tra cose come F1TV e eventi che che abbiamo realizzato noi stessi come quella di Las Vegas, capiamo meglio di cosa necessitano i fan. Siamo un'azienda diretta al consumatore e dobbiamo comprendere le loro esigenze", ha speigato Maffei. Infatti, quest'anno, ci dovrebbero essere anche biglietti più economici per l'appuntamento statunitense, dopo le grandi polemiche per i prezzi della scorsa stagione.
"Questo ci permette di imparare meglio e di soddisfare meglio le loro esigenze nel tempo, anche a Las Vegas. Sono quindi entusiasta di ciò che potremo fare insieme. Credo che sarà un grande spettacolo. E spero che rimanga una gara emozionante come lo è stata il primo anno".
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