MotoGP | Perché Marc Marquez è così serio?
Marc Marquez non ha festeggiato in maniera particolare dopo le due più recenti Sprint della MotoGP, inclusa la vittoria a Motegi. Il pilota della Ducati ha una buona spiegazione per questo, e una che rivela un cambiamento di mentalità.
La compostezza che Marc Marquez ha mostrato nel celebrare i suoi ultimi due podi nelle Sprint ha portato molti ad interrogarsi sul motivo della sua espressione seria. La spiegazione sta nel suo esplicito desiderio di evitare brusche oscillazioni nei livelli di adrenalina, permettendogli di conservare le energie per tutto il weekend di Gran Premio.
L’atteggiamento di Marquez è cambiato tanto quanto la sua routine quotidiana dopo la serie di operazioni al braccio destro. Da anni ormai dedica particolare attenzione ad una delle parti del corpo più sollecitate quando si guida una MotoGP – e di gran lunga quella che ha subito più danni.
Insiste sul fatto che il 10° titolo mondiale per cui sta lottando non cambierà la sua vita, anche se non ha mai fatto tanti sacrifici quanti ne sta facendo ora per raggiungere un obiettivo. Dopo l’ultima operazione alla spalla destra, conseguenza diretta della caduta subita in Indonesia lo scorso anno dopo essere stato colpito da Marco Bezzecchi al via, lo spagnolo ha dovuto ancora una volta resettare la sua routine di allenamento e la preparazione personale per essere in grado di rispondere alla sfida posta da Aprilia e dai suoi due piloti, Jorge Martin e Bezzecchi, con i quali sembra destinato a lottare per il titolo fino alla fine.
Le “riconfigurazioni” che aveva affrontato in precedenza erano state concentrate specificamente sull’aspetto fisico. Quest’ultima, però, va oltre il corpo ed arriva alla sfera emotiva.
Il cambiamento è diventato particolarmente visibile sui podi delle ultime due Sprint, in Austria e in Giappone. Sabato al Red Bull Ring, dopo aver chiuso secondo, Marquez è apparso quasi impassibile mentre riceveva la sua medaglia commemorativa. Sembrava serio quando, sulla carta, aveva pochi motivi per esserlo: dopo aver recuperato più di 100 punti sul leader del campionato, era secondo in classifica, a soli tre punti da Martin.
Per chi se ne era accorto, il mistero si è soltanto infittito questo sabato a Motegi, subito dopo che Marquez ha vinto la sua settima Sprint della stagione. Chi aveva concluso che la sua mancanza di emozione al Red Bull Ring fosse dovuta semplicemente al fatto di non aver vinto è rimasto senza spiegazione in Giappone, dove aveva vissuto un weekend impegnativo, ma alla fine perfetto in termini di bottino ottenuto: la sua quinta doppietta della stagione, la quarta negli ultimi sei round di un calendario che ora si sta facendo più serrato, e una in cui si trova a soli due punti da Martin in vetta.
Marc Marquez, Ducati Team
Photo by: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Per tutti quelli che osservavano la cerimonia del podio dopo la gara del sabato, il linguaggio del corpo misurato del #93 era impossibile da non notare, al punto da giustificare una domanda diretta al riguardo.
“Dopo il secondo posto nella Ssprint in Austria, si poteva pensare che non fossi completamente soddisfatto e che per questo non avessi festeggiato il risultato. Ma qui hai vinto, e sei ancora serio. C’è qualcosa che ci sfugge”, gli ha chiesto Motorsport.com.
“Non sono serio, sto risparmiando energie”, ha risposto Marquez, riferendosi all’approccio che ha adottato da quando il recupero della spalla destra, dopo l’estate, ha raggiunto un punto in cui è improbabile che migliori molto ulteriormente.
Da quel momento in poi, più o meno in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna ad agosto, una delle principali ossessioni del pilota catalano è stata massimizzare le sue energie nel periodo che va dal venerdì, quando di solito iniziano le attività promozionali, fino alla domenica pomeriggio, quando finisce la gara.
Per sua esperienza, il dispendio fisico è enorme, ma anche quello mentale è significativo in un programma così fitto, in cui i piloti devono già scendere in pista con il coltello tra i denti fin dalle prove del venerdì.
“Non è che ridere stanchi; quello che stanca, e stanca molto, sono i cambiamenti nelle emozioni. Vincere non fa cambiare il mio atteggiamento, resto concentrato”, ha detto Marquez dopo aver vinto la Sprint a Motegi.
Jorge Martin, Aprilia Racing Team, Marc Marquez, Ducati Team, Diogo Moreira, Team LCR Honda
Photo by: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
“Fisicamente, puoi gestirlo perché siamo preparati a guidare una moto e, per esempio, una giornata di test in Malesia è molto più dura sotto questo aspetto. Ma durante i Gran Premi l’adrenalina sale molto, e poi crolla all’improvviso”.
Da quando le Sprint sono state introdotte nel 2023, il sabato è diventato il giorno più stressante per i concorrenti, che devono affrontare le qualifiche al mattino e la Sprint nel pomeriggio. Il piatto forte del weekend, però, resta riservato alla domenica.
“Devi entrare in qualifica, e l’adrenalina sale. Ma quando finisce, ovviamente, torna giù. E poi succede la stessa cosa nella Sprint", ha spiegato Marquez, prima di offrire la chiave per capire la sua compostezza sui podi del sabato.
“Ciò che richiede molta energia sono questi alti e bassi emotivi. Perché dopo un picco di adrenalina arriva un calo. Ed è questo che sto cercando di controllare, in modo che la linea resti il più stabile possibile”.
In un momento in cui Liberty Media ha iniziato ad implementare cambiamenti nella struttura interna del MotoGP Sports Entertainment Group (MGPSEG), il campionato si sta avviando verso una nuova era in cui l’obiettivo è massimizzare lo spettacolo.
Secondo i dirigenti del promotore, ciò include iniziative come quella organizzata domenica mattina, quando è stata allestita una gara di kart sul circuito di Motegi e l’intera griglia della MotoGP è stata invitata a partecipare.
Marc Marquez, Ducati Team
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Marquez ha mandato una controfigura mentre applicava ghiaccio al braccio, che era stato sottoposto ad uno sforzo aggiuntivo dopo che aveva deciso di prolungare il Warm-Up da 10 a 20 minuti per provare la gomma posteriore dura che nessuno aveva usato fino a quel momento e che alla fine è diventata la scelta più diffusa.
“Stavo trattando la spalla con il ghiaccio; non potevo andare. In questi momenti bisogna essere egoisti e rendere al meglio quando conta, cioè durante le gare”, ha spiegato in seguito.
È un altro esempio dell’approccio che lo ha portato a preservare le energie il più possibile e a concentrarle dove ritiene che contino di più.
Resta da vedere come questa filosofia si adatterà al nuovo formato del weekend che entrerà in vigore il prossimo anno, segnato dall’introduzione di una seconda sessione di qualifica specifica per la Sprint.
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