F1 | Sauber: inizio difficile, ma ora è tra le più rapide nei pit stop
Dopo un inizio anno estremamente difficile sul fronte dei pit stop, con soste alle volte interminabili a causa di alcuni problemi al dado ruota, la Sauber ha apportato novità che le hanno permesso di fare un salto in avanti. Un miglioramento talmente ampio che ora l'ha portata a essere tra le squadre più veloci in griglia durante le soste.
Sono passati dodici mesi da quando la Sauber è andata a punti per l’ultima volta, nel Gran Premio del Qatar 2023. Un anno che pesa, soprattutto pensando che ora il team elvetico è ancora fermo a quota zero in classifica, ultima in campionato e con i rivali che ormai stanno iniziando a prendere il largo.
Le chance migliori il team le aveva avute a inizio anno, quando però aveva dovuto fare i conti con i problemi nei pit stop che, in più occasioni, non le avevano permesso di estrarre il massimo dalla gara, come successo ad esempio in Bahrain, in Arabia Saudita o in Giappone, dove aveva addirittura perso 3 posizioni nello spazio di pochi secondi persi durante la sosta.
Dopo le prime gare, dove vi era la concreta possibilità di strappare qualche punto, gli ingegneri non sono riusciti a tenere il ritmo degli avversari sul piano dello sviluppo, anche in una stagione in cui molti rivali hanno incontrato delle difficoltà. Ad esempio, Williams è partita con una vettura sovrappeso, così come Alpine, mentre Racing Bulls e Aston Martin hanno incontrato dei problemi nello sviluppo, tanto che sono tornate indietro su specifiche precedenti nel corso del campionato. Ma mentre tutte queste squadre di centro gruppo sono comunque riuscite a lottare in certe fasi della stagione nella parte alta del midfield, Sauber non è riuscita a replicare quei progressi, rimanendo impantanata in una crisi tecnica.
I meccanici del Stake F1 Team Kick Sauber si esercita sui pit stop
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Se sul fronte tecnico la situazione è ben più complessa, complice una vettura a cui manca carico, molto difficile da guidare e che fa fatica sugli avvallamenti dell’asfalto, curiosamente su quello dei pit stop la situazione è cambiata notevolmente. Dopo il disastro di inizio stagione, infatti, Sauber nelle ultime gare è stata tra le più veloci, centrando anche il miglior tempo in assoluto a Baku.
Per dare un’idea, da quando è stato introdotta una soluzione definitiva a Imola cambiando il materiale del dado, in ben Gran Premi il team è riuscito a completare i pit stop con una media sotto i tre secondi, mentre prima di quell’appuntamento si era sempre sopra quella soglia critica. Dal GP del Belgio in poi, inoltre, Sauber è riuscita a inserirsi costantemente nei dieci pit stop più veloci in assoluto di ogni gara, riuscendo spesso a stare sotto i 2,5 secondi.
Per ora, la sosta più rapida della stagione per la scuderia svizzera è stata quella effettuata a Baku, in circa 2,32 secondi. Per quanto questo non sia un tempo che non rientra nella top ten dell’intero campionato per circa 3 decimi di secondi, il trend visto nelle ultime gare conferma soprattutto la costanza di rendimento dei meccanici, uno degli aspetti cruciali, perché al di là della performance pura, è fondamentale riuscire a ripetersi su più pit stop.
| GP (prima delle modifiche definitive) | Tempo medio Sauber | GP (dopo le modifiche definitive) | Tempo medio Sauber |
| Bahrain | 15,63 | Imola | 2,67 |
| Arabia Saudita | 12,49 | Monaco | 2,53 |
| Australia | 14,60 | Canada | 13,858 |
| Giappone | 3,97 | Spagna | 3,34 |
| Cina | 3,62 | Austria | 3,05 |
| Miami | 3,09 | Gran Bretagna | 4,28 |
| Ungheria | 2,82 | ||
| Belgio | 2,41 | ||
| Olanda | 2,76 | ||
| Monza | 3,74 | ||
| Azerbaijan | 2,38 | ||
| Singapore | 3,02 |
Una bella soddisfazione che conferma i passi in avanti della scuderia svizzera su quel fronte, che nelle scorse stagioni era tra i più lenti dell’intera griglia. Una situazione doveva anche al fatto che i meccanici avessero bisogno di nuove attrezzature per provare a scendere sui tempi dei pit stop, qualcosa di cui la stessa Sauber era ben consapevole, tanto che per quest’anno ha scelto di investire su nuovi strumenti. Tuttavia, nel momento in cui si è andato a ridisegnare il dado ruota, sia in termini di forme che di materiali, rendendolo più leggero, non sono stati raggiunti i target sperati sulla robustezza, in particolare quando salgono le temperature durante la corsa.
Questo era uno dei motivi per cui, ad esempio, durante i test, nelle prove libere e in quelle in fabbrica, gli ingegneri non si erano mai accorti di questi problemi, dato il contesto completamente differente da quello di un Gran Premio. Dopo quanto successo nei primi appuntamenti della stagione, il team aveva apportato delle modifiche momentanee, al fine di provare a tenere sotto controllo la situazione in attesa di una soluzione definitiva che sarebbe arrivata solamente a Imola, introducendo un diverso materiale.
Una soluzione che ha richiesto tempo, non solo perché chiaramente è stato necessario effettuare più test per capire quale bilanciamento trovare tra performance e affidabilità, ma anche perché si è dovuto attendere che le parti modificate arrivassero da un fornitore esterno, con relative scorte. Per quanto ciò non permetta di guadagnare punti, il processo di crescita visto durante la stagione rappresenta un punto su cui provare a ripartire, con l’obiettivo di costruire una vettura 2025 più competitiva e senza mancare quelle occasioni sfuggite a inizio 2024 proprio a causa dei pit stop.
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