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F1 | Antonelli: "Obiettivo nel 2025? Vorrei vincere qualche gara"

Intervenuto al Festival dello Sport organizzato a Trento dalla Gazzetta dello Sport, Andrea Kimi Antonelli ha parlato del suo percorso di avvicinamento alla F1 e dei motivi che hanno spinto Mercedes a puntare su di lui. L'italiano ha fissato anche gli obiettivi per il 2025, ponendosi il target di provare a ottenere qualche vittoria.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes-AMG F1 Team

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes-AMG F1 Team

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Mancano ancora circa cinque mesi alla prima gara del campionato 2025, quella che vedrà il debutto di Andrea Kimi Antonelli su una monoposto di Formula 1 come pilota ufficiale. Una data che rappresenta sia la conclusione di un percorso, quello nelle categorie propedeutiche, che l’inizio di un’avventura più grande, quella nella massima serie, dove la speranza è quella che emerga il potenziale per continuare la striscia di successi vista nelle serie minori.

Un debutto che sembra ancora piuttosto distante in termini temporali, soprattutto considerando che ci sono ancora due appuntamenti di F2 da disputare prima di concentrarsi definitivamente su quella che sarà la prossima avventura, ma che in realtà inizia ad avvicinarsi rapidamente. Dietro le quinte, infatti, l’italiano si sta già preparando per quello che sarà la sua prima stagione in F1, attraverso un programma  di test organizzato dalla Mercedes che, negli ultimi mesi, lo ha portato a provare diverse vetture.

Un lavoro volto ad arrivare quanto più pronto possibile proprio a quel GP d’Australia dove la prima parte del sogno diventerà realtà: “Essere pilota ufficiale il prossimo anno è una cosa che non ho ancora realizzato. Sto pian piano realizzando, ma credo che lo realizzerò solo quando sarò sulla griglia a Melbourne. Però sono contentissimo, è un sogno che diventa realtà”, ha commentato Antonelli a margine del Festival dello Sport organizzato a Trento dalla Gazzetta dello Sport.

Andrea Kimi Antonelli sale sulla Mercedes per le FP1 a Monza: dal 2025 sarà pilota ufficiale.

Andrea Kimi Antonelli sale sulla Mercedes per le FP1 a Monza: dal 2025 sarà pilota ufficiale.

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

“Io mi sento pronto per la F1. A livello di velocità credo che non sarà un problema e l'unica cosa dove ci sarà tanto da lavorare sarà comprendere come gestire il weekend nel miglior modo possibile e anche imparare tutte le procedure. Quindi, ci saranno tante cose da imparare però mi sento pronto”.

La nuova stagione non è ancora iniziata, ma il pilota italiano ha già fissato i primi obiettivi per quello che sarà il suo primo anno in Formula 1, senza nascondersi, con il target annunciato di provare a salire sul podio e vincere qualche gara. Un obiettivo che, al netto delle chiare considerazioni sul fatto che il primo anno sarà comunque di apprendistato in una categoria per lui completamente nuova, lascia intendere come il ragazzo abbia già idee chiare mettendo in mostra la sua voglia di vincere.

“Sicuramente vincere qualche gara sarebbe un sogno. Non sarà facile, perché tutti i team hanno una macchina competitiva, per cui sarà molto difficile, però questo è un mio primo obiettivo. Anche qualche podio andrebbe bene, ma l’obiettivo principale è portare a casa qualche vittoria”, ha spiegato Antonelli.

Non solo i risultati: cosa ha convinto Mercedes sul piano umano

L’italiano compirà il debutto nella massima serie direttamente in un top team come la Mercedes, senza passare per una tappa intermedia, come una squadra di centro gruppo: una scommessa per la scuderia anglo-tedesca, ma anche un attestato di fiducia verso un pilota che ha salito rapidamente i ranghi nelle categorie propedeutiche.

Kimi Antonelli studia i dati con gli ingegneri Mercedes nei test

Kimi Antonelli studia i dati con gli ingegneri Mercedes nei test

Foto di: Mercedes AMG

Infatti, da diversi anni Antonelli fa parte dell’Accademia Mercedes che, così, ne ha potuto seguire il percorso giovanile, inclusi i successi in Formula 4 e Formula Regional, dove ha mostrato una velocità che ha spinto il team a portarlo direttamente in Formula 2 e poi in Formula 1 dopo un anno. Indubbiamente l’addio di Lewis Hamilton ha fatto allineare i pianeti ma, come spiegato da Toto Wolff, il team ha sempre avuto nell’italiano uno dei maggiori candidati a raccogliere l’eredità del britannico.

Quando gli è stato chiesto cosa, dal suo punto di vista, avesse convinto Mercedes a puntare su di lui per il 2025, Antonelli ha raccontato che, oltre ai risultati in pista, elemento cruciale per progredire verso la F1, un ruolo lo ha giocato anche il modo in cui si pone: “Sicuramente ho convinto Mercedes per i risultati in pista, perché alla fine quelli sono la cosa più importante. Ma anche perché anche Toto ha parlato molto con la mia famiglia e per la persona che sono diventato. Questo è anche grazie alla mia famiglia, perché sono loro che mi hanno educato in questo modo e quindi credo che anche un fattore aggiuntivo sia la persona che sono”.

L’importanza dei test nel percorso di crescita

Tuttavia, naturalmente questo non è l’unico motivo che ha spinto il team a puntare sull’italiano, perché Mercedes è alla ricerca soprattutto di un pilota che veloce, come lo ha dimostrato nelle varie categorie propedeutiche. Per capire il suo livello, però, è stato utile anche osservarlo in azione nel corso dei test privati svolti durante la stagione, uno strumento fondamentale per comprenderne i punti di forza e gli spigoli ancora da smussare.

Secondo Antonelli, ciò che ha sorpreso Mercedes è stata la velocità con cui il giovane pilota è riuscito ad arrivare al limite su una monoposto di Formula 1 nonostante la poca esperienza. I recenti debutti di piloti provenienti dalle serie minori hanno dimostrato quanto le nuove leve possono essere competitive, ma è chiaro che l’esperienza in pista diventa fondamentale per farsi un’idea completa e capire i progressi.

Il primo test di Antonelli su una vettura di F1 al Red Bull Ring

Il primo test di Antonelli su una vettura di F1 al Red Bull Ring

Foto di: Mercedes AMG

Nell’arco delle varie sessioni di test, infatti, Antonelli ha compiuto dei passi in avanti non solo per quanto riguarda la ricerca del limite della vettura, ma anche sul tema che generalmente mette più in difficoltà i rookie, ovvero il passo gara e la gestione delle gomme. Per un pilota che fino alla scorsa stagione non doveva nemmeno confrontarsi con l’utilizzo di due differenti mescole in gara, è logico che il tema della gestione della corsa sia uno di quelli dove ci sono margini di crescita, evidenziati già a Spa.

“Nei test privati una cosa che li ha impressionati è la velocità con cui sono arrivato al limite, la velocità con cui arrivavo ai tempi che loro predisponevano. Devo dire che un fattore su cui ho fatto più fatica durante i test era il passo gara. Tuttavia, negli ultimi due giorni di test a Spa, ho migliorato notevolmente il passo gara e questo li ha convinti a firmare con me”, ha raccontato Antonelli, rimarcando quanto sia stato importante quel test.

“Fino a quel momento la loro idea era quella di mettermi in macchina in Mercedes nel 2025, ma prima volevano prima vedere se sarei riuscito a migliorare quei punti deboli che avevo. Nei test di Spa fece uno bello step avanti e quello li convinse. Infatti, prima della pausa estiva, feci una chiamata con Wolff, il mio ingegnere e altre persone della Mercedes e lì mi dissero che sarei stato un loro pilota nel 2025. È stato un bel momento”.

La crescita nei test è stata parallela su più fronti: da una parte capire come sfruttare meglio la macchina e arrivare sempre più vicino al limite, dall’altra anche imparare a comprendere e utilizzare le indicazioni della squadra per migliorarsi, sia nella definizione del setup, che in tempo reale durante un weekend.

Andrea Kimi Antonelli in uno dei test TPC con la Mercedes W13

Andrea Kimi Antonelli in uno dei test TPC con la Mercedes W13

Foto di: Davide Cavazza

“Credo che molte cose le impari con l'esperienza e in Formula 1 hai tantissimi dati che puoi guardare, addirittura anche la telemetria in diretta, per cui l’ingegnere può dirti in tempo reale dove migliorarti. Già nel giro successivo puoi applicare quello che dice l’ingegnere e migliorarti. In generale, con questi test hanno cercato di lasciarmi fare più da solo, quindi cercare di imparare in autonomia senza darmi troppe linee guida. Nel test di Spa, dove ho fatto un passo in avanti è nel sentire la gomma, anticipare il degrado e mantenere il ritmo, aspetti fondamentali in gara”.

Il rapporto con Hamilton e le preferenze di guida

Antonelli erediterà il sedile di Lewis Hamilton, il quale volerà in direzione Maranello per inseguire il titolo in Ferrari. Un’eredità pesante, ma Antonelli ha già avuto modo di conoscere e lavorare con il britannico che, tra l’altro, ha speso in più occasioni parole al miele per il giovane italiano, proprio perché in questi anni ne ha visto le potenzialità.

“Ho un bel rapporto con Lewis. Capita di parlarci nei weekend di gara e devo dire che è una grandissima persona, molto umile. Ad esempio, a Singapore da lui ho imparato come gestisce la gara, le informazioni che dà al team sullo stato della vettura e delle gomme. Non vedo l’ora di tornare in pista per continuare ad osservare e imparare, in modo tale da essere pronto in vista del prossimo anno”, ha detto Antonelli, che ha poi raccontato anche alcuni aspetti del suo stile di guida che, tra l’altro, coincidono proprio con quello di Hamilton, tra cui la preferenza per un anteriore puntato.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes-AMG F1 Team

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes-AMG F1 Team

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

“Ho osservato il suo stile di guida, che è simile al mio. È un pilota a cui piace guidare una macchina molto puntata sull’anteriore, per cui non gli piace avere una vettura sottosterzante ed è qualcosa che piace anche a me”.

Tanto lavoro sulle procedure, tra volante e partenze

Se nelle categorie propedeutiche Antonelli è sempre stato un pilota abituato a parlare poco via radio, in modo da potersi concentrare sulla guida, in F1 le comunicazioni saranno più intense, soprattutto da parte dei box, con gli ingegneri che gli forniranno continui aggiornamenti non solo per migliorare la performance, ma anche gestire la vettura.

Uno degli aspetti chiave sarà anche quello di imparare tutte le procedure e personalizzare il volante per renderlo più confortevole possibile. Un tema che può sembrare sottovalutato, ma che assume in realtà un’importanza cruciale per un pilota che, a bordo della monoposto, deve ricordare il posizionamento di tutti i vari pulsanti e dei “rotary” per modificare la ripartizione della frenata, il bilanciamento e tutti quegli altri elementi che influiscono sulle prestazioni.

“Sarà importante imparare anche a non perdere la concentrazione quando qualcuno ti parla dai box, perché lo fanno per darti delle informazioni utili. Nei test mi stanno parlando sempre di più, perché in F1 è fondamentale imparare le procedure, per cui quando ti chiedono una modifica devi sapere che pulsante devi toccare sul volante e cosa fa. Sono tutte cose che sto imparando e a cui mi sto abituando, per questo sto facendo anche i test, non solo per migliorare a livello di guida, ma anche per imparare le procedure e fare l’abitudine ad avere una persona in radio che ti parla costantemente”.

Volante Mercedes

Volante Mercedes

Foto di: Erik Junius

Antonelli ha poi svelato anche una curiosità, ovvero che Mercedes gli manderà a casa un simulatore con cui imparare a effettuare le partenze. Da qualche anno a questa parte, infatti, le partenze in F1 non sono più assistite, per cui i piloti devono imparare a trovare la giusta sensibilità nel rilascio della frizione. In questo modo, non solo l’italiano potrà fare esperienza con un software dedicato, ma anche trovare le prime indicazioni da dare agli ingegneri, ad esempio, sulle sue preferenze nella gestione della leva, così come sul case in cui inserire le dita.

“Mercedes mi manderà questo volante e un piccolo simulatore a casa per imparare le partenze quindi potrò allenarmi a fare le partenze. Il volante è quello della Formula 1, per cui mi aiuterà a memorizzare anche i pulsanti, perché alle alte velocità non hai tempo di guardare il volante, devi saperlo a memoria. Quindi mi manderanno questo simulatore non solo per imparare a fare le partenze, ma anche per memorizzare i pulsanti.”

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