F1 | Binotto: "Mick lo stiamo valutando. Audi sarà vincente dal 2030"
Il reggiano capo di Audi in F1 da agosto ha concesso la sua prima intervista one to one a Giorgio Terruzzi e Daniele Sparisci, colleghi del Corriere della Sera. Ecco dall'interessante racconto cosa è emerso: "Sarà come scalare l'Everest". "Ci mancano 400 persone". "Mick Schumacher è nel mirino". "Non avrei preso Hamilton alla Ferrari".
Mattia Binotto, CEO and CTO, Stake F1 Team KICK Sauber
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Una lunga chiacchierata con il Corriere della Sera. Con l’amico Giorgio Terruzzi e con Daniele Sparisci: la prima intervista di Mattia Binotto ci offre lo spaccato del pensiero del fresco capo di Audi in F1, dopo la lunga militanza nella Ferrari dove aveva scalato tutti i ruoli fino a diventare il team principal del Cavallino.
“Mi mancavano le corse, mi mancava il concetto di squadra. Ma ho accettato di tornare soltanto perché riparto da un foglio completamente bianco. È il fascino della sfida”.
La vita di Binotto ricomincia 54 anni con un’avventura che potrebbe sembrare impossibile… “Con la Ferrari parliamo di realtà diverse, lo dice anche la classifica. La differenza è immensa, in tutto, dalle dimensioni agli strumenti. Però trovo tantissime similitudini con la Ferrari dei miei inizi, nel 1995. Un’azienda dove c’era tutto da costruire o ricostruire. A quei tempi oltre a riorganizzare i reparti e la metodologia, bisognava allenare le persone a vincere. Inculcare la mentalità del non siamo qui per partecipare”.
Mattia Binotto, grande capo di Audi F1 nel box Sauber
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
A Mattia è mancata la competizione: “Avendo il desiderio di ripartire, l’unica sfida attraente per me era quella dell’Audi, la più ambiziosa. Non avrebbe avuto senso entrare in un team che già funziona. Qui invece posso costruire, rivivo parte del mio passato e anche per questo è affascinante”.
Il reggiano ha accettato una sfida molto complicata e qualcuno ritiene che sia stato chiamato in ritardo… “Siamo all’inizio della scalata, davanti c’è l’Everest e ora si vede solo la base. Stiamo decidendo da che versante salire, è importante stabilire un percorso. Se ci confrontiamo con gli avversari abbiamo circa 400 persone in meno, dobbiamo aggiungerle per poter competere allo stesso livello: non si trovano in due giorni, e non per forza in F1. La nostra scelta è investire sui giovani".
Mick Schumacher, pilota di riserva Mercedes-AMG F1 Team con la fidanzata Laila Hasanovic
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Hulkenberg è il pilota d’esperienza, ma per il prossimo anno manca il secondo. Si parla del rinnovo di Valtteri Bottas, della chiamata di Gabriel Bortoleto e ora di Mick Schumacher…
“Possiamo permetterci il lusso di non aver fretta, avendo tutte le altre squadre deciso la loro formazione. Due gli aspetti essenziali: da una parte l’esperienza per impostare il percorso di crescita. Dall’altra un giovane, talentuoso, che ci accompagni nel percorso fino alla vetta”.
Bottas, quindi, sembra già fuori gioco, mentre Mick sembra in partita… “Sicuramente, lo stiamo valutando. L’ho incontrato e ci ho parlato, lo conosco da tempo avendo fatto parte della Ferrari Driver Academy. Di lui so pregi e vantaggi, è uno dei nomi che abbiamo in mente”.
Ventiquattro anni vissuti alla Ferrari: Binotto spiega come vede la rossa attuale… “…Fred ha saputo proseguire il progetto all’insegna della continuità, non ha rivoluzionato un’organizzazione strutturata e funzionale. Ha fatto anche scelte sue: se la Ferrari vince sono contento perché conosco il team e so quanta fatica è stata spesa per portarlo a un certo livello”.
Inevitabile che gli sia stato chiesto un parere su Newey: “Sicuramente cambia gli equilibri interni. Adrian porta un valore aggiunto, ma va gestito all’interno dell’organico. Può essere vincente".
Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1 Team
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Interessante scoprire che Mattia non avrebbe preso Hamilton: “No. Ma lui ha fatto molto bene ad andare alla Ferrari. Non avrei preso Lewis perché la Ferrari aveva puntato su altri piloti. E se il talento è Leclerc, è lui che in qualche modo credo vada accompagnato all’obiettivo".
Binotto non ha dubbi su chi vincerà i titoli 2024: “Verstappen il titolo piloti, McLaren quello costruttori”. E quando toccherà all’Audi? “Altri team hanno impiegato anni per arrivare al vertice. Todt entra a Maranello nel 1993 e il primo titolo costruttori è del 1999. Stessa cosa per la Mercedes. Servono dai 5-7 anni, noi prevediamo di poter lottare nel 2030”.
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