F1 | AlphaTauri smentisce seccamente le ipotesi complottiste
Il team di Faenza, in un comunicato diffuso quest'oggi, ha smentito duramente le accuse di aver fermato Tsunoda in pista per favorire Verstappen ed ha preso le difese della responsabile delle strategie Red Bull finita nel mirino dei social.
Nel corso delle fasi conclusive del GP d’Olanda sui social media sono partite accuse nei confronti dell’AlphaTauri alimentate dall'impatto che la virtual safety car ha avuto sulla gara, favorendo Max Verstappen a scapito dei piloti Mercedes Lewis Hamilton e George Russell, e ad essere presa di mira è stata soprattutto Hannah Schmitz, responsabile delle strategie in Red Bull.
Il “dramma” è iniziato quando, subito dopo essere uscito dai box, Tsunoda ha sospettato che una ruota non fosse fissata correttamente. Il suo ingegnere gli ha detto di fermarsi in pista ed il giapponese, dopo averlo fatto, ha spento il motore e si è preparato ad abbandonare la vettura.
Tuttavia, dopo aver analizzato i dati il team gli ha comunicato a Tsunoda che il pit-stop era andato secondo i piani e che le ruote erano fissate in modo sicuro. Pertanto gli è stato detto di ripartire e tornare ai box per montare un nuovo set di pneumatici.
Quando si è fermato in pista, Tusnoda ha allentato le cinture mentre si preparava a uscire, ed in occasione della sosta supplementare ha dovuto stringerle nuovamente perdendo tempo e attirando l'attenzione dei commissari.
Appena uscito dai box, Tsunoda ha riferito di avvertire ancora lo stesso problema, facendo capire che poteva essere un problema al differenziale. Dal muretto gli è stato comunicato di uscire dalla corsia dei box per mantenere libera la corsia e trovare un posto sicuro per parcheggiare prima di spegnere e scendere dalla vettura.
Yuki Tsunoda, AlphaTauri AT03
Photo by: Red Bull Content Pool
La VSC che ne è seguita ha permesso al leader Verstappen di effettuare una seconda sosta per montare pneumatici freschi. Nel frattempo Lewis Hamilton e George Russell hanno perso il vantaggio che avrebbero avuto se la gara si fosse svolta senza neutralizzazioni e fossero giunti al traguardo senza un secondo pit come previsto in origine.
Sebbene l'intero episodio sia apparso strano in televisione, da un esame dei filmati di bordo e delle conversazioni radio si è capito come si sia trattato di un semplice caso in cui squadra e pilota non sapevano cosa fosse andato storto e hanno reagito come meglio potevano alle circostanze insolite.
In effetti, i commissari sportivi della FIA hanno esaminato la questione subito dopo la gara e l'unica azione intrapresa è stata quella di comminare a Tsunoda un'ammonizione per aver guidato con le cinture allentate.
Tuttavia, sui social media sono subito emerse ipotesi di complotto tra i team Red Bull e AlphaTauri, con insulti rivolti alla Schmitz.
Nella giornata di lunedì l’AlphaTauri ha rispedito al mittente le accuse con un comunicato che smentisce le teorie complottiste e difende la Schmitz.
"È incredibilmente scoraggiante leggere il linguaggio e i commenti rivolti al nostro team e alla responsabile della strategia della Red Bull Racing, Hannah Schmitz", si legge nel comunicato.
“Un comportamento così odioso non può essere tollerato e le accuse di gioco sporco sono inaccettabili, false e completamente irrispettose nei confronti nostri e di Hannah".
“Abbiamo sempre gareggiato in modo indipendente, corretto e con i più alti livelli di rispetto e sportività".
"Yuki ha avuto un guasto che la squadra non ha rilevato immediatamente e che ha causato il suo arresto in pista. Suggerire qualcosa di diverso è offensivo e categoricamente scorretto".
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