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F1 | Budget cap: Red Bull sotto indagine per il 2021

Il paddock di Singapore si è scaldato dopo che si è saputo che la FIA renderà noto il rapporto finale sul budget cap della stagione 2021: dopo tutti i riscontri sarebbe emerso che Red Bull e Aston Martin non avrebbero rispettato i vincoli di spesa. Se il team di Silverstone non dovrebbe aver sforato oltre il 5% e se la caverà con una sanzione finanziaria, quello di Milton Keynes pare essere andato oltre. Quale potrà essere la sanzione? Le regole non sono affatto chiare e i dubbi si proiettano anche al 2022.

Red Bull Racing RB18, misurazione 3D

La prossima settimana la FIA renderà noti i risultati della procedura di revisione delle spese sostenute dalle dieci squadre di Formula 1 nel corso della stagione 2021. Ovviamente c’è chi ha iniziato a spifferare l’esito della relazione FIA, e nel paddock la voce più ricorrente è in merito a due squadre che avrebbero superato il limite di 147,5 milioni di dollari.

I nomi indicati sono quelli di Aston Martin e Red Bull, ed in uno di questi due casi l’infrazione sarebbe superiore al tetto del 5%, soglia che comporta non solo sanzioni finanziarie, ma anche sportive.

L’essere arrivati al mese di ottobre senza ancora una comunicazione è sintomo di un confronto serrato tra la FIA e una (o entrambe) le squadre in questione. Già ad inizio estate erano emersi dei rumors in merito a discussioni tra un team e la Federazione Internazionale in merito ad alcune voci di spesa che il regolamento finanziario non definirebbe in modo chiaro. Da qui la posizione della squadra (che riteneva la voce esclusa dal ‘cap’) e la FIA che al contrario valutava la spesa come inclusa nel tetto.

La Federazione Internazionale è obbligata a comunicare l’esito del lavoro di revisione, e sia pure in ritardo, è in arrivo il report conclusivo. Un secondo problema, che emerge in merito ad un regolamento ancora molto ‘giovane’, è la lista delle sanzioni.

Una cosa però sembra chiara: se una violazione è inferiore al 5% del budget, è classificata come ‘minore’, ed è opinione comune che in questo caso la sanzione sarà esclusivamente di carattere finanziario.

Il problema, e qui il discorso diventa spinoso, è legato alle contromisure previste per un superamento della fatidica soglia del 5%, ovvero ciò che alcune squadre rivali indicano essere la situazione della Red Bull.

Lo scenario non è chiarissimo, ma dovrebbe comportare una detrazione di punti e/o una retrocessione nella classifica mondiale, ma anche qui non è chiaro se si tratta di una penalità retroattiva (che fa riferimento alla stagione in cui è avvenuta l’infrazione) o applicabile al campionato in corso.

Un’infrazione superiore a 5 milioni di dollari comporta un vantaggio notevole sul fronte tecnico, ed in una stagione come quella 2021, decisa sul filo del ‘punto’, può ovviamente fare la differenza.

Lo scenario si presta effettivamente a letture poco tranquillizzanti per la Red Bull. C’è la questione del telaio alleggerito (improvvisamente messo da parte) e un programma di sviluppo molto impegnativo che è stato analizzato con attenzione dagli avversari. E non è ovviamente passato inosservato come la Red Bull sia stata l’ultima squadra a terminare gli sviluppo la scorsa stagione senza accusare ritardi nella progettazione della monoposto 2022.

La palla ora è in mano alla FIA, e tra qualche giorno emergerà il quadro generale. La soluzione più gettonata nel paddock sembra essere quella di due sanzioni “minori”, ma con un avvertimento molto chiaro in chiave futura, un approccio che sicuramente non metterà tutti d’accordo. L’altro scenario sarebbe però uno shock, per la FIA e per la Formula 1, perché comporterebbe la revisione delle classifiche mondiali del 2021 e un impatto anche sul mondiale in corso.

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