Yamaha, il trend è preoccupante: solo 3 podi negli ultimi 6 GP

Le M1 sembrano essere naufragate nei problemi legati allo spinning e al consumo della gomma posteriore, mentre Honda e Ducati hanno cambiato marcia dopo Le Mans. Serve una reazione prima che sia troppo tardi...

Yamaha, il trend è preoccupante: solo 3 podi negli ultimi 6 GP
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Maverick Viñales, Yamaha Factory Racing
Johann Zarco, Monster Yamaha Tech 3, Maverick Viñales, Yamaha Factory Racing, Valentino Rossi, Yamah
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Johann Zarco, Monster Yamaha Tech 3, Maverick Viñales, Yamaha Factory Racing
Maverick Viñales, Yamaha Factory Racing
Maverick Viñales, Yamaha Factory Racing
Maverick Viñales, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Maverick Viñales, Yamaha Factory Racing
Maverick Viñales, Yamaha Factory Racing

Se si guarda solamente la classifica, le due Yamaha di Maverick Vinales e Valentino Rossi sono ancora pienamente in corsa per il titolo iridato della MotoGP, essendo staccate rispettivamente di 24 e di 33 punti dal leader Marc Marquez.

Ma se si guarda al trend che ha preso la stagione 2017 da qualche mese a questa parte, la logica porta a pensare che ormai Andrea Dovizioso e la sua Ducati siano le uniche concrete alternative al campione del mondo in carica. A meno che la Casa di Iwata non riesca a trovare una chiave per tornare a rendere competitiva la sua M1.

E dire che il 2017 era iniziato nel migliore dei modi per la Yamaha, con la bellezza di tre vittorie nelle prime cinque uscite stagionali, tutte firmate da Vinales (Losail, Termas de Rio Hondo e Le Mans). Tra le altre cose, in Argentina era arrivata una doppietta e in Francia è sfumata solo perché Valentino è caduto a due curve dal termine.

Dopo i primi cinque round, Marquez invece aveva già collezionato due ritiri e si trovava a 37 lunghezze di distanza dalla vetta. Da quel momento però il mondo sembra essersi ribaltato, perché nelle sei gare successive le M1 ufficiali sono riuscite a portare a casa solamente un'altra vittoria con Rossi ad Assen e due piazzamenti a podio con Vinales (secondo al Mugello e terzo a Brno. Anche se ci sarebbe pure il secondo posto di Folger in Germania con la moto del 2016).

Pochissimo se raffrontato invece a quanto è riuscita a raccogliere la concorrenza. La Ducati ha fatto sue Mugello, Barcellona e Red Bull Ring con Dovizioso, ma ha portato sul podio anche Danilo Petrucci sia in Toscana che ad Assen, dove tra le altre cose è arrivato davvero ad un soffio dal battere il "Dottore".

Il ruolino delle Honda è anche più impressionante perché Marquez è reduce da cinque podi consecutivi, con tanto di vittorie al Sachsenring e a Brno. Ma lo stato di forma delle RC213V è reso ancora più evidente dai tre podi consecutivi di Dani Pedrosa, che diventano addirittura quattro nelle ultime cinque gare.

E ad onor del vero, va detto che probabilmente il successo di Assen è stato frutto più dell'ennesima gara straordinaria della carriera di Valentino più che del potenziale della Yamaha, visto che Vinales è caduto mentre tentava di rimontare, dopo aver arrancato sia in qualifica che nelle prime fasi della corsa.

Il problema sembra essere sempre lo stesso che ha tormentato le M1 nella seconda parte dello scorso anno, ovvero l'eccessivo consumo della gomma posteriore, che la rende troppo lenta nella parte conclusiva della corsa. Un guaio che sembra addirittura essersi accentuato nel 2017, visto che le due M1 del Team Tech 3, quelle del 2016, sembrano risentirne meno.

I casi più eclatanti sono stati sicuramente quelli di Jerez e Barcellona, con il nuovo telaio voluto fortemente da Rossi che sembrava aver dato i suoi frutti, almeno migliorando la fase di inserimento in curva di cui si era lamentato tanto il "Dottore" nelle prime uscite stagionale.

Al Red Bull Ring però il problema si è ripresentato nuovamente in maniera pesante, relegando Vinales e Valentino al sesto ed al settimo posto finale, alle spalle anche della moto satellite di Johann Zarco. Un quadro che ha portato entrambi a rilasciare dichiarazioni molto chiare nel post gara.

"Non è molto intelligente pensare di vincere il Mondiale quando fai settimo. Bisogna prima di tutto cercare di essere competitivi" ha detto il 9 volte iridato. E lo spagnolo gli ha fatto eco, aggiungendo:"Così non possiamo per il Mondiale, facendo sesti. Mi sento in forma a livello di testa e di guida, ma c'è qualcosa sulla moto che non sta andando. Fino a quando non troveremo il motivo, sarà difficile migliorare la nostra posizione".

Una situazione decisamente poco esaltante, sicuramente non aiutato dal fatto che i due piloti si rimpallino a vicenda la responsabilità di quello che sta accadendo.

"Nella mia carriera ho mostrato di essere un ottimo collaudatore e penso che se la Yamaha sta a sentire me è meglio. Riusciamo magari a mettere a posto la moto. Ognuno ha uno stile diverso di guida. I piloti fanno scelte anche personali" aveva detto Rossi dopo le qualifiche.

Il tutto mentre sull'altro lato del box Maverick si è lamentato a più riprese di una moto modificata senza seguire le sue indicazioni e che non volta più come faceva nelle prime gare. Insomma, la sensazione è che i due abbiano bisogno di cose molto diverse per rendere al meglio e che la Yamaha sia finita un po' in confusione per questo.

Quel che è certo però è che il male da risolvere in questo momento è comune e che è l'eccessivo spinning della M1, per il quale il "Dottore" ha già invocato un aiuto dal Giappone. Quello che resta da capire è se questo arriverà in tempo per continuare a sognare in grande o se quando ormai la possibilità di riprendere la corona di campioni sarà sfuggita.

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