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Il direttore tecnico di Aprilia non fa proclami dopo i test di Jerez chiusi con tre RS-GP26 davanti a tutti. Fabiano scommette sull'aerodinamica con le ali ai lati del cupolino, ma non si azzarda a dare un valore percentuale nella prestazione del lavoro svolto in galleria del vento. E aspetta la 850 cc che considera un ibrido.

Fabio Sterlacchini. Aprilia Racing

Fabio Sterlacchini direttore tecnico di Aprilia Racing

Foto di: Aprilia Racing

L’Aprilia vuole continuare a stupire. Da un paio di anni la squadra di Noale in materia di aerodinamica detta la linea, aprendo nuove strade dello sviluppo frutto dei concetti sperimentati in galleria del vento. 

Nella giornata di test a Jerez che ha fatto seguito al GP di Spagna, tre RS-GP26 hanno monopolizzato la tabella dei tempi di fine giornata con Ai Ogura davanti a Raul Fernandez e Marco Bezzecchi. È un momento che tutto va a gonfie vele per il marchio del Gruppo Piaggio e non deve stupire affatto se il team cliente, Trackhouse abbia chiuso davanti al pilota leader del mondiale. 

I tempi nelle giornate di collaudo hanno un valore relativo, perché a colpire sono state le nuove soluzioni che Aprilia ha fatto debuttare, introducendo delle ali ai lati del cupolino, indicando una nuova area, mai scandagliata, di ricerca.  

Fabiano Sterlacchini, direttore tecnico della squadra veneta, mantiene i piedi per terra come è suo uso, lasciando agli osservatori le libere interpretazioni... 
“Abbiamo portato alcuni concetti nuovi. Dovevamo validare delle simulazioni, il lavoro in gallerie del vento e i dati pista. E, quindi, abbiamo fatto questa prima esplorazione. Se vedete, l'abbiamo provata solo con Marco perché è un concetto nuovo ed è la persona un po' più avanti vista la sua esperienza, la sua velocità. Quindi per ora è prematuro fare qualunque tipo di previsione”.  

Ormai parliamo sempre e solo di aerodinamica... 
“Perché è quella che si vede, mentre il motore non è a vista”. 

Ma nella prestazione delle MotoGP di oggi che peso ha l'aerodinamica?  
“Non so se si può fare una percentuale. Quello che bisogna ricordare è che il progetto funziona se non hai un punto veramente debole”. 

Aprilia Racing Team

Aprilia Racing Team

Foto di: German Garcia

“Io ripeto sempre questa cosa. Se hai un'aerodinamica incredibile, un veicolo incredibile e hai una percorrenza in curva incredibile, ma poi non vai in rettilineo e vieni sorpassato, scopri che il tuo passo diventa quello che ti impongono gli altri. Perciò bisogna pensare all’evoluzione del motore e in generale allo sviluppo del veicolo, frutto di un lavoro degli ultimi 30-40 anni”. 

“Lo studio dell'aerodinamica è iniziato solo negli ultimi 10 per tutta una serie di ragioni. Anche perché dal punto di vista computazionale è più complesso e solo recentemente i calcolatori sono diventati molto più potenti per cui diventa più facile fare delle simulazioni. Seguiamo una genesi naturale, però è molto difficile dare un valore all’aerodinamica”.  

Qual è l'obiettivo delle nuove ali?  
“Ovviamente lo scopo è la minimizzazione del tempo sul giro. Ma sappiamo che ci sono momenti diversi nell’arco di una tornata: in rettilineo devi cercare di tenere il drag basso, mentre in frenata in teoria dovrebbe aumentare. E poi la moto deve essere facile da gestire anche con le folate di vento; quindi, l'obiettivo è fare un qualcosa che adatti la moto alle diverse esigenze”.  

Torniamo un attimo al GP di Spagna: su una pista non favorevole come Jerez avete piazzato quattro Aprilia nei primi sei. Qual è il tuo giudizio?  
“Ovviamente non abbiamo vinto e quindi c'è del lavoro da fare. Chiaramente la Ducati e Alex, in particolare, erano molto a posto. Detto questo siamo contenti”. 

“È un po' come uno studente che cerca di fare un esame di riparazione ed esce con un otto. Certo, non ha preso dieci ma ha preso un vuoto positivo? Quindi ci sentiamo a questo livello”.  

Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Foto di: Mirco Lazzari GP / Getty Images

L’Aprilia, quindi, sarà competitiva per tutto l’anno? 
“Diciamo che ci sono dei presupposti importanti, perché più andiamo avanti nella stagione e più ci confermiamo in gare con caratteristiche diverse. Si pensava che avessi un vantaggio con la carcassa più dura e invece manteniamo le stesse prestazioni anche con l’altro compound. Abbiamo solidi presupposti, ma dobbiamo ancora aspettare qualche gara. Direi le prossime tre: Le Mans, Barcellona e Mugello, per i lay out dei tracciati e le condizioni. Considerate che Barcellona è la pista con il minore livello di grip di tutto il campionato, quindi bisogna un attimo confrontarsi ancora con sfide molto importanti”.  

“In questi test si prova quello che non riesce a fare nel weekend di gara per poi raccogliere informazioni e analizzarle con il tempo necessario”.  

La RS-GP26 sembra essere ancora una moto molto nervosa con la gomma morbida, specie se nuova, avete trovato qualcosa in questi test? 
“A prescindere dal comportamento della moto con la gomma morbida, è chiaro che siamo più forti in gara dove si usa la gomma media”. 

“Sicuramente è un aspetto su cui abbiamo lavorato perché ci sentiamo di dover migliorare la prestazione, soprattutto nel time attack. Sappiamo che la posizione in griglia può condizionare pesantemente il risultato finale anche se c’è la velocità di base”. 

In settimana proverete la 850 cc con il collaudatore Savadori: siete gli ultimi a portarla in pista... 
“Il nostro obiettivo, vedremo se ci saremo riusciti, sarà quello di arrivare il più pronti il possibile per quello che più o meno si vede. Dal nostro punto di vista abbiamo dato la priorità ai test indoor per cercare di arrivare in pista e girare con regolarità senza problemi”. 

“Sapete che il regolamento dell'aerodinamica 2027 non è ancora così ben definito, per cui avremo un embrione intorno al motore 850 e poi inizieremo lo sviluppo. Lavoreremo sulla configurazione aerodinamica, ma se pensate che ci sarà anche una modifica del software unico che introdurrà la gestione della cambiata e di altre caratteristiche”.   

Ma i piloti titolari quando la proveranno?  
“A Brno sicuramente”. 

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