Dovizioso: "Non eravamo i più veloci, ma abbiamo gestito una strategia perfetta"

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10 mar 2019, 20:45

Andrea al 30esimo podio con la Ducati e al 13esimo successo in MotoGP è diventato il terzo pilota italiano della storia con più successi alla pari di Max Biaggi, ma il forlivese si gode la vittoria, ma non si trastulla, consapevole che sulla Desmosedici c'è molto da lavorare.

I numeri cominciano a delineare qual è il valore di questa bellissima vittoria di Andrea Dovizioso nel GP del Qatar: con il successo a Losail il forlivese ha conquistato il 30esimo podio con la Ducati e il 13esimo successo in MotoGP che ne fanno il pilota italiano che sale al terzo posto assoluto dietro a Giacomo Agostini e Valentino Rossi, appaiando un certo Max Biaggi.

“Normalmente non seguo i numeri, però fanno capire che è già tanta roba”.

Il successo in volata a Losail anche se sembra quello del 2018 con un epilogo analogo, frutto di una battaglia fatta di sorpassi e di freddo calcolo, in realtà ha poco in comune con quello dello scorso anno.

Hai vinto una gara di strategia?
“Si avevamo una strategia perfetta, da paura. Anche oggi non eravamo i più veloci. Non lo siamo stati nei test perché eravamo lontani e anche in tutto il weekend, ma abbiamo vinto la gara. Questa è una soddisfazione enorme perché è difficile descrivere le sensazioni che avevamo prima del weekend”.

“In realtà eravamo messi abbastanza male per varie motivazioni, ma il team ha lavorato bene fra i test e la gara per capire quale era la direzione da prendere per il Qatar, vale a dire tornare indietro su certe scelte. Questa è stata la prima cosa da fare e mi ha dato la possibilità di riprendere il feeling con la Rossa che non avevo: guidavo male e sulla moto non facevo le cose che dovevo fare”.

“E’ un risultato che può cogliere quando si resta calmi, perché ciascuno sa cosa deve fare e alla fine viene fuori il lavoro che il team è in grado di fare. Sai che non puoi risolvere il problema in un turno, ma puoi migliorare un po’ alla volta. Il nostro problema lo abbiamo risolto in quattro turni e siamo riusciti ad arrivare in qualifica in condizioni ottime per stampare un tempo eccellente e, addirittura, avremmo potuto fare anche meglio. Abbiamo fatto un lavoro che ci ha permesso di fare questa gara”.

Ma hai gestito la corsa?
“Sinceramente guardando la gara, sembrava che stessi gestendo e avessi un certo margine, ma in realtà non ne avevo più di altri piloti, ma sono stato bravo a restare davanti. E, soprattutto, sono stato bravo a capire cosa dovevo fare con la moto, perché è incredibile quanto siano diverse le varie moto, la Honda dalla Suzuki, e bisogna essere molto svegli nell’adattarsi velocemente a quello che accade in pista”.

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E quale era la tua tattica, allora?
“Io ho cercato di fare di tutto per salvare le gomme e per essere competitivo quando serviva: per questo ho fermato Rins tutte le volte che cercava di alzare il ritmo. Temevo che sarebbe riuscito a tenere un gran passo, ma ha iniziato ad andare forte troppo presto per cui ci saremmo trovati a fine gara a fare a pugni fra ciechi…”.

Perché dici che non basta essere veloci per essere competitivi nella MotoGP 2019?
“E’ come analizzare la velocità nei test. Siamo racchiusi tutti in pochi decimi, per cui la velocità in sé non conta. L’esempio più chiaro di quello che vado dicendo è dato da Valentino: era in difficoltà in qualifica, ma poi ha fatto le cose giuste per la gara e alla fine ha pagato”.

L’anno scorso la Ducati aveva più margine sulla Honda: è diventata una sfida fra piloti?

“No, anche Marc aveva i suoi problemi e a parere mio era più forte l’anno scorso. La Honda si sta lamentando molto della gomma davanti: si vede che per le condizioni che c’erano qui la moto non ha funzionato bene, mentre l’anno scorso qui Marquez poteva lottare di più".

"Ma loro sanno i cambiamenti che hanno fatto e hanno una situazione che è più sotto controllo di noi. Se hanno migliorato come dicono sarà molto difficile batterli su certe piste, però sinceramente non ero tanto preoccupato per questa gara, quanto per l’Argentina dove sappiamo di faticare e dove dovremo trovare qualcosa per migliorare".

"Ci rimane il Tallone d’Achille della percorrenza a centro curva: noi siamo stati molto forti perché possiamo sfruttare le gomme su certe piste, ma su altre non saremo secondo o terzo, ma scivoleremo a essere quinto e sesto. Noi ci dobbiamo focalizzare su queste cose”.

Nel corpo a corpo con Marquez hai mostrato una grande freddezza…
“E’ una cosa che mi porto da quando ero bambino, ma se si lavora su altri aspetti si riesce a migliorare i propri pregi, riducendo anche i difetti…”.

Informazioni aggiuntive di Khodr Rawi

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Il vincitore Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Il vincitore della gara Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Andrea Dovizioso, Ducati Team, Marc Marquez, Repsol Honda Team al Parco chiuso

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Il vincitore Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Andrea Dovizioso, Ducati Team, al comando

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Il vincitore della gara Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Podio: il vincitore della gara Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Podio: il secondo classificato Marc Marquez, Repsol Honda Team, il vincitore della gara Andrea Dovizioso, Ducati Team, il terzo clasificato Cal Crutchlow, Team LCR Honda

Podio: il secondo classificato Marc Marquez, Repsol Honda Team, il vincitore della gara Andrea Dovizioso, Ducati Team, il terzo clasificato Cal Crutchlow, Team LCR Honda
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Podio: il vincitore Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Il vincitore della gara Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Andrea Dovizioso, Ducati Team

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