Ferrari battuta due volte, ma per Vettel è andata bene così

Con due Rosse in prima fila, la squadra del Cavallino ha perso undici punti dalla Mercedes e Sebastian otto su Hamilton, ma per il tedesco è andata bene così. Perché la Rossa ha patito sia la tattica della squadra di Brackley che quella Red Bull.

Sebastian Vettel perde otto punti a favore di Lewis Hamilton, la Ferrari undici dalla Mercedes. Un bilancio che lascia l’amaro in bocca agli uomini del Cavallino, soprattutto per le dinamiche che hanno portato ad un passivo di tappa non così scontato visti i valori in campo.

La gara di Shanghai per le Rosse è scattata in prima fila, e qui è arrivata la prima notizia poco positiva per la Ferrari, con Kimi Raikkonen sfilato in quarta posizione. Ma Vettel in testa ha mitigato il tutto, e la gara è proseguita senza apparenti problemi fino al giro 18, quando il tedesco è transitato sul traguardo con 3”349 su Bottas. La tornata successiva il finlandese è rientrato ai box, passando dalle soft alle medie, operazione subito ‘coperta’ dal muretto ferrarista il giro 20. Ma, a sorpresa, a sfilare primo sul traguardo è stata la Mercedes numero 77.

Il soprasso è avvenuto su tre fronti. Nel giro di ingresso prima del cambio gomme Bottas ha girato in 1’43”746, guadagnando quattro decimi, poi i meccanici Mercedes hanno impiegato un secondo meno dei colleghi della Ferrari nel pit-stop (22”097 il tempo passato in pit-lane da Bottas, 23”009 per Vettel) ed infine nel giro d’uscita il finlandese ha girato in 1’54”023, un giro molto veloce. Un exploit possibile perché la Mercedes, grazie alla temperatura della pista passata dai 19,5 gradi in qualifica ai 40 della gara, è riuscita a scaldare molto velocemente le gomme medie, permettendo a Bottas di spingere al massimo appena uscito dalla pit-lane.

Una conferma è arrivata anche nella tornata lanciata percorsa dopo il rientro ai box della safety-car, percorsa da Bottas in 1’37”553 contro il crono di 1’38”805 di Vettel.

“Eravamo certi che saremmo usciti davanti a Valtteri – ha commentato Seb - ma non è andata così, quindi dovremo investigare su quanto è accaduto. Poi sia io che Valtteri non siamo stati fortunati con il tempo d’uscita della safety car, è strano perché normalmente la corsa viene portata in regime SC una o due curve prima dell’ingresso box, ma oggi non è stato così, e non abbiamo potuto fare altro che restare fuori”.

A questo punto il pomeriggio cinese di Seb ha cambiato prospettiva, perché per vincere sarebbe stato necessario il sorpasso in pista. C’era molta attesa in vista dei giri finali, con la Ferrari che sperava in un crollo degli pneumatici posteriori della Mercedes, ma Bottas a fine gara non ha accusato problemi. E, soprattutto, il confronto non c’è stato per la manovra di Verstappen che ha deciso di suicidare le sue ambizioni di vittoria franando contro la Ferrari.

Per Vettel la posizione naturale sarebbe stata la quarta, dietro le due Red Bull e Bottas, o se preferite la seconda, se non fosse entrata in pista la Safety Car. Due scenari che sarebbero stati positivi in chiave della classifica Mondiale perché avrebbero comunque consentito a Vettel di guadagnare punti su Hamilton, che resta (purché ritorni ad essere quello di Melbourne) pur sempre il rivale numero 1 in chiave campionato.

Invece alla fine Lewis ha portato a casa 12 punti contri i quattro di Vettel, il quale ha comunque voluto vedere un aspetto positivo al termine della corsa:
“Sono stato fortunato a finire la gara. Dopo un incidente come quello che ho avuto, credo che avremmo anche potuto restare fermi in pista. La fortuna sta nel fatto che la macchina ha potuto proseguire, anche se totalmente sbilanciata”.

La domenica cinese ha comunque visto una Ferrari sul podio, grazie al secondo terzo posto stagionale di Kimi Raikkonen. Una gara a due facce quella del finlandese, con un primo stint molto lungo e un finale più scoppiettante che lo ha proiettato sul podio. La partenza poco felice: “Lo scatto iniziale è stato buono, poi (senza nominare Seb) ha preso la sua linea, a volte va così, non è stata la partenza ideale per me”.

Dopo diciassette giri percorsi alle spalle di Verstappen, Raikkonen ha subito l’undercut dell’olandese, ed a quel punto al muretto box della Ferrari hanno puntato sul diversificare la strategia rispetto alla Red Bull, richiamando Kimi in pit-lane solo al giro 27, con l’obiettivo di avere più performance con le gomme medie negli ultimi dieci giri di gara.

Quando cinque giri dopo il pit-stop è entrata in pista la safety-car, il muretto box della Ferrari non se l’è sentita di cambiare nuovamente strategia, decidendo di scegliere il guadagno della posizione di Verstappen.

Nelle fasi conclusive Raikkonen ha girato comunque su tempi buoni, riuscendo a sfilare Hamilton nel caos creato alla curva 14 da Verstappen su Vettel, ed arrivando poco dopo nella scia di Bottas:
“Eravamo più veloci di Valtteri, ma quando ti avvicini diventa tutto più difficile, perdi il grip e molto carico aerodinamico, soprattutto in questo tipo di pista. Così non sono mai riuscito ad attaccare veramente. Oggi ci prendiamo la terza posizione, ma ovviamente, quando parti dalla prima fila, è ben lontano dal risultato ideale. Cercheremo di fare meglio la prossima volta”.

Scrivi un commento
Mostra commenti
A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento GP Cina
Sub-evento Domenica, post-gara
Circuito Shanghai International Circuit
Piloti Kimi Raikkonen , Sebastian Vettel
Team Ferrari
Articolo di tipo Analisi
Tag ferrari