Intervista
Formula 1 GP d'Italia
Vettel: "Monza senza pubblico? Un addio meno difficile!"
Il campione tedesco si prepara all'ultimo GP d'Italia con la Ferrari: Sebastian è spiaciuto che nel tempio della velocità non ci possano essere i fifosi del Cavallino, ma molto sinceramente ammette anche che così il distacco dai fan che seguono la Rossa sarà meno complicato. Del futuro da pilota in Formula 1 non ha voluto parlare, dando però la sensazione che ci sarà anche l'anno prossimo.

Roberto Chinchero
Pubblicato: 1 set 2020, 07:28
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C’è quasi sempre un aspetto emotivo quando parla Sebastian Vettel. A volte più evidente, a volte meno. Alla vigilia del Gran Premio d’Italia Seb ha parlato di Ferrari, del suo amore immutato per il Cavallino, di una storia che si avvia a terminare senza rimpianti e senza rancore, confessando che l’ultima Monza in tuta rossa sarà per lui più facile senza l’affetto del pubblico che probabilmente gli avrebbe portato un velo di tristezza.
Momenti da ricordare molti, ad iniziare da Malesia 2015, la prima volta con l’inno italiano sul podio. Il suo futuro Seb lo vede in Formula 1, poi si vedrà, per una storia che finisce c’è la curiosità di sapere cosa riserverà il 2021 e oltre.
Cosa credi che ti mancherà dopo un’esperienza in Ferrari così lunga?
“La gente con cui ho lavorato in questi anni. Ho conosciuto tante persone, alcune delle quali le sento molto vicine, e credo che questo sarà l’aspetto che mi mancherà di più”.
Qual è il tuo più bel ricordo vissuto in Ferrari e cosa pensi di aver lasciato alla squadra alla fine di questo lungo periodo?
“Normalmente la mia scappatoia da queste domande è dire che il miglior ricordo è quello che deve ancora arrivare, ma credo che quest'anno sarà difficile, quindi probabilmente non direi la verità".
"Credo che il miglior ricordo fino ad ora sia probabilmente il primo successo ottenuto al volante della Ferrari in Malesia (2015). Dopo quel successo sono arrivate molte altre vittorie, ma la prima ha sempre un sapore particolare, vedi la squadra sotto il podio come non avevi mai visto, senti l’inno italiano e abbiamo fatto una bella festa dopo la gara".
"Ho molti bei ricordi legati a quel giorno. Sto pensando a ritroso in questi anni, e posso dire che non ho rimpianti, ci siamo divertiti molto, ripenso a tanti bei momenti. Ma se devo metterne uno davanti a tutti scelgo la Malesia. Non ricordo la seconda domanda…”.
Cosa pensi di aver lasciato alla squadra alla fine di questo lungo periodo?
“Forse sarebbe più corretto far rispondere la squadra a questa domanda. Non sono un nostalgico, sono portato a guardare avanti, ma sicuramente mi sarebbe piaciuto ottenere di più con la Ferrari. Non è successo, ma per entrambe le parti ora è il momento di guardare avanti, fermo restando che fino alla fine della stagione cercheremo ancora di fare il meglio che possiamo insieme”.
Cosa non ha funzionato come previsto in questi anni? E quali consigli ti senti di dare alla squadra prima di salutarla?
“Non è una domanda semplice. In merito a ciò che è andato storto dico che non abbiamo mai avuto il pacchetto per lottare davvero per il campionato del mondo fino alla fine. Ma non c’è una sola ragione che ha determinato il tutto, ce ne sono diverse".
"Ho dei consigli per la squadra? Penso di sì, e credo di aver espresso le mie opinioni negli ultimi anni, probabilmente è anche vero che su alcune cose non condividiamo la stessa opinione, ma il mio ruolo è chiaro: guido la monoposto e cerco di spingere sullo sviluppo".
"Ho sempre cercato di spingere la squadra nella direzione che ho ritenuto essere quella giusta, ci siamo divertiti insieme ed abbiamo disputato delle ottime gare, così come ci sono state anche giornate più difficili, in cui le gare non sono state buone".
"Come tutte le storie c’è un inizio e una fine, ma come ho detto prima non ho rancore o rimpianti, ed è la stessa impressione che ricevo dalla squadra. Sono un gran fan di questo marchio, è sempre stato il mio sogno guidare per la Ferrari ed ho avuto il privilegio di avverarlo. Ma ora non vedo l'ora che arrivi il futuro, qualunque cosa possa riservare”.
Come vedi la Formula 1 da qui a dieci anni? Credi che sarà in grado di confermarsi uno sport in grandi di emozionare nuove generazioni di fan?
“Come prima cosa credo che nessuno avrebbe mai immaginato sei mesi fa la situazione in cui il mondo si trova oggi, forse la domanda iniziale dovrebbe essere che mondo ci sarà tra dieci anni?".
"Focalizzandoci sulla Formula 1, credo che abbia davanti una montagna enorme da scalare se l’obiettivo è quello di confermare la sua esistenza per ciò che è stata, ovvero attirare fan ed offrire emozioni. Il mondo sta cambiando molto velocemente e la Formula 1 deve adattarsi".
"Sappiamo che ci sarà presto un importante cambio regolamentare, ma dubito che sarà sufficiente. In un quadro più ampio, la Formula 1 dovrà andare oltre il cambio dei regolamenti, anche se ovviamente la speranza è che le nuove regole possano avvicinare le performance delle squadre a favore della competizione in pista. Ma a parte questo, penso che il mondo si stia muovendo velocemente, affrontando battaglie sempre più grandi e la Formula 1 non può restare in silenzio e chiudere gli occhi. Credo che sarà davvero molto interessante vedere dove saremo tra dieci anni e dove sarà la Formula 1”.
Hai già pensato a come sarà la tua ultima Monza al volante della Ferrari?
“Sarà un grande peccato non avere i nostri tifosi, sarà la prima volta in cui vedrò Monza senza tifosi, e forse non solo per me. Per questo motivo le cose per me saranno un po' più semplici, perché penso che una delle cose più travolgenti dell’essere un pilota Ferrari è stata vedere quanti tifosi ha questa squadra in tutto il mondo. Non voglio essere frainteso, ma sarebbe più difficile per me sentire il calore di chi ci supporta e pensare che sarà l’ultima volta”.
Da quando la Formula 1 è entrata nell’era ibrida solo tre squadre sono riuscite a vincere dei Gran Premi. Accetteresti di proseguire la tua carriera in Formula 1 con una squadra che non ha vinto gare nelle ultime sette stagioni?
“Non ho ancora notizie sul mio futuro, ma voglio essere qui per ottenere qualcosa. Non mi interessa molto legarmi ad una squadra che non sarà in grado di lottare per obiettivi per cui vale la pena combattere. Credo che la grande incognita sono le regole nuove che entreranno in vigore nel 2022, molte squadre sperano che possano cambiare le cose. Vi farò sapere non appena avrò delle notizie…”.
Ti immagini in Formula 1 in un ruolo che non sia quello del pilota?
“Ho sentito che i team di Formula 1 possono essere affare piuttosto costoso… quindi penso che dovrei prestare molta attenzione! Non credo di poterti dare una risposta in questo momento, penso che potrebbe dipendere dalla posizione che dovrei occupare e dalla sfida da intraprendere. Credo di conoscere bene questo sport ed ho una grande passione, ma per ora mi vedo più in macchina che fuori…”.
Puoi darci una tua valutazione su Charles?
“È un bravo ragazzo e sta facendo un ottimo lavoro in macchina. Credo che abbia molto talento, e merita il credito che ha ottenuto. Poi sarà il futuro che dirà quale sarà il suo percorso, non in termini del team in cui sarà, visto che sarà qui in Ferrari, intendo come carriera. Credo che sia uno dei piloti più talentuosi che abbiamo oggi sulla griglia ed uno dei più veloci, poi ha solo ventidue anni, quindi ha molto tempo davanti a sé”.
Farete presto tappa ad Imola, Mugello e Portimao…
“Non ho mai corso su queste tre piste, sono stato al Mugello un paio di volte ma per dei test. Ho ancora dei ricordi, credo che sul Mugello non sarà facile sorpassare, ma è sempre emozionante andare a correre su nuove piste. Quindi non vedo l'ora di vedere come sarà, magari per noi non sarà semplice, ma resta comunque una nuova sfida”.
Ci sono degli aspetti della SF1000 che tu soffri di più rispetto a Charles?
“Ci sono state delle gare in cui Charles ha lottato meno con la monoposto rispetto a me, diciamo che non ho avuto un buon inizio di stagione, soprattutto nelle prime due gare. Ma in merito a ciò che ci impedisce di andare più veloci sia io che Charles ci lamentiamo della stessa cosa, e abbiamo gli stessi riscontri quando ci confrontiamo".
"Poi ci sono sempre alcune cose che infastidiscono maggiormente me o viceversa, ma in linea di principio abbiamo le stesse idee e più o meno condividiamo lo stesso setup”.
Dopo aver disputato già diverse gare credi che la Formula 1 abbia fatto bene a far partire il Mondiale 2020 o sarebbe stato il caso di rimandare tutto alla prossima stagione?
“Abbiamo avuto il caso di Sergio (Perez, trovato positivo alla vigilia del GP di Gran Bretagna) ma complessivamente è stato tutto ben gestito. Ovviamente per i fan è un peccato non poter assistere alla gare in circuito, ma allo stesso tempo credo che alla maggior parte abbia fatto piacere poter tornare a vedere i Gran Premi in televisione".
"La decisione di ripartire è stata anche dovuta alla necessità di far sopravvivere le squadre e la stessa Formula 1. In merito al futuro credo che tutto dipenderà da cosa accadrà nei prossimi mesi, da come si evolverà la pandemia, finora credo per tutte le persone coinvolte vada bene il modo in cui tutto è gestito, e ovviamente la speranza è che possano tornare presto le condizioni per riportare gli appassionati in circuito”.
Mattia Binotto ha confermato che la Ferrari sta valutando la possibilità di abbinare alla Formula 1 un altro programma sportivo che potrebbe essere nella serie WEC o Indycar. Hai considerato la possibilità di poter proseguire il tuo rapporto con la Ferrari in altri campionati?
“C’è realmente questa possibilità? Allora ne parlerà con Mattia… magari gli chiedo informazioni. Ma per ora sono concentrato sulla Formula 1 e non ho valutato contesti alternativi”.




















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