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F1 | Steiner: "Obiettivo Haas è tornare in zona punti"

Il team principal bolzanino parlando con i giornalisti ha definito il campo nel quale la Haas vuole giocare nel 2022: "Per l'impegno che hanno messo Simone e la squadra sono cautamente ottimista". I piloti? "Partiranno alla pari e sarà la pista a decidere una gerarchia". Sprint Race? "Siamo contrari all'aumento del budget cap". "Giovinazzi e Fittipaldi sono i nostri piloti di riserva: eventualmente correrà chi sarà disponibile".

Guenther Steiner, Team Principal, Haas F1

Il purgatorio è terminato. Il 2021 è stato un anno durissimo per la Haas, a causa di una monoposto che per scelte strategiche della squadra non è stata sviluppata. Tutte le energie a disposizione sono state indirizzate sul progetto 2022, e Gunther Steiner conferma che sulla VF-22 (la monoposto che sarà in pista questa stagione) si ripongono le speranze di lasciare l’ultima fila occupata lo scorso anno e tornare a competere per la top-10.

Il team principal della Haas non nasconde le ambizioni, e si prepara ad affrontare una stagione che si preannuncia come un esame importante con la consapevolezza di aver svolto i compiti a casa.

Steiner sente nell’aria l’atmosfera del 2018, stagione in cui la Haas conquistò il quinto posto nel mondiale Costruttori davanti alla McLaren, un obiettivo ambizioso, ma mai come in questa stagione sembrano esserci le condizioni per exploit a sorpresa.

Quanto sarà diversa la monoposto che vedremo nei test rispetto a quella che sarà in pista nel primo weekend di gara?
“Quanto sarà diversa? Lo vedrete tra due settimane a Barcellona (Steiner sorride) ed ovviamente sarà un po’ diversa. Siamo in una fase di sviluppo, quindi è naturale che sia così, però tra i test e la prima gara non abbiamo al momento molti cambiamenti in programma”.

Che aspettative hai in questa stagione dai tuoi due piloti?
“Poter lottare per i punti, e lottare con gli altri piloti che sono in Formula 1, essere della partita. Lo scorso anno siamo sempre stati molto trasparenti, sottolineando che le aspettative non erano alte ma che avevano comunque l'opportunità di imparare e crescere. Quest'anno dobbiamo dimostrare di essere sulla strada giusta, anche con i piloti”.

Se uno dei vostri piloti titolari risulterà indisponibile in un weekend di gara, sarà convocato Pietro Fittipaldi o Antonio Giovinazzi?
“In questo scenario dipenderà dal weekend in cui si dovesse presentare la necessità. Sia Fittipaldi che Giovinazzi disputeranno altri campionati, quindi la scelta sarà fatta in base alla disponibilità. Ovviamente, sarà uno dei due”.

Passiamo ai test che scatteranno tra due settimane. Negli ultimi anni eravamo abituati a vedere le squadre completare 100 giri già nella prima giornata di prove. Sarà così anche quest’anno o ti aspetti programmi di lavoro differenti?
“Come sappiamo le prove vedranno il debutto assoluto di monoposto completamente nuove, quindi sarà importante verificare subito che non ci siano problemi di base. Credo che l’obiettivo di tutti sia sempre lo stesso, ovvero completare più chilometri possibile per iniziare a comprendere la vettura, ma ovviamente ci saranno più incognite riguardo l’affidabilità. Poter girare sarà la prima sfida che ci attende, perché sarà prezioso ottenere dati e cominciare il lavoro sul set-up”.

La FIA vi ha autorizzato ad avere nel vostro organico dipendenti Ferrari? Come funzionerà?
“Stiamo seguendo le leggi che regolamentano il lavoro in Italia e quelle che sono le indicazioni della FIA. Il personale ha accordi privati e non possiamo certo rivelarli, alcune persone sono dipendenti Ferrari, altre no. Avrei bisogno di controllare le percentuali, è sempre difficile dire un numero, ma direi il 70 per cento sono distaccati, ed il 30 si sono spostati direttamente da noi”.

Quanto siete contenti del lavoro svolto finora e quanto siete ottimisti sulla possibilità di tornare a metà griglia?
“Non posso sapere oggi quanto sarà performante la macchina, perché ovviamente non ho visto le altre monoposto. Ma in passato abbiamo avuto buone macchine nel '18 ed anche nel '16 e '17, soprattutto considerando che siamo una squadra giovane".

"L’unica cosa che posso dire è che vedo e sento l’atmosfera di quegli anni, e questa al momento è l’unica sensazione che ho. Sono cautamente ottimista perché vedo come Simone (Resta) e il suo gruppo hanno sviluppato la monoposto nell'ultimo anno, quanto ci hanno lavorato duramente, così come i risultati ottenuti della galleria del vento e i progressi che fanno in ogni sessione".

"Ma non posso dire che saremo con certezza a metà griglia, spero ovviamente che ci si possa ritrovare in una buona posizione e ormai abbiamo ancora poco da aspettare. Abbiamo affrontato due stagioni dure, e ciò che mi ha fatto andare avanti è stata la consapevolezza di quanto stessero facendo i nostri tecnici in vista di questa stagione”.

Avrete un pilota di punta?
“Entrambi hanno contratti di pari status, quindi non c’è un leader. Sarà la pista a dire chi prevarrà e se ci sarà bisogno di aiutare il compagno, ma il punto di partenza in ogni weekend è di assoluta parità”.

In merito alla spinosa questione delle sprint race, alcune squadre chiedono un aumento del tetto massimo di spesa: qual è la vostra posizione?
“Non conosco nei dettagli la vicenda. Tra 10 giorni avremo una riunione della Formula 1 Commission, e credo che la situazione sarà chiarita. Ma se aumentare le sprint race comporta un aumento del budget cap, siamo contrari”.

Zak Brown ha dichiarato di essere deluso dall’atteggiamento dei top-team…
“Non lo definirei deludente, stanno cercando di fare il loro lavoro. Se hai a disposizione del budget, la cosa di cui hai bisogno è che il limite di spesa si alzi, così come chi non dispone di grandi risorse finanziare prova a tenere il limite più basso possibile. Non mi delude, abbiamo chi è al vertice dello sport che se ne occuperà, ma ovviamente ognuno prova a fare pressione affinché si proceda con lo scenario a lui più idoneo".

"Alla fine, i top team stanno cercando di usare il loro potere per fare qualcosa che possa portargli dei vantaggi, che in questo caso è la possibilità di poter spendere più soldi, mentre altre squadre non arrivano a poter raggiungere quello che è il limite di budget già in vigore, quindi per loro il problema è trovare soldi”.

È stato confermato il format del weekend 2021, ovvero con le sessioni FP1 e FP2 ridotte a sessanta minuti. Considerando che in questa stagione sono previsti molti più sviluppi tecnici rispetto allo scorso anno, la riduzione del tempo a disposizione per girare in pista può rappresentare un problema?
“C’è poca differenza, perché il limite non è tanto il tempo a disposizione ma il numero di set di pneumatici a disposizione. Avere 60 o 90 minuti non cambia poi molto, l’unica differenza è che in una sessione di una sola ora ci saranno probabilmente più monoposto in pista nello stesso momento”.

Qual è stata la tua posizione con i vertici FIA in merito alla possibile ristrutturazione del ruolo occupato lo scorso anno da Masi?
“Non ho fatto molte raccomandazioni al presidente Mohammed, ne abbiamo parlato in privato e non è corretto che riferisca in questa sede quanto ci siamo detti. So che stanno lavorando per migliorare le condizioni in cui opera il direttore di gara, che svolge un lavoro molto difficile. Non sono qui per proteggere Michael (Masi), ma è davvero un ruolo molto difficile, soprattutto considerando che il nostro sport è progressivamente cambiato e alcune cose non sono state al passo con questa evoluzione. Ma sono sicuro che avranno delle idee, e quando ce le presenteranno avremo un quadro precisa delle novità”.

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