F1 | Red Bull: un sabato nero tra problemi di gomme e di setup
La grande delusione di giornata è la Red Bull, che a Singapore ha pagato le difficoltà incontrate già al venerdì con l'esclusione delle due RB19 dalla Q3. Alla base di questo risultato deludente c'è una sola conclusione: l'errata gestione delle gomme, dovuta a delle regolazioni di setup che non hanno funzionato. Le parole del team dopo le qualifiche sanno di resa, con la pioggia unica speranza che possa rimescolare le carte.
Nel 2023 una Ferrari in pole si era già vista, una Mercedes in prima fila anche. La notizia inedita arrivata dalle qualifiche di Singapore è l’esclusione delle due Red Bulla dalla Q3. “Scioccante”, è stato il commento a caldo di Max Verstappen, ritrovatosi fuori dalla Q3 a causa del sorpasso in extremis di Liam Lawson. Il gap pagato in Q2 dal leader del mondiale rispetto a Carlos Sainz (il più veloce nella seconda sessione) è stato di quasi sette decimi, un margine che in Formula 1 porta ad una sola conclusione: gestione delle gomme.
La preparazione degli pneumatici prima del giro lanciato è una procedura ormai eseguita in modo maniacale, e se qualcosa non funziona come previsto il prezzo che si paga è molto elevato. La gomma, ovviamente, è l’effetto e non la causa dei problemi, quella è da ricercare nel setup della monoposto, e a Singapore sin dalle prime prove libere in casa Red Bull hanno avuto indicazioni non proprio tranquillizzanti.
“Semplicemente la macchina non risponde ai cambiamenti – ha ammesso Christian Horner – in qualifica abbiamo avuto problemi di sottosterzo, sovrasterzo ed anche in frenata. L’impressione è che non siamo riusciti a fare entrare le gomme nella corretta finestra di funzionamento, pur provando diversi assetti e diverse procedure di preparazione. Dopo la giornata di ieri siamo tornati ad un assetto che abbiamo già usato con successo molte volte, ma su questo circuito e su questo asfalto semplicemente non funziona. Far entrare le gomme nella finestra è stato molto, molto difficile per entrambi i piloti, e ci siamo ritrovati dove siamo. Questa monoposto è di gran lunga l’auto più incredibile che abbiamo mai prodotto in Red Bull, ma per qualche motivo semplicemente non ha funzionato”.
Max Verstappen, Red Bull Racing RB19
Photo by: Andy Hone / Motorsport Images
Tra le tante prove fatte da Verstappen e Perez c’è stato anche un giro di lancio più veloce, che ha comportato un prolungato rallentamento prima dell’uscita dei box. Non è stata l’unica manovra che sarà oggetto di valutazioni da parte del collegio dei Commissari sportivi, visto che Max sarà chiamato a rispondere per una “impeding” che ha ostacolato Tsunoda. “Non vedo il rallentamento come un problema – ha dichiarato Horner in difesa del suo pilota – abbiamo visto altri casi analoghi. In merito a Tsunoda credo che Max abbia lasciato spazio all’interno, penso che alla fine sia un episodio marginale”.
Diversa la visione dello stesso Verstappen, che non sembra interessato ad eventuali provvedimenti degli stewards: “Onestamente se partirò dall’undicesima o dall’ultima posizione non sarà una differenza traumatica. Ora la cosa che conta di più è capire perché oggi siamo andati così male, per come si son messe le cose credo che sia prioritario questo aspetto piuttosto che conquistare o meno qualche punto domani”.
Parole di resa, che non possono che impressionare considerando che stiamo parlando della squadra che ha dominato le quattordici gare disputate finora. “La vittoria? Scordiamocela”, ha commentato Verstappen a chi ha prospettato la possibilità di una rimonta in gara, e lo ha fatto in un modo molto rilassato: “Voglio vincere ma quando non è possibile, devi accettarlo”. Horner, che nella squadra ha un altro ruolo, ha invece lasciato aperto qualche spiraglio: “Potrebbe arrivare la pioggia, qualche safety car al momento giusto, non molliamo nulla”. Ma è sembrato un atto dovuto, necessario per tenere alta l’attenzione della squadra.
Max Verstappen, Red Bull Racing RB19
Photo by: Lionel Ng / Motorsport Images
Al di là di quello che sarà il verdetto che arriverà nei 62 giri in programma domani, per la Red Bull la testa è già a Suzuka, dove ci sarà da verificare se quanto accaduto a Marina Bay è stato soltanto un incidente di percorso che, visti i precedenti, è più che giustificabile. “Abbiamo una squadra fantastica – ha concluso Horner – se non fosse così in questa stagione non avremmo vinto ogni gara disputata finora. Affronteremo questi problemi e proveremo a risolverli, e poi non abbiamo ancora concluso questo fine settimana, i punti si assegnano a fine gara. Quindi faremo tutto il possibile nel Gran Premio di domani, poi ci concentreremo sul Giappone”.
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