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F1 | McLaren, prima gara senza podio: cosa ha... frenato la MCL39 in Canada

Per la prima volta in stagione, in Canada la McLaren non è riuscita a salire sul podio. Il layout di Montréal, con curve corte e forti staccate, non ha permesso di sfruttare i punti di forza, nonostante i 50°C d'asfalto, mettendo invece i mostra alcuni limiti. Tuttavia, sebbene sembri paradossale, il weekend ha mostrato anche la bontà del progetto

Oscar Piastri, McLaren

Per la prima volta in questa stagione, la McLaren manca il podio. Dopo un avvio di campionato dominato sul piano delle performance in gara, con un bottino di sette vittorie su nove appuntamenti, in Canada è arrivata la prima battuta d’arresto stagionale, interrompendo una serie positiva che l’aveva vista salire sul podio in tutte le gare precedenti.

Una battuta d’arresto più nei risultati che nella prestazione pura: se è vero che la McLaren non è mai stata davvero in lizza per la vittoria a Montréal, complice la posizione di partenza, è altrettanto vero che ha mantenuto un buon ritmo, restando nelle zone alte della classifica anche prima dell'intervento della SC.

Questo conferma un dato importante: anche nei fine settimana più difficili, la MCL39 si dimostra la vettura più versatile dell’intera griglia. La Mercedes ha attraversato weekend molto complicati, come a Jeddah o Imola; la Red Bull, in alcune gare, è rimasta ben distante dal podio e la Ferrari, spesso, si è trovata a dover inseguire da lontano.

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images via Getty Images

Anche in quello che la stessa McLaren ha definito il weekend più difficile della stagione, la MCL39 è riuscita a restare nelle posizioni di vertice, in piena lotta per il podio — un risultato che, senza il duello finale tutto in casa papaya, sarebbe stato probabilmente alla portata. Una situazione che ricorda quanto accadde alla Red Bull RB19 nel 2023, a conferma della grande versatilità del progetto.

Non ha potuto sfruttare l'efficacia nei tratti lenti

Ma cosa ha reso il weekend di Montréal il più complicato dell’anno per la McLaren? Il team di Woking ha spesso brillato nei tratti lenti, e ci si poteva attendere una MCL39 solida anche sul circuito canadese. Tuttavia, così non è stato. Diviene quindi importante fare una distinzione: non tutte le curve lente sono uguali, e ognuna presenta caratteristiche e sfide differenti.

Fino a due anni fa, i tratti lenti rappresentavano uno dei grandi limiti delle monoposto di Woking, che soffrivano un marcato sottosterzo in percorrenza: più la curva era lenta e lunga, maggiori erano le difficoltà, mettendo in luce i limiti del progetto. Con la MCL38, soprattutto da metà stagione in poi, questo aspetto si è trasformato in uno dei punti di forza della McLaren.

Charles Leclerc, Ferrari, Lando Norris, McLaren, Franco Colapinto, Alpine

Charles Leclerc, Ferrari, Lando Norris, McLaren, Franco Colapinto, Alpine

Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Oggi, più una curva lenta è lunga, più la MCL39 riesce a fare la differenza, grazie alla precisione e all’efficacia dell’avantreno rispetto alla concorrenza. Tuttavia, sebbene in Canada ci siano diverse curve a bassa velocità, non sono a lunga percorrenza, ma piuttosto dal carattere stop&go, che esaltano qualità come la frenata e la trazione, ambiti in cui Mercedes ha spesso ben figurato nel 2024.

Non è un caso che il graining all’anteriore sia da sempre uno dei principali problemi a Montréal, non solo a causa della pista spesso sporca, ma anche per la mancanza di curve capaci di trasferire tanta energia agli pneumatici. Di conseguenza, non solo è più difficile innescare temperatura nelle gomme, ma la stessa McLaren si è trovata in difficoltà proprio in uno dei suoi settori chiave.

La MCL39 si è mostrata troppo nervosa

Questo ha spostato l’attenzione su altri aspetti, come la capacità di frenata e la trazione — con le staccate che si sono rivelate uno dei principali problemi per la McLaren durante il weekend. In qualifica, Oscar Piastri ha costantemente perso terreno in frenata rispetto agli avversari, riuscendo a superare la Ferrari di Lewis Hamilton solo grazie a un’ultima chicane impeccabile, affrontata però prendendosi grandi rischi.

Oscar Piastri, McLaren

Oscar Piastri, McLaren

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images via Getty Images

Su una pista più insidiosa di quanto possa sembrare a prima vista, la MCL39 si è mostrata nervosa fin dalle prime sessioni del venerdì, mettendo i piloti al limite e, in alcune circostanze, portandoli all’errore. Non è certo un mistero che, pur con un alto potenziale, la McLaren non sia la vettura più facile da gestire in qualifica, come già dimostrato altrove. Perciò, il fatto che sul giro secco non abbia espresso il meglio di sé in Canada non sorprende.

Il team ha tentato di sperimentare con il setup, valutando diverse soluzioni, dedicando parte del venerdì al confronto diretto su alcune novità, come l’ala anteriore ridisegnata per migliorare la gestione dei flussi, prima che venisse rimessa da parte. Tuttavia, nonostante i progressi, domare la MCL39 non si è rivelato semplice per i piloti. Inoltre, la scelta della mescola C6 nel Q3 non ha pagato come sperato.

A Montréal, la posizione di partenza si è rivelata cruciale, ancor più considerando che Piastri è scivolato in quarta posizione già allo spegnimento dei semafori, sopravanzato da Andrea Kimi Antonelli. Ancora più complicata la situazione di Lando Norris, che, partito solo settimo, ha dovuto puntare su una strategia alternativa.

50°C d'asfalto, ma il degrado non è stato un problema

Nonostante un buon ritmo, entrambi i piloti McLaren si sono trovati nella posizione di dover inseguire, diventando cacciatori anziché lepri, senza poter contare sull’ottima gestione del degrado come l'arma vincente che ha fatto la fortuna della MCL39 altrove. 

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images via Getty Images

L’asfalto molto liscio di Montréal, che limita il surriscaldamento e l’usura, insieme alla tipologia di curve, ha prodotto un duplice effetto. Da un lato, ha ridotto il degrado termico, poiché la gomma tende a muoversi meno e a generare meno calore, come invece avviene nei curvoni veloci. Dall’altro, essendoci poche curve ad alta energia, ha reso il graining un elemento chiave.

Se si compie un passo indietro, il graining all’anteriore è da anni uno dei problemi principali per McLaren, e anche quest’anno le gare più impegnative sono state quelle in cui ha sofferto questo fenomeno, in particolare sull’avantreno. Non a caso, mentre molti erano preoccupati per la tenuta del posteriore, il duo papaya si è sentito più limitato proprio dalle gomme anteriori.

McLaren si è sempre distinta per la capacità di gestire le temperature del cuore della gomma, della sua parte più interna, con benefici che a loro volta si riflettevano anche a livello superficiale nella zona esterna. Ma in Canada, proprio su questo fronte, i rivali sono stati più efficaci, tanto che, anche con mescole molto morbide, non hanno manifestato i problemi riscontrati altrove.

Nonostante i 50°C dell’asfalto, il dato va contestualizzato. Il disegno del tracciato, con curve lente, forti frenate e lunghi rettilinei che aiutano a raffreddare gli pneumatici, ha  creato le condizioni perché i punti critici della MCL39 venissero a galla. Eppure, anche in un weekend difficile, McLaren è rimasta in lotta per il podio, senza scomparire dai radar — la testimonianza più chiara della bontà e della versatilità del progetto.

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