Hamilton: "Non sempre finisce come si vorrebbe"

Lewis si è presentato a Istanbul indossando un kilt che ha attirato molti commenti: “È abbastanza audace, lo so”. L'inglese non si nasconde dietro alle responsabilità ed è consapevole che l'ottavo mondiale potrebbe anche non arrivare: "Cerco di prepararmi al meglio e questo significa assicurarmi di aver fatto il possibile con i ragazzi in fabbrica, con Bono e il team. E poi bisogna godersi il momento, stiamo vivendo una stagione fantastica".

Hamilton: "Non sempre finisce come si vorrebbe"

“È abbastanza audace, lo so”. Lewis Hamilton ha anticipato i commenti dopo essersi presentato nel paddock di Istanbul indossando un kilt, e come sempre è apparso molto rilassato e pronto ad affrontare un weekend che (come tutti quelli che seguiranno da qui ad Abu Dhabi) potrebbe essere cruciale per la corsa al titolo 2021.

Lewis Hamilton, Mercedes, con il kilt con cui si è presentato nel paddock a Istanbul

Lewis Hamilton, Mercedes, con il kilt con cui si è presentato nel paddock a Istanbul

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

Di pressione, almeno in apparenza, non c’è traccia, e per la prima volta Lewis ha parlato anche della possibilità che il mondiale n. 8 non arrivi, uno scenario che non sembra (almeno a parole) gettarlo nello sconforto.

Dopo aver raggiunto il traguardo delle cento vittorie, Hamilton ha confessato di non aver festeggiato più di tanto, e di non averlo più fatto da quando si è entrati nell’era Covid. Fu così anche lo scorso anno dopo la vittoria ed il titolo Mondiale arrivati proprio a Istanbul, ma la gioia è stata gustata nel tempo, anche senza party celebrativi.

Hai assaporato il traguardo delle 100 vittorie?
“Si, è stato incredibilmente positivo. Sono tornato nel Regno Unito e mi è capitato di correre per Londra con la gente che mi gridava “Cento, cento!”, e così anche nei ristoranti e quando sono andato a Parigi. Non me l'aspettavo, ma è stato davvero, davvero bello da sentire”.

Che ricordi hai della gara che hai disputato qui in Turchia lo scorso anno? Ricordi cosa hai provato quando hai fatto tuo il settimo Mondiale?
“Ho una pessima memoria, ormai lo sapete. Dovrei concentrarmi per mettere a fuoco, ma in generale mi sento come se fosse accaduto poco fa, è pazzesco come vola il tempo, ma è stato ovviamente un momento incredibile".

"Ricordo abbastanza bene le difficoltà in gara, e in generale un weekend molto impegnativo per la squadra. Durante la corsa la cosa più importate è stata non commettere errori, e così abbiamo fatto. Stavo giusto dicendo a Bono (ingegnere di pista di Lewis) che è pazzesco pensare che negli ultimi 18 mesi non abbiamo mai festeggiato una vittoria come andrebbe fatto, anche quando ho vinto qui il mondiale non ho festeggiato”.

Se si confermerà un weekend con condizioni meteo difficili, aumenterà la tua preoccupazione viste le difficoltà riscontrate lo scorso anno?
“Abbiamo identificato alcuni dei problemi che abbiamo avuto in quel fine settimana, e credo che ora abbiamo dei correttivi che potranno tornare utili. Penso che siamo ben preparati, ed anche la pista potenzialmente è cambiata un po', quindi è probabile che dovremo affrontare problematiche leggermente diverse in questo fine settimana rispetto ad un anno fa”.

Hai pensato al problema di dover omologare una quarta power unit?
“Al momento ho ancora i motori due e tre, quindi non credo sia indispensabile dover pensare ora alla PU numero 4. Ma questo scenario potrebbe cambiare, chi lo sa?”

Stefano Domenicali recentemente ha parlato di un interesse che anni fa la Ferrari ha manifestato nei tuoi confronti. Ti ricordi quella circostanza? A distanza di anni cosa pensi al riguardo?
“Non ho motivo di ripensarci. Ogni volta che sono arrivato alla fine di un contratto la prassi è sempre stata di mettere sul tavolo tutte le possibilità, ma oggi posso dire di essere davvero orgoglioso di dove sono e di quello che ho fatto con Mercedes".

"L'ho sempre pensato, e credo di averlo già detto in altre occasioni: la vita è molto breve, c’è stata una specie di idea di andare alla Ferrari per un breve periodo, ma onestamente quando sei con la Mercedes sei in una famiglia per tutta la vita. Sono con loro fin dagli anni '90, ed è qualcosa che non vedi in nessun'altra squadra e in nessun altro marchio, quindi è qualcosa di cui sono molto orgoglioso. Inoltre abbiamo ottenuto più di chiunque altro, e questo è stato dovuto al grande lavoro di squadra, alla lealtà, ed è qualcosa che non do mai per scontata”.

È difficile portare avanti un impegno non indifferente come quello che stai affrontando nel campo della moda considerando che sei in lotta per un titolo Mondiale?
“La cosa più importante è essere sempre in grado di tornare in pista fresco, recuperato, positivo e senza preoccupazioni, per poter fare al meglio un lavoro che adoro. Mi concentro e mi preparo sulla prossima gara, ho passato molto tempo a parlare con la squadra su come possiamo avanzare e migliorare. Vivo così da molto tempo, ho trovato un mio equilibrio che funziona per me e per chi lavora con me”.

Riesci davvero a non sentire il peso della lotta per il titolo Mondiale?
“Penso che non sia il caso di ignorarlo. So che tutto quello che posso fare è prepararmi nel miglior modo possibile, dare il 100% e non mi preoccupo di altri aspetti. Sono stato molto, molto fortunato in passato, ho avuto diversi alti e bassi, ma mi sono sempre divertito moltissimo, e credo di essere cresciuto molto".

"Non mi preoccupo di cosa accadrà, cerco solo di prepararmi al meglio, e questo significa assicurarmi di aver fatto tutto il possibile con i ragazzi in fabbrica, con Bono e il team. E poi, alla fine, bisogna anche godersi il momento, stiamo vivendo una stagione fantastica, credo sia molto appassionante anche per i fan, finalmente vediamo due squadre impegnate in un testa a testa, il che è fantastico. Ovviamente vogliamo vincere, ma bisogna anche imparare che nella vita non può sempre andare come si vuole”.

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