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F1 | Bearman a due punti dalla squalifica: “Cambierà approccio ed eviterò rischi”

Dopo la penalità di Monza per il contatto con Sainz, Bearman è a 10 punti sulla patente, a soli due dalla squalifica per una gara. Una spada di Damocle che lo obbliga a evitare errori almeno fino al GP del Brasile, quando ne recupererà due. Per questo il britannico ha spiegato che cambierà approccio per ridurre al minimo i rischi.

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Dopo la penalità ricevuta a Monza per un contatto con Carlos Sainz, Oliver Bearman si trova ora a soli due punti da una possibile squalifica che gli farebbe saltare un Gran Premio. Ogni pilota dispone infatti di dodici punti sulla patente e, se raggiunge questa soglia nell’arco di un anno, sommando le varie penalità accumulate, scatta automaticamente la squalifica.

In Italia, Bearman è stato ritenuto colpevole di non aver lasciato spazio sufficiente a Carlos Sainz quando il pilota della Williams ha tentato un sorpasso all’esterno alla Variante della Roggia. Oltre a una penalità di 10 secondi, l’inglese ha ricevuto due punti sulla patente, salendo a quota 10 e avvicinandosi alla soglia che comporta l’esclusione da una gara.

Alla vigilia del GP dell’Azerbaijan, Bearman è pienamente consapevole di essere a rischio e sa che dovrà prestare la massima attenzione in pista, dato che un’ulteriore infrazione potrebbe costargli molto caro. Curiosamente, il suo debutto in Haas lo scorso anno avvenne proprio a Baku per una circostanza simile: in quell’occasione fu Kevin Magnussen a essere squalificato per una gara e il britannico venne chiamato a sostituirlo.

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

"È colpa mia se ho preso la penalità, indipendentemente dal fatto che siamo d’accordo o meno con le regole" ha raccontato Bearman ai media, aggiungendo però come non sia totalmente d’accordo con la spiegazione data dai commissari, perché ritiene di non aver avuto spazio da Sainz nel contatto.

"Ma è una cosa difficile da accettare. Non è così che nessuno di noi è cresciuto correndo, davvero. Voglio dire, le regole sono le regole. Penso che, da pilota e da tifoso, sia difficile accettare quella penalità, perché, dal mio punto di vista, in nessun momento ero fuori controllo. Stavo semplicemente andando verso la curva con un altro pilota e non mi è stato lasciato alcuno spazio”.

“In quel decimo di secondo in cui freni e vedi a che velocità stai entrando in curva rispetto al tuo avversario, non pensi certo alle tre pagine di linee guida che ti hanno mandato a gennaio. Non è possibile. Quindi vai verso la curva come sai fare, come sei cresciuto facendo. Nella mia situazione, mi aspettavo un po’ più di spazio, ma è andata così".

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Foto di: Kym Illman / Getty Images

Poiché i punti di penalità si accumulano su un arco di dodici mesi, Bearman dovrà mantenere un comportamento impeccabile per le prossime quattro gare, almeno fino al GP di San Paolo di novembre. In quell’occasione potrà recuperare due punti sulla patente, legati a un’infrazione commessa lo scorso anno, scendendo così a quota otto. Ciò significherà comunque restare a soli quattro punti dalla squalifica fino al GP di Monaco 2026, quando ne recupererà altri due.

Anche nelle categorie propedeutiche lo stesso britannico era stato autore di un andamento dal doppio volto, alternando gare meravigliose ad appuntamenti caratterizzati da di errori o sbavature. È quindi necessario un cambio di approccio ed evitare rischi, anche perché alcune situazioni si sarebbero potute prevenire.

A Monte Carlo, ad esempio, quando ha superato Sainz sotto bandiera rossa, aveva il tempo per rallentare a sufficienza ed evitare di sopravanzare lo spagnolo. Tuttavia, in quel caso spiegò che la decisione di frenare più tardi, ignorando la bandiera rossa, era motivata dal timore di essere tamponato da un’altra vettura, sebbene ciò non gli evitò la penalità.

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

Ben più grave è stato l’episodio di Silverstone, quando Bearman è finito in testacoda contro il muretto all’ingresso della pit lane, ancora una volta senza rispettare le prescrizioni imposte dalla bandiera rossa. Un errore che gli è costato ben quattro punti sulla patente in un’unica occasione, il massimo previsto dal regolamento.

"È un peccato che sia arrivato a questo punto. Ovviamente, alcuni punti li ho presi per una buona ragione. Ho commesso un errore molto pericoloso a Silverstone. Ma ne ho anche sei derivanti da situazioni un po’… Ho preso due punti a Monza, due a Monaco sotto bandiera rossa, e lì ho davvero sentito di aver fatto il massimo per evitare una situazione pericolosa”.

“Quindi è un peccato ritrovarmi con così tanti punti. Ovviamente, i quattro che ho preso a Silverstone li merito. Lì ho incassato la penalità e ho imparato la lezione. Ma ora devo semplicemente arrivare al momento in cui perderò i due punti presi in Brasile, sostanzialmente”.

Ora Bearman dovrà prestare la massima attenzione nei prossimi GP e ha già chiarito che, se dovesse ripresentarsi una situazione al limite come quella di Monza, preferirà alzare il piede per evitare qualsiasi rischio: "Sì, non ho scelta. Spererei di ricevere spazio all’interno, ma è chiaro che c’è la possibilità che ciò non accada, quindi non posso correre quel rischio".

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