F1 | Hamilton si nasconde: "Non credo che McLaren e Red Bull siano battibili"
Il sette volte campione del mondo si è presentato nel paddock di Baku con un atteggiamento ostile con i fotografi, coprendosi il volto con le mani. Lewis è schietto: "Non credo che ci sia una pista dove possiamo attaccare le McLaren e forse le Red Bull. Se riusciremo a ottimizzare il materiale potremo solo avvicinarci".
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Bryn Lennon / Formula 1 via Getty Images
Il paddock di Formula 1 vive di riti. Una delle novità del 2025 è l’ingresso nel paddock di Lewis Hamilton a…volto coperto, una mano posta davanti al viso per non essere a favore di fotografi. Curiosità dal mondo di Lewis che cambiano poco, ma anche nella conferenza stampa tenutasi poco dopo non è passato il messaggio di una persona che si trova dove vorrebbe essere. È cosa nota che il giovedì non è il giorno preferito di Hamilton, gli incontri con i media e le attività di Ppr sono impegni che Lewis (se potesse) eviterebbe volentieri.
Hamilton prende vita quando si arriva a parlare del weekend di Baku, uno dei circuiti (tra gli otto restanti in calendario) sui quali la Ferrari potrebbe, sulla carta, avere qualche chance in più per puntare al podio.
“Non credo che ci sia una pista dove possiamo battere le McLaren e forse anche la Red Bull – ha risposto - sono semplicemente davanti. Lo sono stati a Monaco, e direi su ogni altra pista, quindi non prevedo cambiamenti in nessuna delle gare restanti. Poi, se riusciremo a massimizzare le prestazioni della vettura, il che in definitiva significa abbassare il limite, allora forse potremo avvicinarci un po' di più”.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Marco Bertorello / AFP via Getty Images
Il discorso passa sull’impatto del lavoro avviato da tempo sul progetto 2026 su quello che è il normale sviluppo della monoposto attuale. Hamilton ha già vissuto momenti in cui la Formula 1 ha voltato pagina, nel 2009, 2013 e 2021, ma i punti in comune secondo Lewis sono pochi.
“Ora è diverso a causa del budget cap. Ricordo che nel 2008 avevamo sviluppato la monoposto fino al termine della stagione, eravamo in lotta per il mondiale e abbiamo aggiornato la monoposto fino alla fine. In quel caso ricordo anche che la macchina della stagione successiva si rivelò un disastro, ma in termini di lavoro la squadra (McLaren) era riuscita a fare le due cose insieme”.
“Oggi la situazione è differente perché il passaggio sul progetto 2026 è avvenuto molto presto, e non è un aspetto entusiasmante perché di fatto resti bloccato con la macchina che hai. È un aspetto che credo renda questa stagione meno interessante, gli sviluppi sono pochi, ma vedremo come andrà il resto del campionato con ciò che abbiamo. Per quanto riguarda il prossimo anno credo che torneremo alla normalità, mi aspetto che le monoposto saranno aggiornate molto più rispetto a questa stagione”.
Hamilton aveva lasciato Monza con parole positive sul suo weekend, non tanto in termini di risultati quanto di feeling con la monoposto. Un lavoro che però lo stesso Lewis non crede si rivelerà particolarmente utile in vista del 2026.
“Personalmente non credo che queste ultime gare avranno molta influenza sul prossimo anno. Certo, l'obiettivo è vedere progressi e continuare a lavorare, ed in quest’ottica l’esperienza che faccio con la squadra potrà dare i suoi frutti andando avanti. Vista così, ogni lezione ci aiuterà sicuramente in futuro”.
Hamilton ha infine promosso la possibilità che in futuro la Formula 1 possa aumentare il numero di weekend sprint.
“Mi piacciono, molti anni fa mi lamentavo del fatto che avevamo lo stesso format ogni fine settimana, ero convinto che ci serviva qualcosa di diverso e poco dopo è arrivato il format sprint. Credo sia divertente, forse potremmo fare qualcosa in più per renderlo ancora migliore, ma in generale mi piacciono quei weekend che trovo più intensi con una sola sessione di prove libere. Credo che anche ai tifosi piaccia, e ripeto, non sarei contrario se complessivamente questo format fosse portato ad una decina di weekend”.
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