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F1 | Simulazione Megaride: Montreal, pista stop and go, esalta la trazione e la frenata

Il circuito semi-permanente che ospita il GP del Canada richiede un assetto aerodinamico medio-basso e sospensioni rigide in grado di aggredire i molti cordoli senza il rischio di bottoming. Pirelli conferma le mescole più morbide.

Grafico MegaRide, GP Canada

Grafico MegaRide, GP Canada

Foto di: MegaRide

A due settimane dall’ultimo Gran Premio, la F1 è pronta a scendere di nuovo in pista a Montreal, in Canada, per il quinto appuntamento stagionale. L’ultima gara ha confermato il vantaggio prestazionale della Mercedes che, priva di aggiornamenti rispetto a Ferrari, McLaren e Red Bull,  con Kimi Antonelli ha conquistato a Miami la terza vittoria. 

Il gap, però, sembra essersi ridotto, soprattutto tra i team motorizzati Mercedes: la McLaren sembra aver ritrovato la competitività, risultando, almeno dalle analisi, contendendo la prima forza in Florida, mentre la Ferrari ha subito una brutta battuta d’arresto nonostante il pacchetto di novità portate in pista.

Mescole morbide per favorire la trazione

Il tracciato semi-permanente canadese, intitolato a Gilles Villeneuve, è situato sull’isola artificiale di Notre Dame ed è caratterizzato da un layout che conta 14 curve che richiedono grandi frenate in ingresso ed elevata trazione in uscita: è il classico circuito stop ‘n go, il tracciato non impone lunghi tratti ad alta energia laterale, ma alterna frenate intense, trazioni a bassa velocità e brevi cambi di direzione.

Il carico aerodinamico richiesto, quindi, è medio-basso per sfruttare al meglio i diversi tratti in rettilineo come quello tra curva 10 e l’ultima chicane 13-14, il più lungo della pista.

Dal punto di vista del set-up, il compromesso è tra una sospensione sufficientemente morbida da assorbire cordoli e bumps, e una piattaforma aerodinamica abbastanza stabile da mantenere il fondo nella finestra di funzionamento.

Un’altezza da terra troppo aggressiva può aumentare il rischio di bottoming sui cordoli, mentre un assetto troppo morbido penalizza la precisione nei cambi di direzione e la stabilità in frenata.

Come per Miami, anche qui l’asfalto risulta essere piuttosto liscio e poco abrasivo e con una notevole evoluzione nel corso dell’intero weekend. Il processo di gommatura sarà, però, agevolato anche dalla presenza delle categorie minori. Queste caratteristiche consentono a Pirelli di confermare la scelta degli ultimi anni portando in pista le mescole più morbide (C3-C4-C5).

Grafico MegaRide, GP Canada

Grafico MegaRide, GP Canada

Foto di: MegaRide

Occhio alla gestione termica del battistrada

Grazie alle loro simulazioni, gli ingegneri MegaRide evidenziano l’elevato stress termico longitudinale degli pneumatici in ingresso ed uscita curva, data la natura “stop n go” del circuito.

Particolarmente critiche le curve 1-2, una S stretta dove è facile arrivare al bloccaggio dell’anteriore sinistra e che richiede grande trazione in uscita.

Attenzione anche alla chicane 13-14, l’ultima prima del traguardo caratterizzata dalla presenza del famoso “muro dei campioni”; si affronta dopo il rettilineo più lungo del circuito, Casino Straight, e per questo è interessata da una brusca frenata.

L’usura fisica dovrebbe restare contenuta, data la bassa abrasività dell’asfalto. Il degrado prestazionale, invece, potrebbe essere guidato più dalla gestione termica superficiale che dal consumo del battistrada. Gli pneumatici posteriori saranno sollecitati dalle ripetute fasi di trazione, mentre nelle prime fasi di stint, con pista ancora poco gommata o temperature contenute, il rischio principale sarà l’innesco di graining, soprattutto se lo pneumatico lavora in scorrimento prima di raggiungere la corretta finestra termica.

Grafico MegaRide, GP Canada

Grafico MegaRide, GP Canada

Foto di: MegaRide

Solo il graining può dettare due soste

Il tracciato offre diversi punti di sorpasso, specie sull’ultimo rettilineo, che favoriscono lo spettacolo, riducendo il peso delle strategie. Restano, però, fondamentali le qualifiche per cercare di partire in testa e gestire la gara in aria pulita.

Particolare attenzione va riservata al possibile innesco del graining nelle fasi iniziali della gara che potrebbero costringere i team ad effettuare la doppia sosta per massimizzare la prestazione, come accaduto lo scorso anno, anche se i team cercano tutte le possibili soluzioni per costruire un GP con l'unico pit stop.

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