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Analisi

MotoGP | Perché Ducati non ha alcun dubbio sul futuro di Marc Márquez

Di fronte a chi pronostica che si stia avvicinando la fine della carriera dello spagnolo, il pilota della Ducati si sta nuovamente impegnando per ripresentarsi nella sua migliore versione possibile e rispettare i due anni in più di contratto che ha firmato. Poi deciderà quando appendere il casco al chiodo.

Marc Marquez, Ducati Team

Le icone dello sport generano un interesse che è molto al di sopra del resto, e questo accade in qualsiasi disciplina. In MotoGP, l'abisso che separa Marc Márquez dagli altri membri della griglia è impressionante, con tutto ciò che questo comporta. Da quando è iniziata la stagione, il Campione in carica ha proiettato un'immagine un po' diversa da quella che lo ha portato, l'anno scorso, a tornare a dominare il campionato e a celebrare la sua nona corona, la settima nella classe regina.

La sua esplosività ha perso decibel per lasciare spazio a un profilo di pilota più conservatore e cerebrale, meno aggressivo. E questo ha fatto scattare qualche allarme. In quel contesto di incertezza, e vista la mancanza di informazioni, riecheggiavano le parole che pronunciò subito dopo essersi incoronato di nuovo: "Non ho per niente voglia di salire sulla moto. Non mi metto la stessa pressione di un tempo. Prima, quando conquistavo il titolo, volevo arrivare all'appuntamento successivo e spazzare via tutto, ma la mia mentalità è cambiata".

E se, dopo tutto quello sforzo fatto per tornare a vincere, avesse perso la motivazione? Mentre lui faceva riferimento alla mancanza di sensazioni che avvertiva in sella alla moto, c'è stato chi ha già colto l'occasione per iniziare a insinuare che il momento del ritiro cominciasse ad avvicinarsi per lui. Queste cose, fanno sempre notizia.

Solo a Le Mans, la quinta tappa del calendario, lo spagnolo ha riconosciuto di aver corso da infortunato. È stato poche ore dopo aver compiuto un giro clamoroso, nella prima scrematura della sessione cronometrata (Q1), che lo ha portato a registrare il record del mitico tracciato francese.

Marc Márquez, Ducati Team, tras su caída en Le Mans

Marc Márquez, Ducati Team, tras su caída en Le Mans

Foto de: Marc Fleury

Tuttavia, nonostante quei lampi, Márquez non stava bene. Le conseguenze della caduta subita alla partenza del Gran Premio d'Indonesia della scorsa stagione lo avevano riportato in quel luogo così oscuro in cui ha vissuto per tre anni. In seguito alla botta di Lombok, la vite che gli teneva fermo il braccio destro, operato fino a quattro volte tra i mesi di luglio 2020 e giugno 2022, si è spostata.

In pista, in sella alla MotoGP, una delle viti di un precedente intervento chirurgico (2019) si era piegato e sfiorava in modo casuale il nervo radiale. Questo gli faceva perdere completamente la forza senza che potesse prevederlo. Curiosamente, questo non gli accadeva quando praticava motocross, per la posizione di guida, né quando si allenava con modelli sportivi. E nemmeno in palestra ha mai accusato nulla.

"Sollevava lo stesso peso di prima sulla panca", afferma a chi scrive queste righe qualcuno del suo entourage. Di fatto, la sua ossessione di portare quel braccio al limite lo ha portato a svolgere esercizi disumani, come fare una serie di giri sul circuito di Alcañiz, in sella alla Ducati Panigale, con il braccio sinistro sopra il serbatoio e reggendosi solo con il destro.

L'incidente durante la sprint, a Le Mans, gli ha provocato una frattura al piede che richiedeva di passare dalla sala operatoria, circostanza che lui ha sfruttato per anticipare di otto giorni l'intervento al braccio che inizialmente aveva programmato per questo lunedì, dopo il Gran Premio di Catalunya, che non ha più disputato.

In attesa della visita medica a cui deve sottoporsi questa settimana, Motorsport.com apprende che Ducati ha già tutto pronto perché possa tornare a Mugello, tra meno di dieci giorni, sempre che i medici gli diano l'autorizzazione.

Nonostante l'evento in Italia sia di grande rilevanza per il marchio di Bologna, che ha programmato diverse attivazioni per commemorare l'anniversario del suo centenario, non c'è alcun tipo di pressione sul catalano perché acceleri i tempi del suo recupero.

La priorità è la sua salute e la serenità riguardo all'impegno del #93 è assoluta: il contratto di rinnovo tra Márquez e Ducati è firmato da mesi, ha una validità di due anni (fino alla fine del 2028), e non è stato ancora ufficializzato perché ciò dipende dalle trattative che portano avanti i team e il promotore del campionato.

Come accade in qualsiasi accordo, anche quello che legherà il pluricampione alla Casa di Bologna può rompersi per diversi motivi. E a nessuno sfugge che, nel caso in cui dovesse verificarsi una ragione medica che gli impedisca di lottare per gli obiettivi che lui ritiene debbano essere i suoi, Ducati in nessun caso lo obbligherebbe a gareggiare. Ma questa non è una notizia, bensì buon senso.

"Marc si è tolto un peso di dosso dopo Jerez. E noi, a Le Mans, dopo la caduta, quando ci ha raccontato cosa gli stava succedendo", riconosce a Motorsport.com una voce della scuderia di Borgo Panigale.

Dopo il Gran Premio di Spagna, Márquez ha fatto un passo avanti ed è andato dal medico, perché gli controllassero quella spalla che, nel momento più inaspettato, cedeva. 

"Prima di questo, mi sono preso del tempo perché sono arrivato a pensare che, magari, il problema fossi io, che avessi un blocco mentale. Ora so già che non è così", ha riconosciuto il ragazzo di Cervera, che con questo ha rimesso in evidenza una delle sue maggiori qualità. La sua capacità di mettere in dubbio se stesso, allo stesso modo in cui lo fece quando rinunciò al suo ultimo anno di quel contratto milionario con Honda HRC (più di 20 milioni di euro), per capire se sarebbe stato capace di tornare a essere competitivo con una Ducati.

 

Una volta tolto quel peso di dosso e con l'operazione già fissata, Márquez ha ridotto al minimo il cerchio delle persone a cui ha raccontato i suoi piani. "Lo ha detto solo a Gigi (Dall'Igna) e a Marco (Rigamonti, il suo ingegnere di pista). E lo ha fatto perché loro hanno accesso diretto ai suoi dati. Così, avrebbero potuto capire cosa stava succedendo se spingeva in un giro e non lo faceva in un altro", racconta a Motorsport.com una fonte della struttura.

All'interno del box, i tecnici più vicini allo spagnolo sono passati dall'inquietudine, prima di Le Mans, al sollievo. Di fatto, Davide Tardozzi, il team manager della squadra delle moto rosse, aveva previsto di andare a trovarlo a casa, per sapere se ci fossero motivi di preoccupazione.

Evidentemente, con la rivelazione successiva alla gara in Francia, quel viaggio è stato cancellato nella stessa misura in cui è svanito qualsiasi dubbio che si fosse potuto creare attorno alle intenzioni dell'ammiraglia della compagnia. Tutto questo processo, l'unica cosa che chiarisce è che la motivazione di Márquez resta intatta per continuare, finché il corpo reggerà e il cronometro gli darà ragione.

 

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