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F1 | Leclerc... bussa, ma la Red Bull eccome se risponde

La Ferrari ha confermato le belle cose viste in Bahrain: il primo e terzo tempo di Leclerc e Sainz, però, non devono trarre in inganno, perché i due piloti della Scuderia hanno dovuto rinunciare al long run per una strisciata sul muro, mentre Verstappen ha impressionato nella piccola simulazione di gara. La Mercedes è terza forza staccata: male nel gir da qualifica, si difende meglio con il serbatoio pieno.

Charles Leclerc, Ferrari F1-75

La classifica della prima giornata di attività in pista a Jeddah rispecchia i valori in campo visti in Bahrain la scorsa settimana. Ma l’analisi della giornata non conferma esattamente la scala di valori che propone l’esito finale della sessione FP1.

Si parla di piccoli margini, ma le differenze in termini di performance tra Red Bull e Ferrari sono così sottili da consentire anche al singolo decimo di determinare un cambio di gerarchie. Al di là dei numeri, Max Verstappen è sembrato il pilota che ha iniziato il weekend con il maggiore potenziale, sin dai primissimi giri della sessione FP1.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB18

Max Verstappen, Red Bull Racing RB18

Photo by: Sam Bloxham / Motorsport Images

La seconda posizione occupata dell’olandese nella classifica di giornata è dovuta anche ai problemi accusati dal campione del mondo nella simulazione di qualifica, quando è sceso in pista con il tradizionale set di gomme soft.

Verstappen è stato costretto ad abortire il primo giro lanciato a causa di un errore, mentre il secondo tentativo è stato vanificato dal regime di virtual safety car conseguente allo stop in pista di Kevin Magnussen. Il miglior giro di Max è rimasto così quello ottenuto con un set di medie, un crono a 0”140 dal tempo del leader di giornata Leclerc.

Charles Leclerc, Ferrari, ha dovuto rinunciare al long run per una toccata a muro

Charles Leclerc, Ferrari, ha dovuto rinunciare al long run per una toccata a muro

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

Sul fronte delle simulazioni di qualifica la Ferrari ha completato il programma (primo tempo con Charles, terzo con Sainz) ma entrambi i piloti della Scuderia nella ricerca della performance hanno pagato pegno ai muri di Jeddah, con due piccole toccate che hanno causato danni alle rispettive monoposto.

Dopo essere tornati ai box l’analisi dei tecnici è stata immediata: sessione terminata con venti minuti di anticipo. L’imprevisto ha costretto i due ferraristi a rinunciare alla simulazione di gara, e per la squadra il venerdì è terminato, come sette giorni fa in Bahrain, senza long-run.

Carlos Sainz Jr, Ferrari F1-75

Carlos Sainz Jr, Ferrari F1-75

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

C’è però una differenza tra Sakhir e Jeddah. In Bahrain le squadre avevano disputato tre giorni di test la settimana precedente il weekend di gara, e la Ferrari era stata tra i team che avevano completato il maggior numero di long-run (approfittando anche dell’affidabilità della F1-75) raccogliendo molti dati.

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A Jeddah non c’è un database pregresso, quindi ci sarà qualche incognita in più in vista dei 50 giri in programma domenica. Pur mancando il riferimento con le ‘rosse’, ha invece impressionato il long run delle due Red Bull, con Verstappen che ha girato ad un passo decisamente superiore al resto degli avversari. Anche la simulazione di gara di Perez è stata molto buona, ma sempre a distanza dal suo compagno di squadra, che almeno in questa prima giornata si è confermato imprendibile a parità di vettura.

Sergio Perez, Red Bull Racing

Sergio Perez, Red Bull Racing

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

Jeddah è però una pista decisamente atipica, dove le variabili che le squadre devono mettere in conto sono maggiori rispetto ai tracciati permanenti. Nelle simulazioni di qualifica alcuni piloti hanno riscontrato problemi nella gestione delle gomme soft, a causa della pista molto sporca che ha ridotto il grip facendo scivolare anche la mescola più tenera a disposizione.

È così emerso un graining molto fastidioso che potrebbe rappresentare un problema in vista delle qualifiche di domani. Secondo la Pirelli la situazione dovrebbe migliorare con la progressiva gommatura della pista, ma resta il problema del vento che portando in pista molta sabbia non facilità il tutto.

Lewis Hamilton, Mercedes W13

Lewis Hamilton, Mercedes W13

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

Se esistono ancora molte incertezze in merito alle gerarchie nella zona di chi parte per vincere, ce ne sono meno per quanto riguarda il ruolo di terza forza, che in questo avvio di stagione è la terra Mercedes.

Il gap accusato da Hamilton e Russell (quinto e sesto) nelle simulazioni di qualifica è stato superiore al mezzo secondo, un margine certificato dal cronometro ma anche dalle immagini che hanno confermato le due W13 decisamente saltellanti con poco carburante. A serbatoi pieni la situazione è migliorata, ed il passo gara dei due piloti Mercedes si è confermato costante anche se sempre a quattro decimi dalle due Red Bull.

La Formula 1 non è terra di miracoli, e non era pensabile che a distanza di una settimana dalla problematica tappa di Sakhir il team campione del mondo potesse aver risolto i problemi che affliggono il progetto W13. Hamilton e Russell sanno che devono stringere i denti ancora per un po', ma sono pronti a cogliere ogni opportunità, esattamente come avvenuto domenica scorsa in Bahrain.

George Russell, Mercedes W13

George Russell, Mercedes W13

Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images

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