WRC | Ogier: "Un team mi chiese di cambiare Ingrassia..."

Sébastien Ogier, dopo aver conquistato l'ottavo titolo WRC con Julien Ingrassia, ha raccontato l'unica volta in cui gli hanno chiesto di cambiare navigatore e di come la sua testardaggine lo abbia portato a fare la scelta giusta.

WRC | Ogier: "Un team mi chiese di cambiare Ingrassia..."

C'è un momento, nei festeggiamenti dell'ottavo titolo iridato conquistato domenica scorsa da Sébastien Ogier e Julien Ingrassia, in cui tutti hanno potuto notare l'estrema ammirazione che il campione di Gap ha e ha sempre avuto nei confronti del suo navigatore.

Scesi dalla macchina, dopo essersi tolti il casco, aver preso quello celebrativo e aver festeggiato sul tetto della loro Toyota Yaris WRC numero 1, Ogier si è fermato alle interviste ai microfoni di WRC+, mentre Julien Ingrassia è rimasto sul tetto, a prendersi gli applausi.

"Non so davvero cosa dire, è fantastico", ha esordito Ogier. Poi, girandosi verso Ingrassia, ha aggiunto: "Questo ragazzo è una vera leggenda". Mettendosi successivamente ad applaudirlo con occhi sorridenti, forse ripercorrendo i 15 anni in cui hanno condiviso l'abitacolo di una vettura, hanno condiviso gioie, titoli, vittorie, errori, sconfitte.

Un applauso lungo, sincero, che ben rappresenta quanto Ogier abbia stimato e sia riconoscente nei confronti di quel ragazzo dalle chiare origini italiane, classe 1979, cresciuto sportivamente proprio accanto a Sébastien. Una scena molto bella, che fa capire quanto Ingrassia sia stato importante - se non fondamentale - nelle vittorie ottenute dal transalpino nel WRC.

 

Ma non è finita qui, perché nel corso della conferenza stampa di chiusura dell'ACI Rally Monza Italia 2021, Ogier è andato oltre. Dolci le parole usate per dire che, dal 2022 in poi, Ingrassia gli mancherà e non poco. Un sodalizio così lungo e vincente non può essere dimenticato, soprattutto dai protagonisti in questione. Ogier continuerà part time nel WRC navigato da Benjamin Veillas. Ingrassia, invece, ha smesso del tutto. Le strade si separano, ma rimane quello che è stato fatto. Quello che li ha resi leggenda.

"È semplice. Mi mancherà. Ne sono sicuro. Quando si costruisce per così tanti anni e si hanno così tante cose automatiche che funzionano insieme. In pratica, non abbiamo bisogno di parlare tanto per capirci. Non c'è mai stata una ragione in tutta la mia carriera per cercare di cambiare Julien. Aveva lo stesso obiettivo e lo stesso impegno. Era semplice e non ho mai dovuto spingerlo a fare qualcosa. Abbiamo avuto la stessa missione fin dall'inizio. 15 anni fa in macchina mi piaceva il modo in cui mi dava le note. Questa è la priorità numero uno. Questo è il motivo per cui facciamo questo sport per essere veloci nelle tappe. Tutto quello che c'è intorno è l'organizzazione diciamo, ma quello che c'è intorno è ancora di più la specialità di Julien".

 

"A volte si sente un po' fuori portata nella sua bolla e forse a volte è un po' mentale. È completamente concentrato, ma non si può metterlo in difficoltà. Questo è il modo in cui fa il suo lavoro".

Ogier ha poi raccontato - senza specificare il team di cui stesse parlando ma, in realtà, è abbastanza facile intuirlo - l'unico momento in cui un team gli chiese di sostituire Ingrassia. Avvenne a inizio carriera, quando, di solito, i giovani piloti possono avere il bisogno di una guida esperta nelle note. Ogier, invece, da ragazzo esigente e testardo, preferì continuare con quel ragazzo - Julien Ingrassia - così simile a lui. A conti fatti, mai scelta fu più giusta.

"Solo una volta nella mia carriera una squadra ha cercato di separarci. Quando stavo entrando in questo sport, c'era questa filosofia che a volte è meglio avere un co-pilota esperto al tuo fianco. Per fortuna ero un po' testardo e abbastanza forte a questo punto della mia carriera per dire di no e volevo continuare con Julien e non la vedo così e continuiamo insieme".

"Al punto della mia carriera in cui ho dovuto dimostrare a me stesso che avessi la capacità di essere al massimo livello e mettendo a rischio la mia posizione e il mio futuro. La maggior parte dei piloti quando entrano in questo mondo dicono sì a tutto perché hanno paura per la loro posizione. In questo momento ero già abbastanza forte per dire che Julien ce la farà e oggi posso dire che è stata la decisione giusta".

 

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