"È una bestia": la Gen4 è così veloce e versatile che potrebbe riscrivere il format della FE
In una lunga intervista esclusiva concessa a Motorsport.com, Alberto Longo, co-fondatore della Formula E, ha raccontato come la futura Gen4 potrebbe cambiare il volto della serie. I riscontri parlano di una vettura rapida e più versatile, il che potrebbe spingere i vertici del campionato anche a rivedere il format per valorizzarne i punti di forza.
Formula E Gen 4
Foto di: FIA Formula E Championship
Una nuova era che cambierà la Formula E. La prossima settimana, sulla pista del Paul Ricard in Francia, la serie totalmente elettrica presenterà ufficialmente la Gen4 dopo i primi teaser svelati lo scorso anno a novembre. Una vettura da cui la Formula E stessa si attende un salto generazionale capace di dare un nuovo volto alla serie sul fronte delle prestazioni, ma senza tradire il suo DNA.
La nuova Gen4 potrà disporre di un Powertrain da 600 kW, circa 800 kW, che si abbinerà a una batteria più capiente in grado di sostenere un salto tecnologico così importante che si tradurrà in tempi sul giro molto più rapidi, stimati inferiori anche a quelli della Formula 2 su una pista di riferimento come Monte Carlo. Prestazioni che stanno spingendo la Formula E anche a ragionare sul format del futuro.
Tutti i piloti che hanno provato la Gen4 nei test, infatti, sono usciti dalla vettura con il sorriso, perché la maggior potenza, l’aumento del carico aerodinamico e la possibilità di usare in maniera continuativa la trazione integrale hanno reso la macchina decisamente divertente da guidare, al punto da definirla una “bestia”, come fatto da Alberto Longo, co-fondatore della Formula E, che a Madrid si è concesso in una lunga intervista esclusiva ai microfoni di Motorsport.com per raccontare il futuro della serie.
Formula E Gen 4
Foto di: FIA Formula E
L’aspetto chiave è che tutti questi nuovi elementi permetteranno alla categoria 100% elettrica di essere molto più versatile sul format, di cui si discuterà nelle prossime settimane e che dovrà essere approvato dalla FIA. Il punto chiave è valorizzare le caratteristiche della Gen4, esaltarne le performance ma senza tradire il DNA che ha sempre caratterizzato la Formula E: una sfida per cui esiste già un piano definito.
L’arrivo di Opel in Formula E è una grande notizia per il campionato. Ma l’aspetto ancor più cruciale è il fatto che Opel abbia deciso di entrare con una propria licenza, non acquistata da Stellantis ma registrata direttamente da Opel, a conferma del loro impegno. Cosa significa per la Formula E?
"È tutto ciò per cui abbiamo lavorato negli ultimi dodici anni. Ogni volta che vediamo qualcuno pronto a investire a questo livello nel nostro campionato, come un costruttore, parliamo dei protagonisti più importanti dell’intero ecosistema della Formula E. Perché hanno un impatto su assolutamente tutto quello che facciamo. Dallo spettacolo in pista alla tecnologia che sviluppano e che, si spera, un giorno verrà trasferita alle auto stradali. Ma hanno un impatto anche sui media. Hanno un impatto sulle attivazioni che possono mettere in campo. Ogni volta che accogliamo un costruttore è come una vera giornata di festa in ufficio. Dobbiamo davvero celebrarlo".
Con Opel e il secondo team Porsche tornate a 12 squadre dal prossimo anno, con molti costruttori. Pensi che la Gen4 avrà per la Formula E un impatto paragonabile a quello che ebbe la Gen2?
"Decisamente sì, ma dal punto di vista tecnologico la vettura che è già stata sviluppata, che stiamo testando ora, che verrà presentata ad aprile e debutterà in gara a dicembre è una bestia. È un’auto completamente diversa da tutto ciò che abbiamo avuto finora. Il salto in ogni singolo parametro è enorme. Non solo in termini di velocità massima, ma anche di velocità in curva, autonomia. È un cambiamento così grande da permetterci di essere flessibili, versatili nel pensare quale sarà il format sportivo ideale per la prossima generazione”.
Opel Formula E
Foto di: Opel
“Ve lo dico perché stiamo già pensando a cambiamenti su come mostrare questa tecnologia ai nostri tifosi. Non solo a quelli presenti in circuito, ma anche a chi guarda da casa. Potete aspettarti grandi novità l’anno prossimo nel format sportivo che metteremo in campo. Dobbiamo mostrare le prestazione di questa vettura. Ma dobbiamo anche mostrare ciò che siamo, il nostro DNA, che è fondamentalmente la gestione dell’energia. Credo che dobbiamo trovare un modo per valorizzare entrambe le cose all’interno di un weekend”.
“Abbiamo già diverse idee, ma ovviamente dobbiamo passare attraverso FIA e World Motor Sport Council. C’è ancora un po’ di tempo. Vi sto dicendo tutto questo per farvi capire quanto grande sia il salto tecnologico di quella vettura. Ci permette di pensare in modo diverso. Finora tutte le auto che abbiamo avuto avevano molte restrizioni. Non fraintendetemi, le adoro tutte, ma per via della tecnologia e del fatto che siamo stati probabilmente early buyers, c’erano dei limiti. La Gen4 ha restrizioni molto limitate, quasi nessuna".
Pensi che la Gen4 possa rappresentare una sorta di nuova età dell’oro per la Formula E?
"Sì, decisamente sarà un cambiamento. E tra trent’anni la gente ricorderà che la Gen4 è stata in qualche modo l’inizio di un nuovo tipo di e‑mobility".
La vettura laboratorio di Porsche durante i test per lo sviluppo della propria Gen4
La Gen4 sarà un enorme passo avanti rispetto alla Gen3. Come pensate di valorizzarne i punti di forza e far capire al pubblico quanto saranno veloci queste nuove vetture?
"Abbiamo un piano di marketing pensato proprio in funzione di tutto questo, e infatti stiamo preparando un grande lancio. Ma non solo: il marketing di un’auto lo fa l’auto stessa. Quello che voglio dire è che quando la mettiamo in pista e si vede che siamo letteralmente 3 secondi più lenti della Formula 1 a Monaco, la reazione è: “wow”, ed è successo in soli 8 o 9 anni. La crescita è impressionante. A volte ci dimentichiamo che in appena otto anni, dall’ultimo anno della Gen1 a oggi, abbiamo guadagnato 32-33 secondi a Monaco”.
“Vogliamo raccontarlo, ma vogliamo farlo a modo nostro. Quindi saremo pienamente rispettosi del tipo di gare che produciamo. Le vetture avranno prestazioni fantastiche, ma soprattutto noi siamo energia e gestione dell’energia, perché è ciò che interessa all’industria oggi. E credo che dobbiamo giocare su entrambi i fronti”.
“Se inizi a parlare della tecnologia che sta arrivando sulle batterie, come le batterie allo stato solido, potresti avere una batteria da 70 kWh che pesa meno di 100 kg. Oggi una batteria da 70 kWh pesa circa 400 kg. Significa che con un piccolo salto tecnologico risparmi 300 kg su una vettura. Immaginate cosa significherebbe per i tempi sul giro a Monaco, o su altri tracciati: probabilmente 8-10 secondi in meno. Prima della Gen5, fidatevi, avremo una vettura capace di battere record in tutto il mondo, su ogni singola pista in cui andremo".
Formula E Gen 4
Foto di: FIA Formula E
Come si espanderà il calendario del campionato? Considerando che la Gen4 attirerà ancora più circuiti e città, quali sono i vostri piani per il futuro? Come state cercando di rimodellare il calendario?
"La roadmap è molto chiara: entro il 2030 faremo 22 gare in calendario. E siamo già su quella traiettoria, il che significa che probabilmente ogni anno aggiungeremo almeno una gara in più. Oggi ne facciamo 17, includendo i double‑header: quindi 11 località e 6 double‑header. L’anno prossimo puntiamo ad aggiungere almeno 2 o 3 città a quel calendario".
L’idea è di ridurre progressivamente i double‑header in futuro o pensate di mantenerli?
"L’obiettivo è continuare ad aumentare il numero di città che visitiamo. E per quanto riguarda i double‑header, ci piacciono, ma forse questo è collegato alla domanda che mi hai fatto prima sul format sportivo. C’è un modo in cui possiamo cambiare il format e usare i double‑header, o le due giornate. Ci stiamo davvero pensando".
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