FE | I piloti alzano la voce e scrivono alla FIA: vogliono rivedere le linee guida sui duelli
Prima dell'ePrix di Madrid, i piloti di Formula E hanno inviato una lettera comune alla FIA chiedendo linee guida più specifiche per i duelli, ritenendo le regole attuali troppo generiche per una serie basata su gestione energetica e gare di gruppo. L’obiettivo è migliorare coerenza, sicurezza e prepararsi all’arrivo della Gen4 che sarà più veloce.
Nel paddock di Jarama si sono delineate due correnti di pensiero attorno alla lettera inviata dai piloti alla FIA prima dell’appuntamento di Madrid. Pur essendo sostanzialmente allineati sui contenuti, ritenuto più un invito al cambiamento che una critica in termini assoluti, i piloti hanno adottato atteggiamenti diversi nel modo di affrontare l’argomento.
C’è chi ha preferito mantenere un profilo più diplomatico, scegliendo il riserbo e lasciando un certo alone di mistero sulla questione, e chi invece si è mostrato più aperto, arrivando a suggerire che sarebbe andato anche oltre rispetto ai contenuti della lettera. Il punto centrale, però, resta condiviso: i piloti concordano sul fatto che la Formula E non possa essere trattata come le altre categorie e che servano regole più specifiche.
Una lettera firmata da tutti i venti piloti della serie, ma nata soprattutto dalla spinta dei veterani della categoria, a partire da Lucas di Grassi. Un’iniziativa che richiama, almeno in parte, la mossa compiuta dai piloti di Formula 1 nel 2024, quando scrissero al Presidente della Federazione per contestare alcune misure, come quelle sul linguaggio. Questa volta, però, il tono è meno polemico e più costruttivo.
Azione in pista
Foto di: Oscar Lumley / LAT Images via Getty Images
Ci sono infatti due modi di leggere questa lettera: come una critica, interpretazione che però non rispecchia del tutto l’intento dei piloti, oppure come una raccomandazione, un suggerimento costruttivo. In fondo, sono loro i protagonisti del mondiale, e l’obiettivo comune è lavorare insieme per far funzionare il campionato al meglio, affinando sia le linee guida sia la costanza decisionale da parte della FIA.
Non è un mistero che la Formula E sia, a tratti, una competizione piuttosto "fisica", con molti duelli e contatti, complice un gruppo spesso ravvicinato e circuiti generalmente stretti. Una dinamica ulteriormente accentuata dalla Gen3, che per sua natura spinge verso gare di gruppo: si risparmia energia nella prima parte per poi attaccare nel finale, favorendo ancora di più situazioni dense e combattute.
Ci sono gare in cui questo aspetto emerge meno e, non a caso, i contatti sono ridotti. Allo stesso tempo, però, ci sono appuntamenti in cui le gare di gruppo finiscono per generare confusione e, sebbene sul piano televisivo possano risultare avvincenti, per i piloti richiede uno sforzo mentale non indifferente con il rischio di generare diversi incidenti.
La partenza della gara
Foto di: Malcolm Griffiths / LAT Images via Getty Images
Temi che i piloti hanno più volte cercato di portare all’attenzione della Federazione negli ultimi anni, senza però riuscire a ottenere modifiche concrete al regolamento. Se sul fronte della sicurezza esiste un consenso positivo riguardo al lavoro svolto dall’organo di governo, il nodo principale resta legato alla direzione gara e a determinate linee guida che, secondo i piloti, andrebbero riviste e rese più coerenti.
Come avviene anche in Formula 1, alcuni aspetti vengono gestiti sulla base delle linee guida sviluppate dalla FIA, in parte con il contributo degli stessi piloti. Queste direttive, però, vengono poi estese in modo quasi uniforme a tutti i campionati sotto la supervisione dell’organo di governo. È evidente, tuttavia, che esistono categorie in cui certi criteri non possono funzionare allo stesso modo.
Lo sta vivendo anche la Formula 1, dove le Power Unit di quest’anno stanno spingendo i piloti a modificare il proprio stile di guida, con più lift and coast e l’uso del boost per attaccare sfruttando differenze di velocità anche significative quando si arriva a fine energia. Un fenomeno che in Formula E è ancora più marcato, essendo una categoria che fa della gestione energetica il proprio fulcro tecnico e strategico.
Con batterie identiche, uno dei modi per i costruttori di fare la differenza è dimostrare una migliore efficienza energetica, sviluppando Powertrain capaci di consumare meno e di rigenerare di più. È però inevitabile che, con tutte queste tattiche di risparmio, il rischio in gare particolarmente caotiche sia quello di innescare episodi controversi e contatti.
Sebastien Buemi, Envision Racing
Foto di: Malcolm Griffiths / LAT Images via Getty Images
In passato non sono mancati episodi giudicati in maniera troppo leggera ed episodi valutati invece con eccessiva severità, anche perché alcune regole restano generiche e non tengono conto delle peculiarità di una serie che vive di lift and coast e in cui il contatto è spesso parte del gioco.
Un esempio recente è l’ultima gara, in cui Nyck de Vries ha ricevuto solo dieci secondi di penalità per un tamponamento: una decisione che ha generato malcontento tra i piloti in conferenza stampa, convinti che la sanzione fosse troppo indulgente per un pilota tra l'altro rimasto coinvolto in diversi contatti da quanto è tornato in Formula E.
L’obiettivo dei piloti non è tanto criticare la Federazione, quanto offrire una raccomandazione per migliorare il regolamento, introducendo linee guida specifiche che tengano conto delle peculiarità di questo campionato rispetto ad altre categorie, soprattutto per quanto riguarda i duelli.
Una lettera che guarda anche al futuro, perché dal prossimo anno arriverà la Gen4, con velocità di percorrenza sensibilmente più alte e performance nettamente superiori, elementi che faranno inevitabilmente salire il livello di rischio. Proprio per questo l’obiettivo è chiaro: intervenire il più rapidamente possibile per migliorare il campionato e prepararlo a una fase tecnica ancora più impegnativa.
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