Vettel: "Non possiamo continuare a parlare di gare sfortunate..."

Sebastian Vettel sarà tra i protagonisti del quinto appuntamento del Mondiale 2016 di F.1, che in questo fine settimana farà tappa al Montmelo. "Il cambio in Red Bull? Per Max sarà una grande occasione", ha dichiarato Seb.

L’argomento del giorno nel paddock di Barcellona è senza alcun dubbio la vicenda legata allo scambio di volanti tra Daniil Kvyat e Max Verstappen. Anche il tradizionale incontro del giovedì con Sebastian Vettel, le domande iniziali sono state proprio su questa vicenda, considerando soprattutto che l’attuale ferrarista ha respirato l’aria Red Bull per un decennio.

Seb conosce l’argomento, anche se lui è riuscito a cogliere ciò che di buono offre il sistema impostato da Helmut Marko. E sempre Vettel è stato chiamato in causa nella scorsa gara (l’ultima per ora da pilota Red Bull di Kvyat) dopo che Daniil lo ha tamponato per due volte in cinquecento metri al via del Gran Premio.

“Ma non credo che la decisione presa in Red Bull abbia niente a che fare con quello che è successo a Sochi – ha commentato Vettel - visto che a quanto pare la decisione è stata presa prima della corsa. È una buona notizia per Verstappen, e meno buona per Kvyat. La Red Bull è più forte rispetto alla Toro Rosso, avendo più personale e maggiori risorse tecniche e finanziarie. Ma se guardiamo le performance, non c’è poi un margine così grande tra i due team. Alla fine credo che sia una grande occasione per Max, e una notizia meno buona per Daniil, ma per capire le motivazioni di questa scelta si può solo chiedere ai diretti interessati coinvolti nella vicenda”.

Hai trascorso più di un anno in Toro Rosso. Non ti sembra che il modo di gestire i giovani piloti Red Bull sia diventato un po’ troppo spietato in questi ultimi anni? 
“Non conosco i motivi che hanno determinato questa decisione. Ma non credo che ci siano collegamenti con quanto accaduto in Russia o in Cina. Anche perché a ben vedere a Shanghai non è successo niente a Daniil. Ma per giudicare l'approccio Red Bull, prima di tutto dobbiamo considerare tutti gli aspetti positivi del loro programma".

"Credo sia molto bello dare a dei giovani piloti la possibilità di correre, ed io stesso ho avuto una grande chance grazie a loro. Certo, mi hanno messo pressione, e se non avessi raggiunto i risultati attesi credo che oggi non sarei qui. Ma questa è la natura di questo sport, si possono cercare aspetti negativi ma ce ne sono anche altri molto positivi".

"Oggi possiamo discutere su quanto certe decisioni siano giuste o meno, ma resta un dato di fatto: Red Bull è disposta a spendere un sacco di soldi per supportare dei giovani piloti, dando loro la possibilità di correre. E nel mio caso è avvenuto sin dal karting. Quindi riassumendo penso che gli aspetti positivi superino quelli negativi”.

Hai simpatia per Kvyat? E ritieni che quella che attende Verstappen sia una sfida molto più dure della precedente? 
“L'ultima gara non è stata quella migliore per Daniil. Ma a differenza di altri colleghi ha avuto le palle per telefonarmi nel pomeriggio e spiegarmi cosa era accaduto. Si è reso conto di aver fatto un errore e per me la storia è finita li".

"Naturalmente subito dopo l’incidente ero molto turbato e deluso perché di fatto ha rovinato la mia gara. Ma queste sono cose che accadono. Siamo qui per spingere al limite, sempre. In generale penso molto bene di Daniil. Ha una notevole velocità naturale, molto molto elevata. Forse la formula attuale non è in grado di valorizzare molto questa caratteristica, ma in termini di talento e velocità grezza e un ragazzo che merita assolutamente di essere in F.1”.

Nella tua carriera hai approcciato la Formula 1 girando nelle prove del venerdì mattina. Quanto è stato importante per la tua crescita? 
“Non in modo particolare. Ma è importante avere l’opportunità di guidare, ed ogni chance in questa direzione è preziosa. Non vedo come un valore aggiunto guidare nel weekend di gara, quanto la possibilità di stare in macchina, familiarizzare con la squadra. Oggi non è semplice perché vediamo che non c’è tempo tra una gara e l’altra di girare, ed infatti non ci sono praticamente test. Le poche opportunità rimaste per i giovani sono le giornate riservate ai rookie, che rappresentano sempre una grande chance”.

Quanto è cruciale questa gara per la tua stagione?
“La pressione è la stessa in tutte le ventuno gare in calendario, e questa è una delle ventuno. È vero che se guardiamo indietro a quello che è accaduto nelle prime quattro gare della stagione abbiamo perso dei punti per strada, che potremmo essere in un’altra posizione nella classifica di campionato. Sulla carta è una valutazione che ci sta, ma corriamo in pista, non sulla carta”.

Il Presidente Marchionne ha dichiarato che avreste potuto vincere tre delle quattro gare finora disputate. Senti una certa pressione legata alle parole del Presidente?
“Non so se è il caso di dare un’opinione onesta su dichiarazioni che a volte non sono del tutto vere. Con questo non voglio dire che mi stiate dicendo una bugia, o forse si… Ma non voglio commentare frasi che non ho detto io stesso".

"Magari l’intervista era in Italiano ed è stata tradotta male. A parte questo penso che sia bello vedere che il nostro Presidente è molto vicino alla squadra, e prova ad aiutarci dove è possibile. Ovviamente è contrariato come lo siamo tutti noi quando le cosa non vanno come dovrebbero, che vuol non terminare le corse o non concluderle nella posizione che avremmo voluto. Vedo molti aspetti positivi, non solo quella che voi indicate come pressione".

"Penso sia importante avere alle spalle un Presidente che spinge, parla con me molto più di quello che la stampa possa immaginare, e non solo con me, ovviamente. Tutto questo mi dà fiducia, e penso che le cose stiano andando a posto a poco a poco, nella giusta direzione. Alla vigilia di questa stagione abbiamo fissato degli obiettivi importanti, che non abbiamo ancora raggiunto. E questo ci espone alle critiche, ma ho fiducia nel lavoro che stiamo facendo”.

Cosa ti dice il Presidente? 
“Sono cose private (Vettel ride). Ma no, non è un segreto, vogliamo portare la Ferrari al vertice il più presto possibile. Come ho detto prima, le gare che abbiamo disputato in questa prima parte di stagione avrebbero potuto essere migliori, ma non possiamo continuare a parlare di gare sfortunate. È meglio investire il nostro tempo nelle prossime gare che abbiamo davanti a noi”.

Che cosa hai detto a Christian Horner al muretto-box di Sochi?
“Era chiaro a tutti quello che è accaduto in pista. Ho detto a Christian di parlare con lui. Non è colpa mia se in quel momento c’era una telecamera e la cosa è stata ripresa, ma non potevo parlare con Daniil visto che stava correndo. Credo che dopo aver parlato con Christian, Daniil ha avuto il coraggio di chiamarmi al telefono e scusarsi, spiegando quello che è successo”.

Dopo quattro gare hai 33 punti, esattamente come nel 2014. Ti senti nella stessa situazione di due anni fa?  
“Sono molto fiducioso nella possibilità di conquistare molti più punti di quanto ho ottenuto nel 2014”.

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento GP di Spagna
Sub-evento Giovedì
Circuito Circuit de Barcelona-Catalunya
Piloti Sebastian Vettel
Team Ferrari
Articolo di tipo Intervista