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Report Strategie: una qualifica bagnata ha aperto la porta alla vittoria Mercedes

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Report Strategie: una qualifica bagnata ha aperto la porta alla vittoria Mercedes
Di:
Tradotto da: Matteo Nugnes
1 ago 2018, 08:09

James Allen analizza il GP d'Ungheria, con la pioggia, questa in volta in qualifica, arrivata ancora una volta ad aiutare la Mercedes a soffiare la vittoria alla Ferrari.

Non c'è nulla di meglio di una sessione di qualifica sul bagnato per rendere interessante un Gran Premio d'Ungeria a Budapest.

Questo significa che tutti hanno potuto scegliere le loro gomme al via, aprendo alla possibilità di strategie differenziate fin dall'inizio, quando normalmente sono solo le vetture al di fuori della top 10 che possono scegliere le proprie gomme.

In Ungheria la pioggia ha colpito ancora una volta Sebastian Vettel, come era accaduto anche una settimana prima in Germania, facendo girare le cose a favore del suo rivale Lewis Hamilton. Il pilota della Mercedes è riuscito a conquistare la pole grazie al bagnato, mentre Vettel ha chiuso quarto.

Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1 W09

E quello che abbiamo visto domenica, con un caldo davvero torrido, è stata una gara dettata dalle strategie volte ad avere pista libera: l'imperativo era correre con aria fresca e non nel traffico.

Questo è sempre un fattore dominante a Budapest ed è per quello che Hamilton, Pierre Gasly e Kevin Magnussen hanno fatto delle grandi gare, mentre Carlos Sainz ha perso delle posizioni con l'overcut delle McLaren.

E' anche il motivo per cui Vettel non è riuscito a fare meglio del secondo posto. Proprio perché praticamente non è quasi mai riuscito ad avere pista libera davanti a sé.

In realtà c'era quasi riuscito, ma un primo stint allungato un pochino troppo ed un pit stop lento lo hanno fatto tornare in pista alle spalle di Valtteri Bottas.

Se gli fosse uscito davanti, sarebbe stato in grado di sfruttare la pista libera per andare a caccia di Hamilton nel secondo stint. Non è detto che sarebbe stato in grado di superarlo, viste le difficoltà che ha avuto con Bottas, che aveva pneumatici con più giri sulle spalle. Ma certamente avremmo assistito ad un duello emozionante

Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H pit stop
Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H pit stop

Photo by: Mark Sutton / Sutton Images

Che effetto ha avuto la strategia diversificata Ferrari?

Come accennato in precedenza, la partenza della gara è stata affascinante, perché Vettel e Sainz hanno scelto di iniziare con le gomme soft, sulla carta più durature rispetto alla ultrasoft che hanno montato la maggior parte degli altri.

Per Vettel era una decisione ragionevole: la Ferrari aveva deciso di provare a mandare Raikkonen all'attacco delle due Mercedes che occupavano la prima fila. Con Sainz e Gasly ad occupare la terza fila dietro di lui, Vettel poteva permettersi il rischio di avere un pochino meno grip al via, con la speranza che invece Raikkonen potesse andare a spezzare l'1-2 Mercedes.

Se le cose non fossero andate come sperato e si fosse trovato terzo, allora sarebbe stato in grado allungare il primo stint e provare a sfruttare la pista libera per poi attaccare Hamilton nel finale. Con la speranza che magari potesse arrivare un aiuto da una Safety Car.

Il rischio principale di questa strategia era il tempo perso nel traffico dei doppiati, soprattutto se questi non osservano le bandiere blu. Questo certamente è costato molto a Vettel, ma probabilmente la Ferrari ha anche allungato di un paio di giri di troppo il suo stint.

Sebastian Vettel, Ferrari SF71H pit stop
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H pit stop

Photo by: Mark Sutton / Sutton Images

Tutto ciò ha aumentato la pressione sulla squadra al momento del pit stop. Doveva essere perfetto, molto vicino ai due secondi, per permettere a Vettel di tornare in pista davanti a Bottas, che era stato costretto ad una sosta anticipata per coprire il tentativo di undercut di Raikkonen. E' interessante notare qui che la Ferrari già da un paio di gare prova a fare questa strategia con Raikkonen su Bottas. Se in Germania la Mercedes non aveva abboccato, in Ungheria invece questa mossa è riuscita ad aprire la strada a Vettel. Non però quando poi ci hanno riprovato con la seconda sosta di Kimi.

Tuttavia, un errore al pit stop, costato circa 2"5, ha vanificato tutto, facendolo tornare in pista alla spalle di Bottas. Tra le altre cose, anche il primo pit stop della Ferrari con Raikkonen era stato lento, ed era costato a Kimi circa tre secondi e la posizione su Magnussen.

Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09, leads Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09, precede Sebastian Vettel, Ferrari SF71H

Photo by: Steve Etherington / LAT Images

Bottas ha fatto un ottimo lavoro poi per bloccare Vettel quasi fino alla fine, qualcosa che ha portato Toto Wolff ha descriverlo con una perfetta "spalla" per il leader Hamilton. Questa descrizione potrebbe essere certamente applicata a Raikkonen, che lo ha fatto sia con Vettel che con Alonso prima di lui. Anche se forse non lo ha mai fatto bene come Bottas.

La gara di Bottas è stata quasi perfetta, a parte una difesa eccessivamente ostinata quando la battaglia ormai era persa, che lo ha portato a colpire la ruota posteriore di Vettel, ma senza forarla, fortunatamente per il tedesco. Ad avere la peggio è stato il finlandese, che ha danneggiato l'ala anteriore, e questo lo ha portato ad un secondo contatto con Ricciardo, pagato poi anche con una penalità.

Raikkonen alla fine ha quindi ottenuto il suo quinto podio consecutivo, nonostante una strategia compromessa, segno di quanto sia veloce la Ferrari. Quando aveva pista libera con le gomme soft e Vettel con le ultrasoft era bloccato dietro a Bottas, il ritmo di Raikkonen ha dimostrato che la Ferrari aveva le carte in regola per vincere questa gara.

Ma la posizione in pista, oltre alla strategia della Mercedes, ha fatto la differenza in questa gara.

Pierre Gasly, Toro Rosso STR13
Pierre Gasly, Toro Rosso STR13

Photo by: Zak Mauger / LAT Images

Scelte diverse a centro gruppo

Nel caso di Sainz, partire con le gomme soft dal quinto posto in griglia è stato un errore, perché ha perso due posizioni nel primo giro ed ha effettivamente annullato il buon risultato ottenuto nelle qualifiche sul bagnato.

A differenza di Gasly, che è partito sesto con le ultrasoft ed ha sfruttato la pista libera quando le vetture dei top team si sono allontanate, potendo fare il suo ritmo, Sainz nel traffico ha perso un secondo o oltre al giro.

L'abilità di questi due sul bagnato gli aveva permesso di andare a prendere una terza fila insperata in qualifica, davanti alla Red Bull di Max Verstappen.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB14, leads Pierre Gasly, Toro Rosso STR13, Carlos Sainz Jr., Renault Sport F1 Team R.S. 18, Kevin Magnussen, Haas F1 Team VF-18, Brendon Hartley, Toro Rosso STR13, Nico Hulkenberg, Renault Sport F1 Team R.S. 18, and the remainder of the field at the start
Max Verstappen, Red Bull Racing RB14, precede Pierre Gasly, Toro Rosso STR13 & Carlos Sainz Jr., Renault Sport F1 Team

Photo by: Steven Tee / LAT Images

L'olandese era riuscito a superare entrambi alla partenza, ma è stato costretto al ritiro dopo pochi giri con un problema al motore. A quel punto però Gasly non ha avuto modo di fare il suo ritmo, mentre Sainz è rimasto bloccato dietro a Magnussen.

Lo spagnolo è quindi rientrato al 25esimo giro, ma è stato superato dalle due McLaren di Alonso e Vandoorne, che hanno fatto circa 15 giri in più di lui nel primo stint di gara con le gomme soft. Alla fine quindi Sainz ha chiuso solo nono dopo aver preso il via dal quinto posto.

Il report strategie UBS è scritto da James Allen con input e dati di diversi strateghi di Formula 1 e della Pirelli.

Fernando Alonso, McLaren MCL33
Fernando Alonso, McLaren MCL33

Photo by: Manuel Goria / Sutton Images

Il grafico della storia della gara

Race history

Gentilmento fornito da Williams Martini Racing, clicca per ingrandire.

Il numero di giri è sull'asse orizzontale, il distacco dal leader è su quello verticale.

Una curva verso l'alto quando cala il carburante è un segno positivo. Una curva in declino quando subentra il degrado delle gomme invece è un segno negativo.

E' interessante osservare la differenza di passo tra i piloti che avevano pista libera e quelli che invece erano nel traffico. Hamilton, Gasly e Magnussen, per esempio, erano tra quelli con pista libera.

Grafico dell'utilizzo delle gomme

Tyre history
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