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Montoya: "Lewis prenderà dei rischi per vincere il titolo"

L'ex pilota di Formula 1, intervenuto su Motorsport.tv, ha parlato dell'incidente di Silverstone tra Verstappen e Hamilton ed ha sottolineato come l'inglese abbia adesso la consapevolezza di dover sempre andare all'attacco per puntare all'ottavo titolo.

Lewis Hamilton, Mercedes W12

Il contatto al via avvenuto al GP di Silverstone, che ha messo fuori dai giochi Max Verstappen e consentito a Lewis Hamilton di ridurre notevolmente il divario in classifica dall’olandese, continua a far discutere.

Ad esprimere una opinione in merito è stato un personaggio di spicco del mondo dei motori: Juan Pablo Montoya.

Il colombiano, pilota in Formula 1 negli anni 2000 con Williams e McLaren, ha offerto il proprio contributo nel programma ‘This Week with Will Buxton’, in onda su Motorsport.tv, ed ha spiegato perché Max Verstappen abbia sbagliato nel non ragionare in ottica mondiale.

“Ad essere onesti penso che sia stato più un incidente di gara che altro. Lewis ha mancato un po' il punto di corda. Anzi, più che mancare il punto di corda, quando ha affrontato la curva la macchina ha sottosterzato ed è andata larga, e non credo che Max gli abbia dato abbastanza spazio”.

“Max ha girato piuttosto bruscamente, ma è un ragazzo aggressivo. Quello che si vede solitamente è Max all’attacco della Mercedes, e la Mercedes è sempre stata la macchina più veloce. Questa volta penso che tutto sia andato nella direzione opposta. Max ha l'auto più veloce”.

Montoya non ha poi sollevato completamente Hamilton dalle responsabilità dello scontro. Secondo l’ex F1 il sette volte campione del mondo si è preso un rischio nell’affiancare Verstappen alla Copse ed ha studiato questa mossa dopo aver visto il comportamento dell’olandese in occasione della Sprint Qualifying del sabato.

“Lewis? È stato bello vederlo tornare ad essere aggressivo e correre dei rischi. Ci ha provato? Si'. Era lì? Assolutamente sì. Era al 100% accanto a lui e penso che se Max gli avesse dato un po' più di spazio sarebbe stato ancora in vantaggio”.

“In occasione della Sprint Qualifying Lewis ci ha provato, ma ha notato che all'esterno non ce l'avrebbe fatta a superarlo, che doveva essere all'interno ed accanto a lui. La questione era chi avrebbe sollevato per primo il piede. Chiunque fosse uscito per primo da Copse avrebbe vinto la gara”.

Lo scontro di domenica ha fatto esplodere le polemiche tra Toto Wolff e Lewis Hamilton. Montoya ha apprezzato l’acceso scambio verbale tra i due team principal.

“Beh, è comprensibile. Bisogna ricordare che la Red Bull non vince un campionato da molto tempo, mentre adesso hanno l'opportunità di farlo e lotteranno per questo. I media prestano molta attenzione a questa lotta. Loro sanno che la gente li ascolta, si eccitano e vogliono tutti dire quello che pensano e sostenere il loro punto di vista”.

L’incidente di Silverstone segnerà in qualche modo l’approccio di Verstappen alle prossime gare? Secondo Montoya dovrà essere la Red Bull ad indirizzare il suo talento cercando di fargli capire come adesso l’obiettivo non siano più le vittorie di tappa ma il titolo iridato.

“Penso che Lewis sarà più forte dopo questo episodio. Lui è ancora dietro in classifica e la Red Bull è ancora la macchina più forte, mentre Max non si è mai trovato in una posizione in cui ha avuto bisogno di pensare ai punti. Ora deve essere abbastanza intelligente da portare a casa ogni settimana il massimo risultato possibile”.

“Max avrebbe potuto alzare il piede e finire secondo, oppure avrebbe potuto beffare Lewis  con la strategia, ed invece ha pensato solo alla vittoria. Pensate a quanti punti ha perso. Sarà interessante vedere come l'intera squadra, come Helmut Marko e Horner affronteranno questa situazione”.

“Inizieranno a chiedersi se dovranno cambiare strategia con Max e pensare non solo alla vittoria, mentre Lewis ha dimostrato che prenderà qualsiasi rischio per cercare di vincere il campionato. Ha fatto un errore e ha mancato il punto di corda? Sì, e ha causato una collisione. Max ha cercato di evitarla? No!”.

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