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F1 | Montoya sulla licenza a punti: "Io sarei stato sospeso ogni 5 GP"

L'ex pilota colombiano era considerato uno dei più aggressivi in F1 ai suoi tempi e, pur condividendo il sistema della Superlicenza a punti, ritiene che la minaccia di un Gran Premio di sospensione probabilmente non sia l'approccio giusto e che bisognerebbe valutare altri tipi di sanzione.

Juan Pable Montoya

Juan Pablo Montoya non è mai banale quando parla. E sicuramente ha anche dei trascorsi che lo rendono uno dei personaggi ideali per commentare uno degli argomenti più dibattuti delle ultime settimane: le penalità ed il sistema a punti della Superlicenza.

Soprattutto dopo la quantità di penalità accumulate da Kevin Magnussen a Miami, quando ha forzato la sua difesa ai danni di Lewis Hamilton per permettere all'altra Haas di Nico Hulkenberg di prendere il largo e conquistare qualche punticino nella Sprint.

Sanzioni che lo hanno portato a solamente 2 punti di penalità di distanza da quella quota 12 che vorrebbe dire squalifica per un GP. Uno scenario che è diventato piuttosto probabile, visto che questi punti restano per 12 mesi e il danese quindi non ne "scaricherà" fino alla prossima stagione.

Montoya, che è sempre stato noto per la grinta con cui si è approcciato ai duelli con gli avversari, andando anche spesso sopra alle righe, non crede che sia questo il modo giusto per intervenire. O meglio, appoggia il sistema a punti, ma non ciò in cui sfocia.

"Penso che il sistema dei punti sia buono, ma che la penalità sia troppo severa. Capisco l'idea alla base, ma alla fine è difficile vietare ad un pilota di correre quando i suoi sponsor contano su di lui e tutto il resto. È diverso se un pilota si infortuna e salta una gara, ma mettere un pilota in una posizione del genere è difficile", ha detto Montoya a Motorsport.com.

Kevin Magnussen, Haas VF-24, Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Kevin Magnussen, Haas VF-24, Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

"Insomma, capisco che i commissari sportivi e la FIA stiano cercando di rendere le gare più 'pulite' e hanno fatto un buon lavoro, ma personalmente credo che ci siano altri modi per penalizzare i piloti".

"Penso che tutti parlino di Kevin (Magnussen), di quello che ha fatto e di tutto il resto, ma in un certo senso ha reso le gare interessanti. Se è stato un po' esagerato e merita una punizione, allora sì, fatelo partire per ultimo in un paio di gare o qualcosa del genere".

"È sempre una zona grigia ma, come ogni cosa, credo che la F1 e la FIA stiano facendo un buon lavoro per cercare di capire e gestire meglio le cose. Non credo che abbiano mai pensato che qualcuno sarebbe stato vicino alla sospensione per il sistema dei punti, ma vedremo come verrà gestita la situazione".

La risposta più bella, però, l'ha data quando gli è stato chiesto come avrebbe gestito la cosa se ci fosse stato il sistema di punti sulla Superlicenza anche ai suoi tempi: "Probabilmente sarei stato sospeso ogni cinque gare", ha detto con una bella risata.

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