Ferrari - Haas, una collaborazione che funziona bene

Il raffreddamento della "Ferrarina" sarebbe più efficiente di quello della Rossa e si sta scoprendo perché...

Ferrari - Haas, una collaborazione che funziona bene
Sebastian Vettel, Scuderia Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari
(Da sinistra a destra): Stoffel Vandoorne, collaudatore McLaren con Pierre Gasly, collaudatore Red B
Esteban Gutierrez, collaudatore e terzo piolta Ferrari
Da sinistra a destra: Kimi Raikkonen, Sebastian Vettel, Esteban Gutierrez e Maurizio Arrivabene, Team Principal Scuderia Ferrari
Esteban Gutiérrez e Gene Haas
Esteban Gutiérrez e Gene Haas
Carlos Slim, Presidente di América Móvil, Esteban Gutiérrez Haas F1 Team, Gene Haas e Guenther Stein
Romain Grosjean, Lotus F1 Team on the drivers parade
Carlos Slim, Presidente dell'América Móvil, Esteban Gutiérrez Haas F1 Team, Gene Haas
Sebastian Vettel, Ferrari SF15-T
Jenson Button, McLaren and Romain Grosjean, Lotus F1 Team on the drivers parade
Romain Grosjean, Haas F1 Team
Guenther Steiner, Haas F1 Team Principal al Fans' Forum

La collaborazione fra la Haas F1 e la Ferrari funziona. Eccome. La squadra del Cavallino dopo aver potuto beneficiare nel 2015 di un modellino di galleria del vento praticamente identico, per sviluppare la monoposto nuova, ora può confrontare i dati fra i due gruppi di lavoro che sono separati: le indicazioni che sarebbero emerse, analizzando i dati di simulazione, è che le scelte di raffreddamento della power unit 059/5 fatte degli “americani” sarebbero più coerenti con le esigenze del motore rivisto e corretto da Lorenzo Sassi, sotto la direzione tecnica di Mattia Binotto.

Migliore in simulazione il raffreddamento HAAS?

I tecnici Haas che stanno lavorando a Varano de Melegari, nella sede della Dallara Automobili, avrebbero sviluppato un sistema più efficiente e più utile a far raggiungere al propulsore una vita di oltre cinque Gp (nella stagione 2016 saranno disponibili quattro power unit per 21 Gran Premi in calendario). Questo non vuole dire che le pance della 667 saranno scopiazzate dalla “Ferrarina” che ieri ha superato tutti i crash test, ma che alcuni concetti studiati dal chief designer, Rob Taylor, potrebbero essere “tradotti” sulla Rossa, in modo da sfruttare tutto il potenziale che la power unit sarà in grado di esprimere. Ogni grado di temperatura che si riuscirà ad abbassare nel raffreddamento del propulsore sarà prezioso alla ricerca di prestazioni e durata del nuovo motore. A Maranello sono consapevoli che non si può concedere niente alla Mercedes, che resterà la grande favorita, per cui va sfruttato ogni margine di sviluppo su ogni tema di ricerca.

Non c’e’ stato solo lo sviluppo aerodinamico parallelo

La sinergia Ferrari – Haas, quindi, non può che produrre effetti positivi per entrambe le realtà, facilitando la crescita e, soprattutto, la soluzione dei problemi in tempi molto più ristretti. Dopo la fase in cui il lavoro aerodinamico della Haas, portato avanti nella galleria del vento di Maranello, era finalizzato a definire e scandagliare le linee della macchina 2016 per entrambi i team, si è arrivati a una divaricazione della ricerca con due gruppi separati che hanno portato avanti idee diverse e che ora portano ad una sintesi che frutterà un benefico scambio di informazioni.

Wolff vorrebbe riprodurre l’idea con la manor

La squadra del Cavallino ha instaurato un rapporto inedito con quella diretta da Gunther Steiner, che non si è instaurato nemmeno fra Red Bull Racing e Scuderia Toro Rosso che hanno lo stesso padrone. Un concetto che piace molto a Toto Wolff, che avrebbe l’ambizione di replicarlo con la Manor, nonostante le resistenze di Niki Lauda, ma il responsabile Mercedes è partito in ritardo rispetto all’accoppiata Ferrari-Haas che può già trarre utili risultati dalla stretta collaborazione.

La 667 con muso corto e sospensioni anteriore push rod

Riguardo alla nuova Ferrari, si può dire che non avrà più niente in comune con la SF15-T che ha conquistato il secondo posto nel mondiale Costruttori nel 2015 e il terzo e il quarto in quello piloti con Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen: il chief designer Simone Resta è partito da un foglio bianco per definire la monoposto che farà il suo debutto in pista a Barcellona il 22 gennaio. Muso corto in stile Mercedes, sospensione anteriore push rod, in luogo di quella pull che non ha mai convinto, saranno gli aspetti visibili, ma ci saranno tantissime novità importanti anche nascoste.

Lo scambiatore di calore del turbo nella scocca

Lo scambiatore di calore aria/acqua non sarà più collocato all’interno della V del 6 cilindri Turbo, ma troverà una collocazione dentro alla scocca nella zona del serbatoio di carburante, proprio come decise di fare la Mercedes già un paio di anni fa. Il telaio, quindi, risulterà leggermente più lungo di quello della SF15-T e, per avvicinare il cambio al motore, è stato deciso di spostare la MGU-K che aveva trovato posto dentro allo spacer in carbonio della trasmissione nella bancata di sinistra del motore, soluzione condivisa da tutti gli altri Costruttori.

La nuova power unit non ha ancora la durata di 5 GP

Qualcuno ha parlato di power unit che ha problemi di durata ai banchi dinamici che ora sono perfettamente funzionanti nella nuova factory della Gestione Sportiva: in realtà la power unit non ha ancora raggiunto la vita dei cinque Gran Premi, ma al debutto in Australia mancano due mesi e mezzo e sarà questo il lavoro che i motoristi porteranno avanti in questo lasso di tempo, rispettando le tabelle che erano state preparate in autunno, con un ritardo su questo aspetto di un paio di settimane.

Marchionne mette pressione: vuole vincere subito

Nel Reparto Corse non c’è alcun allarme, sebbene le parole di Sergio Marchionne abbiano messo molta pressione a Maurizio Arrivabene, team principal, e a tutta la struttura tecnica di Maranello. Il presidente, infatti, senza troppi giri di parole ha chiesto di vedere una Ferrari competitiva già nel Gp d’Australia che aprirà la stagione 2016. Perché il numero uno del Cavallino vuole sfidare la Mercedes da subito…

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