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F1 | Alonso: tornare sul podio dopo un'attesa di 109 GP!

Fernando ha dato un senso al suo rientro in F1 con un terzo posto che non è stato festeggiato solo dall'Alpine, ma dall'intero paddock che ha tributato allo spagnolo l'onore che merita un campione capace di tornare sul podio a distanza di sette anni.

Fernando Alonso, Alpine F1, terzo classificato, spruzza champagne sul podio

I primi ad abbracciarlo sono stati ovviamente i ‘ragazzi’ dell’Alpine, ma non solo loro. Terminato il Gran Premio del Qatar Fernando Alonso si è visto circondare da una folla superiore a quella che ha seguito lo stesso vincitore Lewis Hamilton.

Sorrisi, pacche sulle spalle, strette di mano, anche da parte di personale di altre squadre. Non succede spesso, anzi, accade raramente, e quando accade vuol dire che è successo qualcosa di speciale, che scioglie i rigidi protocolli che (soprattutto in alcuni team) possono creare complicazioni a chi si lascia andare a manifestazioni di stima con membri di altre squadre.

Nessuno più degli addetti ai lavori sa cogliere la portata dell’impresa messa a segno oggi da Alonso. Tornare sul podio dopo 2.674 giorni e 109 Gran Premi non è solo un record aritmetico, ma la portata di un percorso lungo e tortuoso che ‘Nando’ ha dovuto affrontare a partire dal Gran Premio di Ungheria 2014, gara che Alonso (in tuta rossa) concluse in seconda posizione dietro la Red Bull di Daniel Ricciardo.

Sono arrivati anni tremendamente difficili al volante della peggior McLaren della storia e di un motore Honda imbarazzante, un periodo così buio da convincere Alonso a farsi da parte, a lasciare la Formula 1 al termine della stagione 2018.

Max Verstappen, Red Bull Racing, secondo classificato, e Fernando Alonso, Alpine F1, terzo classificato, festeggiano sul podio con lo champagne

Max Verstappen, Red Bull Racing, secondo classificato, e Fernando Alonso, Alpine F1, terzo classificato, festeggiano sul podio con lo champagne

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

Deluso dall’impossibilità a poter disporre di una monoposto alla sua altezza Fernando disse basta, buttando sulla Formula 1 parole dure e provando ad esaltare altri programmi che lo hanno poi portato da Le Mans alla Dakar. Sotto sotto, però, Alonso non ha mai rotto il cordone ombelicale con la categoria più amata, ci ha pensato h24, ha tastato il terreno in silenzio anche quando sembrava molto lontano dal paddock, sondando costantemente l’opportunità di un rientro in grande stile.

Non gli è riuscito il colpaccio che avrebbe voluto, ma ha trovato una porta aperta nella squadra in cui ha vissuto i suoi giorni migliori, ovvero la Renault, diventata poi Alpine.

Una scommessa, per alcuni un azzardo, ma il primo giudice (il più severo) di Fernando Alonso è Alonso stesso. L’orgoglio dell’asturiano non ha unità di misura, e mai avrebbe accettato una sfida senza avere la certezza di essere all’altezza del compito.

Dopo due anni di stop ‘Nando’ è tornato in pista con a disposizione un giorno e mezzo di test (più delle prove fatte nel 2020) prima di essere al via. Ha faticato, ma una cosa è stata subito chiara: la motivazione c’era tutta, e con essa anche la voglia di togliersi qualche sassolino dalle scarpe.

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La scorsa estate in Ungheria ha dovuto assistere al successo del compagno di squadra Esteban Ocon, una vittoria a cui ha garantito un importante contributo, poi oggi è arrivato il suo momento.

È stato bello vedere Alonso con quel sorriso che mancava da anni, sentire i suoi team radio capaci di caricare anche il più demotivato dei meccanici. Ed è stato bello vedere il riconoscimento alla sua impresa, perché di questo si tratta.

A quarant’anni Fernando Alonso è ancora lì, ad incitare la squadra, e caricare Ocon (oggi nel ruolo di guardia spalle) a chiedere al suo ingegnere (“allora, ce la facciamo?”) cercando di capire se Sergio Perez lo avrebbe agganciato nell’ultimo giro.

Alonso in passato ha raccolto applausi e fatto discutere, nella sua lunga carriera ci sono molte luci ed anche delle ombre, ma è acqua passata. Oggi se ‘Nando’ è in pista non è per aggiungere qualche milione di euro al suo contro corrente, ma solo ed esclusivamente per il gusto di guidare le monoposto più gratificanti in assoluto e mostrare di essere ancora lui.

Un grande errore di valutazione Alonso lo ha però commesso. Dopo la conquista del suo secondo mondiale (era il 2006, ed aveva solo 25 anni) gli fu chiesto se vedeva possibile arrivare un giorno ad insidiare il record di sette titoli di Michael Schumacher. “Non credo – rispose Fernando – di certo non sarà ancora qui a 40 anni”. Ti sei sbagliato ‘Nando’, ma è stato uno splendido errore.

Fernando Alonso terzo classificato, festeggia al parco chiuso

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Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images

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