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Morbidelli: "Sono tornato molto presto, ma è la mossa giusta"

Il pilota della Yamaha ha concluso all'ultimo posto la gara di Austin, ma era inevitabile in una gara già molto dura dal punto di vista fisico anche per chi era al 100%. Franco ha bruciato i tempi del recupero dall'operazione al ginocchio, quindi dovrà avere ancora un po' di pazienza, anche se è convinto che la sua curva di rendimento sia in crescita.

Franco Morbidelli, Yamaha Factory Racing

Il Gran Premio delle Americhe è stato un piccolo calvario per Franco Morbidelli. Il circuito di Austin è molto impegnativo dal punto di vista fisico e quest'anno lo è stato maggiormente a causa della presenta di tantissime buche sull'asfalto. Un bel problema per chi come il pilota della Yamaha è reduce da un'operazione al legamento crociato del ginocchio ed ha bruciato le tappe del rientro, essendo tornato in sella alla M1 dopo circa tre mesi.

Il pilota italiano ha concluso la trasferta texana all'ultimo posto, ma non sarebbe potuta andare diversamente in questo momento. Secondo Franco poi è un piccolo prezzo da pagare per iniziare a prendere le misure ad una moto diversa da quella con cui ha corso fino a prima dell'infortunio, ma anche ad una squadra nuova, indirizzando nel migliore dei modi la stagione 2022. Per questo non ha fatto drammi, nonostante un risultato che non è sicuramente all'altezza di un vice-campione del mondo.

"Sfortunatamente, sono riuscito a fare solo 7-8 giri poi ho dovuto rallentare molto, altrimenti non sarei riuscito a finire la gara. Non avevo più forza nella gamba, quindi non riuscivo più a fare le curve a sinistra. Praticamente facevo i cambi di direzione solo con le braccia, quindi sulle buche le cose si facevano molto complicate", ha detto Morbidelli.

"E' stata una delle gare più difficili dell'anno per tutti, ma per me forse è stata la più dura della vita intera, per via delle mie condizioni fisiche attuali. Nel complesso, però, è stato un weekend positivo, perché sono riuscito a migliorare sia la mia velocità che il feeling con la moto, quindi abbiamo fatto un passo avanti rispetto a Misano".

"Ora abbiamo due settimane di tempo a disposizione prima della seconda gara di Misano, cercherò di lavorare e di recuperare ancora. Sono curioso di tornare a Misano per valutare i miei progressi, perché abbiamo lavorato bene sia ad Austin che nei test, quindi mi aspetto di vedere dei miglioramenti", ha aggiunto.

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Poi Morbidelli è entrato un po' più nel dettaglio di quelle che sono le condizioni del suo ginocchio in questo momento, ribadendo che il suo lavoro è mirato soprattutto al 2022, anche se questo non vuol dire che andrà in pista solo per fare presenza.

"Il mio è un infortunio che richiede sei mesi per guarire, stiamo sicuramente forzando i tempi, perché siamo a tre mesi dall'operazione. Ovviamente devo fare attenzione, ma le cose stanno andando bene. Sento dolore, ma è una cosa gestibile con gli antidolorifici. A Misano sono riuscito a fare tutta la gara con un buon passo in rapporto alle mie possibilità. Qui non è andata altrettanto bene, perché la pista è esigente a livello fisico. Comunque penso che il lavoro che stiamo facendo sia importante per l'anno prossimo, anche se ovviamente voglio provare a migliorare il mio feeling e fare le gare".

"Sono tornato molto presto, però è la mossa giusta secondo me. Era importante risalire in moto il prima possibile, non mi sarei potuto permettere di stare fermo sei mesi. Poi era una cosa che non avrei voluto fare. Ovviamente i risultati non sono buoni, ma al momento non ci devo prestare troppa attenzione, perché ci sono tante cose che non sono al massimo in questo momento. Ma la curva di rendimento sta andando verso l'alto e questo mi dà fiducia".

Infine, anche il pilota italiano ha commentato quanto accaduto durante la gara della Moto3, con la carambola innescata da Deniz Oncu, dalla quale sono miracolosamente usciti illesi Jeremy Alcoba, Andrea Migno e Pedro Acosta, ma anche della successiva squalifica del turco per le prossime due gare.

"E' un inizio", ha detto in relazione alla sanzione inflitta ad Oncu. Poi ha aggiunto: "Ho avuto tanta paura per i piloti coinvolti nell'incidente, soprattutto per Migno che è un mio amico. Devono darsi una regolata, devono fare qualcosa. Come ha detto anche Andrea, devono assolutamente darsi tutti una regolata".

Ma Franco ritiene anche far ripartire la gara sulla distanza di soli 5 giri dopo la bandiera rossa provocata dalla caduta di Filip Salac non sia stata una decisione particolarmente saggia da parte della Direzione Gara.

"Sicuramente è stata una scelta discutibile, probabilmente si sono fidati troppo di questi ragazzi. Non so se sia una cosa che dipende dalla generazione, dalla categoria, dalla moto che guidano, ma il risultato è che le gare sono molto pericolose e lo sono già quando le gare durano 100 km. Se si accorciano a 25, le rendi delle rush race e il pericolo si impenna. E' stata una scelta discutibile".

Franco Morbidelli, Yamaha Factory Racing

Franco Morbidelli, Yamaha Factory Racing

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

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