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MotoGP | Rivola: "Vinto il derby con Ducati al Mugello? Sto godendo come un riccio!"

Il CEO di Aprilia Racing chiede a tutti di tenere i piedi per terra dopo la grande doppietta del Gran Premio d'Italia, ma sul saliscendi toscano è arrivata un'altra conferma della forza delle RS-GP e dei suoi piloti: "Bezzecchi è un italiano anomalo, dà il miglior quando ha tanta pressione".

Massimo Rivola, Aprilia Racing Team

Massimo Rivola, Aprilia Racing Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Una weekend come quello appena concluso al Mugello è destinato a rimanere nella storia dell'Aprilia. Non solo c'è stata la prima affermazione della Casa di Noale nel Gran Premio di casa, ma è il modo in cui è arrivata che ha dato un'ennesimo saggio dell'enorme potenziale della RS-GP, che ora è a tutti gli effetti la moto di riferimento della MotoGP, avendo vinto ben cinque dei primi sette appuntamenti.

Il leader del Mondiale Marco Bezzecchi ha tenuto un ritmo infernale dall'inizio alla fine e, pur senza reggere il passo del compagno di box, Jorge Martin ha completato una grande doppietta, dando una lezione sonora ai rivali della Ducati, che dal 2017 si erano sempre imposti in Toscana ad eccezione del 2021.

Anche il CEO di Aprilia Racing, Massimo Rivola, non ha nascosto che aver vinto il "derby" italiano ha dato ancora più sapore ad una domenica già di per sé storica: "Chiaramente sì, ma di brutto. Sto godendo come un riccio. C'è anche il record di velocità (368,6 km/h, stabilito da Martin sabato), che quello è proprio bellino. Fatto per ben due volte tra l'altro, con tutti e due i piloti per par condicio", ha detto quando ha incontrato nel paddock i giornalisti, tra cui quelli di Motorsport.com, dopo la gara.

Tra le altre cose, il fine settimana era cominciato con un venerdì che aveva visto ben cinque Ducati nelle prime sei posizioni, ma poi la situazione si è ribaltata quando è stato il momento di iniziare a fare sul serio, con le RS-GP che hanno monopolizzato la prima fila e poi hanno fatto doppietta sia nella Sprint che nella gara lunga. Una conferma di avere non solo un grande potenziale, ma anche una grande capacità di reazione.

"La conferma è che siamo forti più o meno in tutte le piste, abbiamo due piloti forti in tutte le piste, ognuno con la propria peculiarità e le proprie piste preferite come tutti i piloti. Quindi possiamo solamente guardare avanti con buona fiducia, ma torniamo sempre al discorso dei piedi per terra, di fare il lavoro ogni giorno, perché venerdì non pensavamo di poter vedere una pole position così, una prima fila così e una domenica come questa".

Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Foto di: Andreas Solaro / AFP via Getty Images

"Per cui bravo Fabiano (Sterlacchini, il direttore tecnico) e i suoi ragazzi, perché comunque hanno fatto un bel lavoro assieme ai piloti, e questa è una caratteristica che mi fa particolarmente piacere: spesso siamo non fortissimi subito, ma poi veniamo fuori alla distanza, e questo significa sempre che il lavoro paga".

La gara lunga ha esaltato anche un Bezzecchi che si è regalato il suo primo trionfo nel GP di casa, realizzando un sogno che aveva fin da bambino e reagendo ad una Sprint che non era andata come avrebbe sperato dopo una pole position ottenuta con tanto di record della pista (unico a scendere sotto all'1'44" al Mugello nella storia).

"La cosa che mi piace più del Bez è che quando è veramente sotto tanta pressione, è un italiano anomalo. Forse un po' alla Sinner, anche se è romagnolo, perché dà il meglio quando ha tantissima pressione. In più partendo dalla pole, dopo quello che ha fatto, la pressione è inevitabilmente ancora di più, perché sale l'aspettativa. Ed è stato perfetto", ha sottolineato il manager faentino parlando del leader iridato, che con la sua quarta affermazione stagionale ha riportato a 17 lunghezze il margine su "Martinator".

Il weekend appena concluso ha visto anche il ritorno in pista di Marc Marquez dopo la doppia operazione al piede ed alla spalla destra, ma è stato piuttosto evidente che il pilota della Ducati sia ancora molto lontano dalla forma che aveva prima dell'incidente dello scorso a Mandalika, che curiosamente era stato innescato proprio da Bezzecchi.

"Ribadisco che non vedo l'ora che Marquez torni al 100%, perché per noi è uno stimolo giocarcela e cercare di battere il pilota più forte che c'è in giro. Riguardo all'incidente dell'anno scorso, Bezzecchi andava semplicemente troppo forte rispetto a chi aveva davanti e non ha valutato bene la distanza. Tutto qui".

Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images

Al Mugello è stata ufficializzata anche la partnership con Monster Energy, che dall'anno prossimo diventerà anche il title sponsor del team. Un accordo che ha imposto a Martin di rinunciare alla sua sponsorizzazione personale con la Red Bull. Cosa per cui Rivola ha voluto ringraziare il pilota spagnolo.

"I contratti dicono che i piloti non possono avere degli sponsor che siano competitor di quelli del team, soprattutto nel momento in cui ne arriva uno così importante. Ma fa parte di qualsiasi contratto. Jorge ha fatto quello che doveva fare, ma capisco che dopo 15 anni con Red Bull lo abbia fatto un po' a malincuore. Però l'ha fatto per il bene del team, noi abbiamo semplicemente fatto rispettare quello che era negli accordi. Anche perché non sarebbe stato carino correre con entrambi i loghi".

Dopo i gravi incidenti di Barcellona si è discusso tanto di sicurezza ed uno dei temi più caldi è legato alla possibilità di eliminare l'utilizzo degli abbassatori in partenza. Una proposta che secondo il grande capo del reparto corse veneto andrà discussa nelle prossime settimane, senza prendere decisioni di pancia.

"Sapete benissimo che io sono sempre stato contro gli abbassatori, perché sono un'idea brillante ma applicata ad un regolamento dell'età della pietra. Io quindi sono sempre favorevole a toglierli, ma sono contrario a fare delle overreaction, fare un cambiamento solo per dire di aver fatto un cambiamento non va bene. Se ai piloti togli un'abitudine, devono anche provarlo un pochettino. Come ho già detto, noi siamo a disposizione per fare un gruppo di lavoro dedicato alla sicurezza, perché è un tema che va osservato a 360 gradi, come ha dimostrato Barcellona, e non puntando il dito contro una cosa sola", ha concluso. 

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