Lorenzo: "Il gesto al parco chiuso vale più di 1000 parole"

Nei festeggiamenti Jorge aveva fatto il gesto della bocca cucita, forse riferito alle polemiche dell'anno scorso. Per la vittoria odierna esalta la scelta della gomma posteriore morbida, secondo lui fondamentale.

"C'è un detto che dice che un gesto vale più di mille parole. Che ognuno faccia le sue riflessioni". Così ha risposto Jorge Lorenzo quando gli è stato chiesto cosa volesse dire il gesto che ha fatto quando è arrivato al parco chiuso dopo aver vinto il GP del Qatar.

Inequivocabilmente il suo gesto della bocca cucita e forse è stata anche un po' una risposta alle polemiche scaturite dopo la conquista del titolo mondiale a Valencia, perché oggi ha dimostrato ancora una volta che se il campione del mondo è lui, un motivo c'è eccome.

Il pilota della Yamaha è venuto fuori alla distanza ed ha dato merito ad una scelta azzeccata per quanto riguarda le gomme: "E' stata fondamentale la scelta della gomma posteriore, perché Valentino e Marquez avevano scelto quella più dura, ma la maggior parte degli altri aveva optato per la morbida. Dopo il warm-up non mi piaceva come si era comportata la mia moto, quindi ho fatto un po' una scommessa sulla morbida ed è andata molto bene, perché invece di calare il ritmo è aumentato giro dopo giro ed alla fine ho fatto un 1'54"9, un tempo impensabile prima della gara".

Pur essendosi presentato sotto al traguardo solitario, Jorge ha riservato una carezza alla Ducati, oggi seconda con Andrea Dovizioso, che potrebbe anche rappresentare il suo futuro: "Sono molto contento perché prima della gara era difficile pensare di vincere con un margine così importante. Magari senza quella differenza di velocità di punta con la Ducati in rettilineo, forse avrei potuto provare a scappare prima. E' davvero incredibile quanto vada il motore della Ducati, ma la mia moto aveva qualcosina in più a livello di trazione e l'ho sfruttata per vincere la gara".

Quando poi gli è stato chiesto se dietro alle Desmosedici GP ha avuto problemi legati alle turbolenze generate dalle alette, ha aggiunto: "Non ho avuto modo di capirlo, perché uscivo dall'ultima curva troppo lontano per riuscire a sentire qualcosa di questo tipo. Poi quando ho visto che Dovizioso iniziava ad avere qualche difficoltà in più nella parte guidata, forse per il calo della gomma, ho deciso di passare e di tirare nell'ultimo settore per evitare che mi potesse ripassare sul rettilineo".

Infine gli è stato domandato cosa chiederebbe oggi alla Yamaha per migliorare la M1, ma non ha dato grandi indicazioni: "La nostra moto non è cambiata molto. Questo può essere positivo o negativo. A volte puoi cambiare tante cose, ma finire per prendere la strada sbagliata, quindi quando si fanno delle modifiche bisogna essere sicuri di migliorare. Però è certo che sulle piste che hanno dei rettilinei lunghi non sarà facile per noi se la Ducati andrà bene anche nelle curve. Ma ormai i motori sono congelati, quindi non possiamo fare nulla di più".

Scrivi un commento
Mostra commenti
A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Evento GP del Qatar
Sub-evento Domenica, post-gara
Circuito Losail International Circuit
Piloti Jorge Lorenzo
Team Yamaha Factory Racing
Articolo di tipo Intervista