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Intervista

Button riparte da Le Mans: "Con la Camaro NASCAR torno bambino!"

Il britannico è stato inserito nel progetto della Hendrick Motorsport per correre con la Chevrolet ZL1 alla 24h di Le Mans su invito di ACO: ecco com'è nata l'idea e quanto questa proposta lo ha caricato in vista di un impegno che può far ricominciare la sua carriera.

Jenson Button

Jenson Button torna in pista e lo farà in quella che sarà letteralmente La Gara del 2023: la 24h di Le Mans del Centenario, che si disputa il fine settimana del 10-11 giugno.

Il britannico ha accettato la proposta della Hendrick Motorsport di salire a bordo della Chevrolet Camaro ZL1 NASCAR che la squadra statunitense iscriverà al quarto evento della stagione 2023 del FIA World Endurance Championship su invito dell'Automobile Club de l'Ouest, che ogni anno propone l'iniziativa Garage 56 per le auto particolari.

Button, che abita a Los Angeles con la famiglia, era stato invitato per assistere ad un test dell'auto che condividerà con Mike Rockenfeller e Jimmie Johnson. Da cosa nasce cosa e quando sei pilota certe occasioni alla fine saltano fuori in automatico.

Il Presidente IMSA John Doonan, Jimmie Johnson, Mike Rockenfeller, Jenson Button

Il Presidente IMSA John Doonan, Jimmie Johnson, Mike Rockenfeller, Jenson Button

Photo by: James Gilbert / Getty Images

"Ho scelto questo progetto per i ragazzi coinvolti. Prima di tutto i piloti, conosco molto bene Mike Rockenfeller, ho corso contro di lui nel DTM e ho seguito la sua carriera a Le Mans, oltre a quella di Jimmie Johnson. Sono stato un suo grande fan nel corso degli anni, mi ha invitato ad alcune gare e mi è piaciuta molto l'atmosfera NASCAR. Ho trascorso un po' di tempo con la Hendrick Motorsports e quando ho visto la loro struttura e i dettagli con cui costruiscono una stock car, mi sono reso conto che andava ben oltre quello che mi sarei mai aspettato, davvero. E si capisce perché hanno vinto più campionati di chiunque altro", racconta Button nella conferenza stampa di presentazione del progetto.

"E' stato 'Rocky' a dirmi di venire a vedere il test. Così ho preso un volo notturno da Los Angeles e sono arrivato un po' trasandato e stanco. Avevo scritto a Jimmie che ci sarei stato. Per decidere non ho impiegato molto tempo. Al test ho visto Rocky e Jimmie guidare e poi Chad Knaus mi ha proposto di salire a bordo. Non avevo casco e tuta, ma loro mi hanno risposto che potevo prendere il materiale in prestito. Non sono abituato a questo genere di cose ed ero lì per altri motivi. Ma hanno insistito e mi è piaciuta molto l'atmosfera che si respira all'interno del team".

"Sono molto seri in quello che fanno, ma non si prendono troppo sul serio, il che è fantastico. Si tratta di un progetto davvero entusiasmante e non andremo a Le Mans con la lentezza che ci contraddistingue. Penso che la vettura sarà competitiva; non che stiamo gareggiando contro qualcuno, ma non vedo l'ora di vedere gli altri concorrenti e di conoscere l'opinione dei fan sulla vettura e su ciò che stiamo cercando di ottenere".

Hendrick Motorsports, Garage 56, Chevrolet Camaro ZL1

Hendrick Motorsports, Garage 56, Chevrolet Camaro ZL1

Photo by: Hendrick Motorsports

L'inglese ha sottolineato quanto l'idea di salire su questa particolarissima macchina lo entusiasmi, rispolverando certe emozioni.

"Sono stato ad un paio di gare NASCAR con Jimmy. La prima volta a Homestead nel 2012, perché era l'ultima dell'anno. Ricordo che ero con lui dopo la gara, ci siamo divertiti un po'. La seconda è stata Fontana, mi è piaciuta molto, è stato fantastico. Una cosa che mi ha lasciato a bocca aperta è stato il suono delle auto".

"Ho seguito la carriera di Jimmie per molto tempo, ho corso contro Rocky a Le Mans, in diverse categorie, e anche nel DTM. Sono buoni amici e quando mi è stato chiesto di fare un test a Sebring, ho pensato che fosse piuttosto assurdo che la NASCAR andasse alla gara più importante del mondo".

"Sono vetture stock car, che fanno un gran rumore coi loro V8; ma in realtà quando guardi il motore è minuscolo e così in basso per tenere giù il baricentro. Lo scarico esce dalla fiancata. Quando si sente una NASCAR in pista è pazzesco e questa macchina sembra ancora più rumorosa di una versione Cup".

"Sono andato a vedere il test di Sebring e mi sono sentito di nuovo un bambino. È questo che voglio dalle corse automobilistiche. Ho trascorso tutta la mia carriera in F1 e quando mi sono ritirato volevo fare qualcosa di nuovo. Sono un pilota, voglio fare altre cose. Ho corso nel Super GT in Giappone, a Le Mans e gare GT".

"Quando ho visto la macchina, mi è tornato il sorriso sul volto, l'amore per le corse. Mi sono detto: 'ditemi dove firmare!'. Nella mia carriera ho sempre lavorato con i miei compagni di squadra, ma in F1 parliamo di un tuo rivale, mentre nelle gare endurance si lavora con loro assieme e questo mi piace molto".

"Quindi, ricevere informazioni da Jimmie e Rocky, capirli come persone e capire come lavorano dietro le quinte, con le loro capacità ingegneristiche, è qualcosa di interessante anche per me. Vedo Jimmie correre in pista e non so come sia fuori dall'auto. Quindi penso che sarà bello vedere in che direzione vuole portare la macchina e cosa va o non va secondo lui, perché ovviamente nell'endurance ci sono molti compromessi".

Hendrick Motorsports, Garage 56, Chevrolet Camaro ZL1

Hendrick Motorsports, Garage 56, Chevrolet Camaro ZL1

Photo by: Hendrick Motorsports

Button avrà a disposizione alcuni mesi per poterla conoscere e provare, metterla a punto assieme a Johnson e Rockenfeller, e alla squadra, per poi andare a correre su un tracciato che ha già avuto modo di conoscere.

"Non ho provato la macchina, ho guidato un po' al simulatore e ho passato un po' di tempo alla Hendrick Motorsport, che come ho detto mi ha lasciato a bocca aperta. Non mi aspettavo una struttura così speciale e i dettagli con cui costruiscono un'auto di serie. Non lo sapevo. Quindi è stato davvero bello conoscerli e ci siamo subito occupati dell'adattamento del sedile e della posizione dei pedali nell'auto, in modo che fossi a mio agio e pronto per il test".

"E' tutto emozionante e non vedo l'ora di guidarla. Ci saranno cose a cui mi ci vorrà un po' per abituarmi. Uno di questi è probabilmente il peso rispetto a quello a cui sono abituato, ma ho guidato alcuni mezzi fuoristrada che sono pesanti, quindi ci si abitua".

"Il simulatore è sempre a disposizione quando siamo disponibili. Faremo dei test in settimana e la prossima andremo a Sebring. Abbiamo tempo per fare chilometri, ma la maggior parte di essi saranno test su lunghe distanze, prove di 12 e 24 ore. È questo il settore in cui abbiamo bisogno di più tempo. Se si considera la NASCAR, la sua robustezza e la sua unità di potenza, credo che l'affidabilità sarà buona".

Jenson Button

Jenson Button

Photo by: Garage 56

E' bastata una sola partecipazione alla 24h di Le Mans al Campione del Mondo di F1 2009 per capire subito che mondo è quello dell'endurance rispetto al Circus.

"Ho corso la 24h solo una volta, ma se lo fai è come se avessi fatto un'intera stagione in un'altra categoria. Quindi ho fatto molta esperienza di quel weekend. Mi ha stupito quanto sia speciale Le Mans come gara. È un vero e proprio lavoro di squadra. Se riesci a finire la gara è già di per sé un grande risultato. Vedi tutti molto emozionati per quel che hanno passato; gli ingegneri e i meccanici non lavorano solo per 24 ore, ma per 36 ore di fila prima della gara".

"Sarà una sfida per noi, una NASCAR non ha mai corso per 24 ore prima d'ora, quindi c'è molto lavoro da fare per l'affidabilità, il cambio pilota sarà interessante perché lo faremo come nel campionato Cup, il che è fantastico ed è giusto che sia così. Credo che la gente debba vedere la NASCAR per quello che è veramente".

"Anche se non c'è concorrenza in questo caso, ci si mette comunque sotto pressione per fare il miglior lavoro possibile. Non vogliamo essere lenti, ma competitivi, costanti e lavorando al meglio possibile, stando incollato agli altri in pista. Qualunque cosa io guidi, sarò sempre competitivo e mi metto molta pressione per essere all'altezza".

"L'atmosfera di Le Mans è molto diversa dalla F1 perché in pratica si fanno 10 GP in una gara. Ma la pressione è comunque alta, soprattutto essendo la Centesima gara. Ci sono molti occhi puntati su di essa e ancora di più perché saremo presenti con il Garage 56. Spero che porteremo molti fan in Europa a guardare Le Mans e a vedere come riusciremo a essere competitivi".

#11 SMP Racing BR Engineering BR1: Mikhail Aleshin, Vitaly Petrov, Jenson Button

#11 SMP Racing BR Engineering BR1: Mikhail Aleshin, Vitaly Petrov, Jenson Button

Photo by: Sam Bloxham / Motorsport Images

Come detto prima, Button è soprattutto un appassionato di corse e il fatto di aver provato altre cose dopo la F1 lo ha aiutato a calarsi meglio nel ruolo di pilota per conoscere a pieno ogni auto.

"La Camaro è molto più pesante rispetto ad una F1, c'è meno deportanza e potenza, è diversa. Dopo la F1 ho corso in diverse gare in tutto il mondo; le GT3 sono le più pesanti, poi ho fatto il Super GT, che sono più simili ad una LMH. Ho provato cose diverse ed è questo che mi entusiasma. Imparare nuove cose. Negli ultimi due anni ho corso anche con i kart, l'ultima volta fu 25 anni fa, poi ho fatto una gara l'anno scorso e una due settimane fa. La competitività non viene mai meno".

"Su quest'auto l'aderenza meccanica è un fattore importante; lavoriamo con Goodyear per sviluppare un pneumatico che funzioni a Le Mans, pista piuttosto facile per le gomme. Sono curioso di vedere cosa riusciremo a fare lungo il tracciato. Le curve della Porsche saranno probabilmente le più difficili se non hai una LMH, per via dei cambi di direzione e trasferimento carico. Su tutti i lunghi rettilinei, le frenate più brusche, credo che la macchina andrà bene, sia in trazione che in percorrenza curva".

"Questo modello è ovviamente diverso dal solito, è una sfida ed è questo che è eccitante. Credo molto in quello che mi dicono Jimmie e Rocky su come si sente la macchina. Mi ripetono che mi divertirò, per cui ho accettato. Svilupperemo quest'auto sperando che sia competitiva a Le Mans".

#11 SMP Racing BR Engineering BR1: Jenson Button

#11 SMP Racing BR Engineering BR1: Jenson Button

Photo by: JEP / Motorsport Images

Infine Jenson ha raccontato della sua passione per il motorsport e di come a casa lo abbiano capito i suoi famigliari, spingendolo a rituffarsi nella mischia al più presto.

"Ero fermo da un po' prima di tutto perché avevo due figli e non volevo passare del tempo lontano da casa quando erano così piccoli e da mia moglie. È buffo perché un paio di mesi fa mia moglie mi ha detto ridendo: 'Per favore, vai a correre qualcosa, mi stai infastidendo!'. Ha capito che questa passione e non se ne andrà mai".

"L'amore per le corse, per la competizione e per la guida delle auto è il mio mondo. Non mi abbandonerà mai. Finché ci sarà la voglia, le reazioni e la forma fisica continuerò. Ho solo 43 anni, ne ho ancora molti di carriera davanti a me. Questa è la prima tappa per tornare a gareggiare seriamente".

"Mi piacerebbe essere nella prima categoria WEC, ma bisogna sempre trovarsi nella situazione giusta. Non ha senso guidare qualcosa che non si pensa possa essere competitivo. Penso che quest'anno sia un anno molto speciale per Le Mans, è il Centenario, con i nuovi regolamenti e con la presenza di così tante auto di alto livello che gareggiano in questa Classe. Sarà un anno positivo e il prossimo sarà ancora più folle con la quantità di Costruttori che stanno arrivando. Vedremo, anche se ci sono poche opportunità per il 2024".

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