FE | Nuova filosofia per la Gen4: ecco le differenze tra i pacchetti a basso e alto carico
La rivoluzione della Gen4 passa da powertrain da 650 kW, nuove gomme, la trazione integrale sempre attiva e più carico, segnando un cambio di filosofia alla ricerca delle performance. Tra le novità, ci saranno due pacchetti aerodinamici, uno a basso e uno ad alto carico, in modo da adattare le vetture alle caratteristiche delle piste.
La Gen4 si avvicina mese dopo mese, test dopo test, con il debutto delle nuove monoposto elettriche previsto verso la fine dell’anno con l’inizio della Season 13. Le novità attese sono molte e promettono di rivoluzionare la categoria: la Gen4 rappresenterà infatti un salto in avanti sostanziale, non solo grazie a un powertrain più potente, capace di raggiungere 650 kW, ma anche per tutto ciò che questo incremento di prestazioni porta con sé.
Per la prima volta nella storia della Formula E saranno disponibili due pacchetti aerodinamici distinti: uno a basso carico, pensato per i circuiti dove l’efficienza resta il fattore determinante, e uno ad alto carico, progettato per quei tracciati che richiedono maggiore supporto, stabilità e precisione di guida.
Questa distinzione tra i due pacchetti è uno dei simboli più evidenti della rivoluzione in arrivo. Fino alla Gen3 l’obiettivo principale era massimizzare l’efficienza, riducendo la resistenza aerodinamica sui rettilinei per non gravare eccessivamente su powertrain e batteria. La capacità di rigenerare quanta più energia possibile rappresentava il vero terreno di confronto tra i costruttori, molto più dell’aderenza o del carico aerodinamico.
Porsche Gen 4
Foto di: Porsche
Serviva più carico per gestire i 650 kW
Questa ricerca della massima efficienza andava però anche a sacrificare il carico aerodinamico puro, portando spesso a un retrotreno quasi "instabile" nei curvoni veloci, con la vettura che tende a scivolare richiedendo continue correzioni. Una caratteristica che ha sempre messo alla prova i piloti, rendendo la guida della Gen3 piuttosto impegnativa.
Con la Gen4 questo approccio cambierà. La FIA ha iniziato a considerare la prestazione pura come un obiettivo legittimo, quasi naturale, per una categoria che sta raggiungendo una sua maturità tecnica e sportiva. Generazione dopo generazione, il livello di performance si sta avvicinando a quello di serie più note che, pur non essendo il riferimento, finiscono comunque per costituire un termine di paragone implicito.
Dalle simulazioni FIA, infatti, la Gen4 dovrebbe essere più veloce di una Formula 2. Un salto che nasce dalla somma di più fattori, a partire dalla nuove gomme Bridgestone, con il costruttore giapponese che subentrerà ad Hankook e, da quanto emerso fino ad ora dai test, su questo fronte il passo avanti è molto importante.
Si noti il profilo aggiuntivo sull'ala posteriore nel pacchetto ad alto carico
Foto di: Porsche
Il powertrain da 650 kW e la trazione integrale sempre attiva permetteranno di sfruttare in modo molto più efficace la coppia disponibile. Ma in questa rivoluzione il vero salto arriva anche proprio dal maggiore carico aerodinamico, che secondo le stime FIA sarà quasi raddoppiato rispetto all’attuale Gen3 Evo. Un incremento necessario non solo per innalzare le prestazioni, ma anche per gestire in modo stabile e prevedibile una potenza così elevata.
Due pacchetti per adattarsi alle piste
Il corpo vettura è stato progettato per generare più carico in ogni condizione, ma il comitato tecnico della Formula E, che ha lavorato insieme alla FIA allo sviluppo della Gen4, ha voluto mantenere un margine di flessibilità per adattare la monoposto alle diverse caratteristiche dei circuiti.
Una scelta che riflette l’evoluzione stessa del calendario, sempre più orientato verso tracciati veloci in grado di valorizzare il potenziale prestazionale di queste vetture. Le principali differenze risiedono soprattutto nella configurazione delle ali. Pur mantenendo una struttura di base comune, scelta utile anche per contenere i costi dei componenti, i due pacchetti presentano variazioni significative.
Sul pacchetto a basso carico, la parte esterna dell'ala anteriore è priva di soffiaggio
Foto di: Stellantis
Sull’ala anteriore, ad esempio, il pacchetto a basso carico rinuncia al soffiaggio nella zona più esterna: un elemento che invece è presente nella versione ad alto carico e che consente di far passare l’aria dalla parte interna a quella esterna dell’ala, spingendo il flusso attorno alle gomme anteriori e migliorando così la gestione aerodinamica dell'avantreno.
Sull'ala posteriore, mentre il mainplane rimane il medesimo, sul pacchetto ad alto carico c'è un secondo flap aggiuntivo con maggior incidenza, necessario proprio per generare carico. La sensazione, osservando i primi test e ascoltando chi ci sta lavorando, è che la Gen4 segnerà un nuovo inizio. Una vettura più completa, più impegnativa, più veloce: forse la più vicina, finora, all’idea di cosa possa diventare davvero il motorsport elettrico.
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