FE | Evans riaccende la Jaguar: a Miami trionfa sul bagnato battendo il duo Porsche
Evans porta Jaguar al primo successo stagionale in una gara bagnata e insidiosa a Miami. Dopo una gestione perfetta dell’energia, il neozelandese resiste nel finale e batte il duo Porsche Mueller‑Wehrlein. Bene Eriksson davanti alle due Mahindra di De Vries e Mortara, mentre è una giornata da dimenticare in fretta per Nissan, DS e Citroen.
Prima di Miami la Jaguar occupava l’ultimo posto in classifica, ancora ferma a zero punti dopo un avvio di campionato segnato anche da qualche episodio sfortunato. In Florida, però, il team britannico ha finalmente sbloccato la stagione nel miglior modo possibile: conquistando il primo ePrix dell’anno grazie a una gara gestita in maniera impeccabile da Mitch Evans, soprattutto nel finale, quando ha dovuto resistere all’assalto delle Porsche.
Dopo una partenza posticipata a causa dell’asfalto estremamente scivoloso, conseguenza della pioggia caduta nelle ore precedenti, la direzione gara ha concesso ai piloti alcuni giri supplementari per adattarsi alle condizioni del tracciato. Una volta lanciata la corsa, il gruppo ha iniziato a sgranarsi, mettendo in evidenza differenze di passo marcate.
In condizioni estremamente difficili, perché per tutto il weekend i piloti hanno faticato ad accendere gli pneumatici, ancor più su un asfalto bagnato e scivoloso, il neozelandese della Jaguar ha davvero fatto la differenza nell’ultimo terzo di gara, prendendo il comando e senza più lasciarlo fino alla bandiera a scacchi.
Mitch Evans, Jaguar TCS Racing Jaguar I-TYPE 7
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
Una corsa gestita quasi in controllo, nel puro stile Evans. Eppure, a poche tornate dal termine, le Porsche di Nico Mueller, partito dalla pole, e di Pascal Wehrlein sono diventate davvero minacciose, al punto da far pensare che potessero tentare l’affondo per regalare a Stoccarda il primo trionfo stagionale con il team ufficiale.
Tuttavia, è stato proprio in quel momento, quando il ritmo si è alzato e i piloti hanno iniziato a cercare gli ultimi decimi di performance, che il neozelandese ha saputo fare la differenza. Dopo aver risparmiato energia nella fase centrale, ha allungato con decisione fino a chiudere sotto la bandiera a scacchi con tre secondi di vantaggio sulla concorrenza.
Un trionfo che premia una gara gestita in maniera eccellente e con grande intelligenza. Per Evans, però, questo non deve essere un punto di arrivo, bensì un punto di partenza: l’obiettivo è crescere e tornare ai livelli mostrati nella parte finale della scorsa stagione per arrivare a giocarsi il titolo mondiale.
Nico Muller, Porsche Formula E Team Porsche 99X Electric
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
Alle sue spalle chiude il duo Porsche, formato da Müller e Wehrlein. Per lo svizzero, partito dalla pole position conquistata in mattinata, arriva il primo podio stagionale, anche se resta il rimpianto per quel pizzico di performance in più che sarebbe servito nel finale per tentare l’assalto alla vittoria. L’aspetto positivo, però, è che il percorso è in crescita: Mueller si sta confermando una delle sorprese di questo avvio di stagione, tornando sui livelli mostrati due anni fa in ABT.
A chiudere il podio è l’altro pilota ufficiale del team tedesco, penalizzato anche da una qualifica deludente che lo aveva visto uscire subito nei gruppi. Partendo più avanti, avrebbe potuto gestire l’energia in modo diverso, senza dover spingere per rimontare prima di tentare l’assalto finale. Il tedesco ha infatti chiuso a otto secondi dal vincitore, pagando proprio una gestione al risparmio negli ultimi passaggi.
Ottimo quarto posto per Joel Eriksson con la Envision, una delle sorprese del weekend. Nonostante i dodici secondi di distacco da Evans, lo svedese è stato tra i protagonisti della fase centrale di gara, arrivando a lottare anche per la zona podio prima di perdere contatto. Alle sue spalle chiudono Nyck de Vries ed Edoardo Mortara con le due Mahindra, che portano a casa un quinto e un sesto posto preziosi per la classifica della Casa indiana.
Nick Cassidy, Citroen Racing, Zane Maloney, Lola Yamaha ABT Formula E Team Lola-Yamaha T001 and Edoardo Mortara, Mahindra Racing Mahindra M12Electro
Foto di: Mark Sutton / Getty Images
Per lo svizzero il sesto posto finale rappresenta quasi un risultato da incorniciare, considerando che un contatto in qualifica con Sebastien Buemi non gli aveva permesso di superare la fase a gruppi, costringendolo a una gara tutta in rimonta. Curiosamente, alle sue spalle ha chiuso proprio il connazionale della Envision, partito di fatto dall’ultima fila anche a causa della penalità di tre posizioni ricevuta per l’incidente con Mortara.
Sfortunato Antonio Felix da Costa, tamponato da Felipe Drugovich a dodici giri dal termine. Il portoghese è riuscito a proseguire, seppur con il diffusore danneggiato, mentre il brasiliano dell’Andretti è stato costretto a rientrare ai box con l’ala anteriore rovinata, scivolando in fondo al gruppo. Alla fine anche da Costa ha pagato i danni riportati, retrocedendo fino all’ottavo posto e chiudendo a quasi venti secondi dal compagno di squadra.
Chiudono la top 10 uno straordinario Pepe Martí, ancora una volta in zona punti al termine di una gara particolare con la sua Cupra Kiro, e Jake Dennis, altro pilota che non aveva brillato in qualifica ma che in gara è riuscito a rimontare fino a conquistare un punto prezioso in ottica campionato. Giornata invece da dimenticare per Nissan, Citroen e DS, con tutti i loro piloti fuori dalla zona punti.
GARA
| Cla | Pilota | # | Giri | Tempo | Distacco | km/h | Punti | Ritirato | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | |
9 | 41 |
48'43.266 |
25 | |||||||
| 2 | |
51 | 41 |
+3.151 48'46.417 |
3.151 | 18 | ||||||
| 3 | |
94 | 41 |
+8.827 48'52.093 |
5.676 | 15 | ||||||
| 4 | |
14 | 41 |
+12.394 48'55.660 |
3.567 | 12 | ||||||
| 5 | |
21 | 41 |
+16.561 48'59.827 |
4.167 | 10 | ||||||
| 6 | |
48 | 41 |
+17.525 49'00.791 |
0.964 | 8 | ||||||
| 7 | |
16 | 41 |
+17.718 49'00.984 |
0.193 | 6 | ||||||
| 8 | |
13 | 41 |
+18.903 49'02.169 |
1.185 | 4 | ||||||
| 9 |
P. Martí Cupra Kiro
|
3 | 41 |
+20.576 49'03.842 |
1.673 | 2 | ||||||
| 10 | |
27 | 41 |
+21.102 49'04.368 |
0.526 | 1 | ||||||
| 11 | |
22 | 41 |
+21.817 49'05.083 |
0.715 | |||||||
| 12 | |
1 | 41 |
+31.075 49'14.341 |
9.258 | |||||||
| 13 | |
11 | 41 |
+33.315 49'16.581 |
2.240 | |||||||
| 14 | |
77 | 41 |
+36.131 49'19.397 |
2.816 | |||||||
| 15 | |
25 | 41 |
+47.066 49'30.332 |
10.935 | |||||||
| 16 | |
37 | 40 |
+1 Giro 48'47.876 |
1 Giro | |||||||
| 17 | |
23 | 40 |
+1 Giro 49'19.817 |
31.941 | |||||||
| 18 | |
28 | 40 |
+1 Giro 49'29.160 |
9.343 | |||||||
| 19 | |
7 | 39 |
+2 Giri 49'39.706 |
1 Giro | |||||||
| dnf | |
33 | 25 |
+16 Giri 34'02.983 |
14 Giri | Ritirato | ||||||
| Guarda i risultati completi | ||||||||||||
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