Dentro l’exploit Citroen: le chiavi del debutto vincente che ha sorpreso la Formula E
In testa al mondiale, sia tra le squadre che tra i piloti. Prima del via della stagione, in pochi si aspettavano un inizio di campionato così convincente per Citroen, ma il brand francese, sfruttando abilmente anche gli episodi strategici e l'arrivo di una coppia di piloti d'eccellenza, ha già centrato la prima vittoria dopo due gare.
In quelle emozioni nascoste sotto il casco, a tratti così intense da sfiorare l’incredulità, si condensa tutto il significato di una vittoria dal sapore storico non solo per Nick Cassidy, ma ancor di più per Citroen. Nella splendida cornice di Città del Messico, il marchio francese, al debutto quest’anno in Formula E, ha infatti conquistato il suo primo trionfo nella categoria elettrica, coronando un avvio di stagione spettacolare.
Un podio e una vittoria che hanno proiettato il neozelandese in testa al mondiale, quasi a sorpresa, perché il team, che, di fatto è lo stesso con cui Maserati aveva corso nelle passate stagioni, non aveva certo vissuto un 2025 semplice. Certo, nel frattempo sono arrivati dei rinforzi, ma da quelle ceneri sembra essersi rialzata una squadra diversa, più competitiva, sostenuta anche da una nuova coppia di piloti di primissimo livello, una delle migliori in griglia.
Questi sono due degli elementi che aiutano a restituire un quadro più chiaro di quello che è stato un avvio di stagione che non ha sorpreso non solo il mondo della Formula E, ma anche la stessa Citroen. Per ora Cassidy evita di lasciarsi trascinare dal facile entusiasmo, anche perché in Formula E tutto può cambiare con una rapidità disarmante, ma c'è un elemento fondamentale: questo inizio di stagione ha portato grande entusiasmo all'interno del team.
Race winner Nick Cassidy, Citroen Racing
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
Lasciare Jaguar per volare in Stellantis era certamente una scommessa per Cassidy, ma per Citroen avere un pilota di tale caratura, insieme a Jean-Erci Vergne, rappresenta senza dubbio un vantaggio ed è forse anche la testimonianza migliore delle ambizioni del marchio transalpino, in particolare in ottica Gen4.
Con un podio e una vittoria già all’attivo in questo avvio di campionato, si potrebbe dire che l’adattamento di Cassidy alla Citroen, che utilizza un powertrain diverso da quello sviluppato da Jaguar, sia stato sorprendentemente rapido. “Dal punto di vista tecnico una delle cose che purtroppo non possiamo mostrare al mondo, soprattutto a livello software, per far capire quanto sia complesso e quanti cambi ci siano a livello d’impostazione della vettura tra un pilota e l’altro proprio a livello di software", ha spiegato Cassidy rispondendo a una domanda di Motorsport.com sul suo adattamento alla Citroen.
"Penso che i piloti che capiscono bene questo aspetto, cosa cercano nel software, cosa dà loro una buona sensazione dando una direzione. Credo che noi piloti possiamo anche passare da un team all’altro sapendo cosa cercare e come adattarsi abbastanza bene. Direi che posso guidare la macchina in un modo abbastanza simile a quello a cui ero abituato, e questo aiuta molto. Ho lavorato tanto per capire questo lato dello sport e credo che sia stato molto utile”.
Nick Cassidy, Citroen Racing e-CX
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
Cambiare squadra non è mai semplice, anche perché ogni powertrain ha le proprie logiche di recupero, soprattutto in frenata, dove il software può modificare in modo significativo il comportamento della vettura. Un aspetto che pesa ancora di più quando il pilota in questione ha trascorso tre anni di questo ciclo regolamentare guidando esclusivamente un powertrain Jaguar.
Ma avere un pilota così rapido e astuto dal punto di vista tattico come Cassidy può fare davvero la differenza. È anche grazie alle sue qualità che è maturata la vittoria di Città del Messico: pur partendo nelle retrovie per una qualifica non proprio eccezionale, il neozelandese ha saputo leggere alla perfezione la situazione, risparmiando energia nella fase centrale per poi lanciare l’attacco nel finale. Il tutto in una gara in cui il gruppo è rimasto compatto per lunghissimi tratti proprio per gestire al meglio la batteria.
Ma cosa serve ancora a Citroen per compiere lo step successivo e non dover fare affidamento alle occasioni strategiche? Negli ultimi anni è emerso con chiarezza come Jaguar, Porsche e Nissan siano i marchi più avanzati sul fronte dell’efficienza energetica, mentre il powertrain del gruppo Stellantis presenti ancora un piccolo margine da colmare. Pur con l’hardware ormai congelato, il lavoro sul software resta ampio e decisivo.
Nick Cassidy, Citroen Racing
Foto di: Hector Vivas / Getty Images
Ed è proprio su questo fronte che, secondo Cassidy, Citroen può e deve ancora compiere l’ultimo passo per trovare maggiore continuità lungo l’arco della stagione. Anche perché all’orizzonte ci sono appuntamenti come Miami e Jeddah, circuiti in cui l’efficienza energetica avrà un peso determinante. Disporre di una buona efficienza significa anche poter giocare sul piano strategico in quelle gare “aperte” in cui gli scenari possono ribaltarsi nel giro di pochi minuti.
“Con Jaguar ovviamente potevo contare su molta energia e avere tante opzioni strategiche aperte. A San Paolo non ho avuto quella stessa efficienza, quindi dovevamo davvero azzeccare l’Attack Mode e il timing, e ci siamo riusciti, quindi abbiamo fatto una grande gara a San Paolo, ma c’era ancora molto su cui lavorare”, ha raccontato il neozelandese.
San Paolo, con le sue temperature spesso roventi, è una di quelle gare in cui l’efficienza fa davvero la differenza. In questo contesto, aver individuato il momento ideale per attaccare o per gestire l’energia è stato decisivo: “Dal punto di vista tecnico, San Paolo è stata la prima gara con alcune novità sulla macchina, quindi siamo riusciti a fare un passo avanti per Città del Messico e lì mi sono sentito molto più efficiente, molto più competitivo”.
Nick Cassidy, Citroen Racing e-CX, exits the garage
Foto di: Hector Vivas / Getty Images
“Ci sono ancora aspetti su cui dobbiamo migliorare, ma ora conosco meglio il nostro pacchetto, quello che abbiamo, e dobbiamo continuare a lavorare sull’efficienza per tornare completamente al livello di gara che avevamo l’anno scorso, direi. Ma è possibile”. Un tema emerso già a Città del Messico, dove in Citroen sono stati abili nel cambiare strategia al volo, anche grazie alle indicazioni dello stesso Cassidy, trovandosi così in lotta per la vittoria.
“Ci saranno piste dove la qualifica sarà molto più importante e quell’aspetto conterà meno, e ci saranno anche gare in cui sbaglieremo strategia e le cose andranno storte per me. Quindi cerco di restare aperto mentalmente, migliorare ciò che possiamo migliorare e controllare ciò che possiamo controllare”.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments