FE | Impresa Martí: dopo 60 posizioni di penalità parte ultimo e rimonta fino ai primi punti
La Formula E è fatta anche di storie folli, come quella dei primi punti dello spagnolo. Dopo essere partito ultimo e aver dovuto scontare una sanzione di 60 posizioni in griglia, trasformata in uno stop&go di 10 secondi da completare nei primi giri di gara, Martí ha rimontato fino al 7° posto con una serie di sorpassi nella seconda metà dell'ePrix.
Ci sono giornate che non si dimenticano. Momenti che, in un modo o nell’altro, entrano nella storia di un pilota restando impressi nella sua carriera. La giornata vissuta a Città del Messico, nella seconda gara della stagione di Formula E, appartiene esattamente a questa categoria: un ricordo destinato a rimanere. Per Pepe Martí, giovane talento della Cupra Kiro, è stata infatti la corsa in cui ha conquistato i primi punti nella serie elettrica.
Ma se il racconto si fermasse qui, sarebbe una bella storia, certo, ma priva di quel tocco di imprevedibilità e follia che solo la Formula E sa regalare. Appena un mese fa, infatti, il debutto del pilota spagnolo nella serie 100% elettrica si era concluso con un incidente spettacolare: un volo impressionante da cui era uscito fortunatamente illeso, mentre il team era stato costretto a sostituire il telaio, irrimediabilmente danneggiato.
I commissari non erano stati affatto indulgenti: per aver causato l’incidente, Martí avrebbe dovuto scontare una penalità partendo dall’ultima posizione nella gara successiva in Messico.
Josep Maria Marti, CUPRA KIRO
Foto di: Hector Vivas / Getty Images
Arrivato a Città del Messico, il team Cupra Kiro si è trovato davanti a un lavoro titanico: sostituire il telaio e, di fatto, rimontare la vettura da zero. Un’operazione già di per sé imponente, resa ancor più complessa dal fatto che le monoposto viaggiano direttamente da una tappa all’altra senza mai rientrare in fabbrica.
Ma in FP2 è arrivata un'altra doccia fredda: oltre al telaio, si è resa necessaria anche la sostituzione di inverter, cambio e MGU. Il conto, a quel punto, è diventato pesantissimo, con un totale di ben sessanta posizioni di penalità in griglia per la sostituzione degli elementi.
Partendo già dall’ultima posizione per la sanzione rimediata in Brasile, le penalità rimediate qui in Messico sono state convertite in un stop&go di 10 secondi da scontare nei primi giri della corsa, come previsto dal regolamento. Martí ha completato la procedura e, inevitabilmente, è scivolato ancora più indietro, ritrovandosi isolato e staccato dal gruppo.
Josep Maria Marti, spagnolo, alla guida della CUPRA KIRO Porsche 99X Electric WCG3
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
Ad aiutarlo, però, è stata la natura stessa della gara messicana: dopo una prima fase in cui il gruppo è rimasto compatto, quasi in attesa, è arrivata una Safety Car dopo una ventina di giri, chiamata in causa dal ritiro di Nyck de Vries per un problema tecnico. L’ingresso della vettura di sicurezza ha ricompattato il gruppo, offrendo allo spagnolo la possibilità di riagganciarsi, pur restando in ultima posizione.
Da quel momento è iniziata la sua rimonta. Essendo rimasto più arretrato nelle prime fasi, Martí ha potuto consumare meno energia e, dopo una ventina di giri, poteva contare su un margine del 6% in più dei rivali: un’enormità in Formula E. Un dettaglio che ha cambiato il volto della sua gara, permettendogli di affrontare la seconda metà senza l’assillo della gestione energetica, l'aspetto più complesso per un debuttante.
Sfruttando in modo impeccabile l’Attack Mode e muovendosi nel traffico con grande lucidità, complice anche l’incidente tra Antonio Félix da Costa e Max Gunther, Martí è riuscito a risalire fino al settimo posto. Un risultato che gli è valso i primi punti della carriera in Formula E al termine di una gara folle, imprevedibile e, proprio per questo, impossibile da dimenticare per chi era scattato dalla ventesima casella.
In un campionato dove nulla è mai scontato, la penalità si è trasformata nel preludio di una rimonta memorabile. La Formula E vive di storie così, folli e profondamente umane. E da oggi, anche quella di Martí ne fa parte.
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