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FE | Messico: Barnard perde la pole per un track limit sul finale. Buemi ringrazia

Lo svizzero conquista la pole dell’ePrix di Città del Messico dopo la cancellazione del giro di Barnard per track limit all’ultima curva. Mortara ed Evans in seconda fila, mentre Porsche vive una qualifica difficile con Muller quinto e Wehrlein fuori nei gruppi.

Sebastien Buemi, Envision Racing

Pochi centimetri hanno deciso la pole position dell’ePrix di Città del Messico. In un primo momento era stato Taylor Barnard a conquistare la pole della tappa messicana, avendo battuto di oltre un decimo nella finale Sébastien Buemi grazie a quello che, fino all’ultima curva, era sembrato un giro da campione: uno di quei giri che hanno convinto DS a puntare sul mago delle qualifiche.

Tuttavia, proprio in uscita dall’ultima curva, pochi istanti prima del traguardo, il britannico ha perso il controllo della vettura, finendo in sbandata oltre la linea bianca che delimita il tracciato. Pochi centimetri che gli sono costati la cancellazione del tempo e, di conseguenza, la pole position, costringendolo ad accontentarsi del secondo posto in griglia. Una posizione che resta comunque un’ottima base da cui provare a costruire un risultato importante in gara.

Ad approfittarne è stato Sebastien Buemi, che si è confermato veloce e competitivo sin dai gruppi, dove aveva firmato con facilità il miglior tempo. Da lì ha scalato uno dopo l’altro i duelli fino alla finale. Il pilota della Envision è riuscito a battere anche le Jaguar ufficiali, portando una vettura clienti davanti a tutti.

Taylor Barnard, DS Penske

Taylor Barnard, DS Penske

Foto di: Beto Issa / LAT Images via Getty Images

Bella seconda fila per Edoardo Mortara che, nella prima semifinale, sembrava avere in mano il giro buono per accedere alla finale. Un sovrasterzo in ingresso dell’ultima curva, punto in cui le vetture tendono a scivolare a causa del poco carico aerodinamico al posteriore, gli è però costato quel decimo decisivo nell’eliminazione contro Barnard, facendogli perdere tutta la velocità minima di percorrenza e portandolo a un’uscita dalla Peraltada più lenta.

Resta comunque un’ottima performance dello svizzero, capace di riportare una Mahindra rinata nelle posizioni di vertice. Al suo fianco in seconda fila ci sarà Mitch Evans con la prima Jaguar ufficiale, battuto di circa un decimo e mezzo nella seconda semifinale da un Buemi in grande forma qui in Messico.

Quinta posizione per Nico Mueller, eliminato da Barnard nel primo quarto di finale: finora non è stata una giornata da ricordare per Porsche, soprattutto considerando anche l’esclusione a sorpresa di Pascal Wehrlein nel secondo gruppo. A completare il quadro difficile della casa tedesca c’è poi l’eliminazione di Jake Dennis con la vettura cliente Andretti nel secondo quarto di finale, quello contro Mortara. Un sabato per ora molto diverso da quello vissuto un mese fa a San Paolo, quando Porsche fu in grado di monopolizzato la qualifica.

Nico Muller, Porsche Formula E Team Porsche 99X Electric

Nico Muller, Porsche Formula E Team Porsche 99X Electric

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

Scatterà dalla sesta posizione Dan Ticktum, eliminato nel terzo quarto di finale dopo un duello deciso all’ultimo millesimo contro Mitch Evans. Il pilota della Cupra Kiro ha provato fino all’ultimo a trovare quei centesimi necessari per passare il turno, ma si è dovuto accontentare della terza fila per appena 74 millesimi. Un risultato che, comunque, conferma i progressi della squadra britannica, ormai sempre più stabilmente nelle posizioni di vertice.

Ottavo Oliver Rowland, il campione del mondo in carica, che non è riuscito a evitare l’eliminazione nell’ultimo quarto di finale contro Buemi. Fino a metà giro, in realtà il britannico della Nissan sembrava avere un comodo margine di oltre un decimo; un vantaggio che, però, si è dissolto nella zona dello stadio e nell’ultimo settore. Già in precedenza Rowland aveva rimarcato via radio delle difficoltà nel far ruotare la vettura: problemi che si sono ripresentati anche nei duelli.

Nel primo gruppo non sono mancate, come spesso accade in Formula E, alcune sorprese. Il primo degli esclusi è stato Antonio Felix da Costa con la Jaguar, soltanto alla sua seconda gara con la vettura del giaguaro dopo il cambio di casacca. Fuori anche Norman Nato con la Nissan che, a dire il vero, aveva ben figurato nelle prove libere, lasciando presagire la possibilità di lottare per l’accesso ai duelli.

Oliver Rowland, Nissan Formula E Team Nissan e-4ORCE 05

Oliver Rowland, Nissan Formula E Team Nissan e-4ORCE 05

Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images

I distacchi, però, sono stati minimi: il portoghese della Jaguar ha mancato il passaggio alla fase successiva per appena dodici millesimi, mentre Nato si è fermato a 27 millesimi. Un soffio che conferma quanto fosse serrata la battaglia per evitare l’eliminazione. Più staccati gli altri esclusi, a partire da Nick Cassidy, il cui ultimo giro è stato cancellato per aver superato i track limit in uscita dall’ultima curva.

L’eliminazione di Cassidy si aggiunge a quella di Jean-Eric Vergne, con entrambe le Citroen fuori dal gruppo A, davanti a Joel Eriksson con la Envision e Nyck de Vries con la Mahindra: sorprendentemente, l’olandese scatterà dall’ultimo posto in griglia nella gara del pomeriggio.

Anche nel gruppo B non sono mancati nomi eccellenti tra gli eliminati. Pascal Wehrlein ha chiuso soltanto sesto, a circa un decimo e mezzo dalla zona duelli, un distacco che sale a mezzo secondo se si prende come riferimento Sébastien Buemi, autore del miglior tempo davanti a Ticktum, Evans e Rowland.

Fuori nel secondo gruppo anche la DS di Max Gunther, le due LOLA di Lucas di Grassi e Zane Maloney, l’Andretti del debuttante Felipe Drugovich e la Kiro Cupra di Pepe Martí, soltanto al suo secondo ePrix in Formula E.

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