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F1: Renault punta su Williams come team cliente?

Con l'Alfa Romeo Sauber che resterà nell'orbita della Ferrari, la Casa francese è interessata a trovare una collaborazione con una squadra clienti: nel mirino c'è la squadra di Grove che, oltre a ricevere i motori francesi, potrebbe diventare lo junior team della Losanga, dando spazio ai giovani piloti che stanno crescendo nell'Academy. Si tratta di un'operazione non semplice per i legami con la Mercedes.

Daniel Ricciardo, Renault F1 Team R.S.20

In Formula 1 dietro la fornitura di una power unit c’è molto più dell’aspetto puramente tecnico. Per una squadra ufficiale che studia e realizza un motore ibrido, un team cliente è anche la garanzia di un supporto alle proprie linee politiche nelle sedi in cui vengono definiti i regolamenti tecnici e finanziari, nonché una potenziale opportunità per poter garantire un volante ai propri piloti junior.

I rapporti tra i Costruttori ed i team clienti definiscono la geografia del paddock, determinando molte scelte che poco hanno a che fare con i cavalli dei motori, ed è per questo che le trattative per aggiudicare una fornitura sono sempre oggetto di molto interesse tra gli addetti ai lavori.

Nelle ultime settimane è stato finalizzato il rinnovo tra l’Alfa Romeo Sauber e la Ferrari, un sodalizio che dura dal 2010, e che proseguirà con la fornitura della power unit e di altre componenti realizzate a Maranello tra cui il cambio. Manca ancora l’annuncio ufficiale, ma tra gli addetti ai lavori l’accordo è ormai dato per scontato.

Le indiscrezioni di un possibile passaggio della squadra svizzera alla motorizzazione Renault sono destinate a restare tali e non è una buona notizia per la Casa francese.

Dopo aver perso la McLaren alla fine del 2020, la sede di Viry-Chatillon (dove vengono progettate e realizzate le power unit Renault) è attiva solo per la squadra di Enstone e questo non aiuta l’economia di scala.

Ma, come detto, non è solo questione di… cavalli. Senza squadre satelliti la Renault è sola nelle sue posizioni politiche e, in prospettiva, non ha opportunità per poter garantire uno sbocco ai piloti del suo junior team, che al momento vede Christian Lundgaard, Guanyu Zhou e Oscar Piastri in Formula 2, ovvero pronti per l’ultimo salto se la stagione 2021 li confermerà meritevoli di un’opportunità.

Il quadro sembra portare ad un’unica soluzione: l’offerta (da parte della Renault) delle proprie power unit alla Williams, l’unica squadra che oggi può valutare la possibilità di un cambio di motorizzazione.

Nel paddock c’è chi da già per fatto un primo contatto tra le due parti, ma ci sono tre ostacoli da superare. Il primo è il tempo, poiché le monoposto 2022 sono già in fase di progettazione e per gli ingegneri è di fondamentale importanza conoscere gli ingombri della power unit che equipaggerà la vettura e il packaging del sistema di raffreddamento.

In seconda battuta ci sono i rapporti tra Williams e Mercedes, che dal 2022 supporterà maggiormente sul fronte tecnico la squadra inglese, con la fornitura anche di altre componenti, tra cui il cambio.

E proprio il cambio è il terzo motivo che, in caso di passaggio alla motorizzazione Renault, rappresenta un ostacolo. Fino allo scorso anno la Casa francese ha sempre garantito ai suoi clienti la fornitura della sola power unit, ma ormai le squadre minori hanno dismesso il reparto trasmissioni a causa dei costi elevati, al punto che solo la Williams, insieme alla McLaren oggi continua ad avere un suo cambio abbinato ad una motorizzazione esterna.

Il quadro non è dei più semplici, e non è detto che l’operazione possa eventualmente essere finalizzata per il 2022. Per la Renault resta però un problema da risolvere in fretta, e tra le varie priorità dell’amministratore delegato Luca De Meo, quella di assicurarsi un team clienti non è tra le più basse.

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