Mercedes fa affidamento sulla minore affidabilità Red Bull

La squadra campione del mondo non cambierà i suoi piani di sviluppo per inseguire la Red Bull, preferendo concentrare le risorse umane e tecniche alla monoposto 2022. La Stella, allora, punterà a ribaltare il verdetto di questo mondiale che è a favore del team di Milton Keynes confidando su una maggiore affidabilità della propria power unit nel confronto con quella Honda che sembra sia stata portata al limite delle prestazioni.

Mercedes fa affidamento sulla minore affidabilità Red Bull

L’era delle coppe lanciate al cielo dal gradino più alto del podio sembra lontana. Oggi il personale del team Mercedes arriva sotto il podio camminando e chiacchierando a bassa voce, e sia Lewis Hamilton che Valtteri Bottas alzano i trofei del secondo e terzo posto ad altezza gomito, con un timido cenno alla squadra.

Il dopogara del Gran Premio di Stiria è stato il più duro della stagione per la Mercedes, anche se nel bilancio di tappa hanno ceduto solo 5 punti alla Red Bull. Nel box campione del Mondo sanno fiutare l’aria e ciò che sentono non è nulla di buono.

Nelle ultime quattro gare, svoltesi su piste ed in condizioni molto differenti tra loro, il pilota più veloce in pista è stato Max Verstappen, che senza lo scoppio della gomma di Baku avrebbe festeggiato oggi la quarta vittoria consecutiva. I punti di vantaggio dell’olandese su Hamilton non sono poi tanti (18), ma non è questo a preoccupare la Mercedes.

A togliere il sonno al team di Brackley è la percezione che i prossimi appuntamenti in calendario hanno tutto per essere un’opportunità di allungo di Verstappen più che una chance di recupero di Hamilton.

La Mercedes non cambierà i suoi piani

Il pacchetto Red Bull è semplicemente più veloce, tra i due e i tre decimi al giro. Sembra poco, ma in realtà è un’enormità in un momento in cui le squadre non possono permettersi grandi interventi sulle monoposto.

La Mercedes (come tutti gli altri team) ha da tempo pianificato nei dettagli l’attività sul progetto 2022, un piano strategico che non può essere cambiato. Tecnicamente sarebbe possibile portare in galleria del vento la monoposto 2021, e molto probabilmente questo lavoro garantirebbe un risultato importante nell’economica della stagione in corso, ma la Mercedes non lo farà.

Il progetto 2022 è strategicamente troppo importante e a Brackley lo sanno molto bene, visto che nessuno come la Mercedes ha capitalizzato negli anni il vantaggio inziale che ha confermato all’inizio del ciclo ibrido. In più c’è anche la spada di Damocle del budget cap, altra variabile che si concilia poco con la necessità di chi avrebbe bisogno di una mole di lavoro non prevista per provare a recuperare un gap tecnico.
“Siamo chiamati a bilanciare due situazioni – ha commentato Toto Wolff – il tempo dirà se avremo fatto le scelte giuste. Lo sapremo tra qualche anno, quando potremo guardarci indietro e valutare, ma comunque questa stagione non è ancora finita e continueremo a lottare”.

La timida speranza sul fronte affidabilità

In questo contesto la situazione Mercedes si conferma molto complicata. Ormai è chiaro che la superiorità del pacchetto Red Bull non si può contrastare senza interventi su monoposto e power unit, ma sotto sotto c’è ancora una timida speranza, l’unica variabile che potrebbe ribaltare lo scenario a favore di Hamilton e la sua squadra.

Nessuno lo dice apertamente, ma è l’affidabilità della power unit, quella ‘numero 2’ che la Honda ha fatto esordire al Paul Ricard e che ha consentito ai tecnici giapponesi l’aggancio definitivo al motore Mercedes.

La specifica, come sottolineato più e più volte sia da Verstappen che da Christian Horner, è identica al motore precedente, come da normative FIA, ma qualche sospetto che la Honda e la Red Bull possano aver deciso di osare di più nella modalità d’utilizzo c’è.

Nulla di confermato, ovviamente, ma in casa Mercedes qualcuno ci spera, un’ultima chance per poter portare a casa quel titolo numero 8 che oggi appare un obiettivo decisamente in salita.

La Red Bull può aspettare

Un altro rebus riguarda anche la gestione delle risorse interne della Red Bull. Che la squadra di Milton Kynes e la Honda stiano spingendo al massimo per puntare al Mondiale 2021 è sotto gli occhi di tutti, al punto da far credere che qualora diventasse necessario i tecnici agli ordini di Adrian Newey potrebbero anche sottrarre forza lavoro al progetto 2022.

È una partita a scacchi non meno strategica di quella a cui assistiamo in pista in ogni weekend di gara, perché una reazione Mercedes comporterebbe un cambio di piani della Red Bull, ma Horner e Marko sembrano abbastanza tranquilli su questo fronte.

Dopo i verdetti delle ultime gare, e soprattutto dopo la cavalcata trionfale completata oggi a Spielberg da uno spettacolare Verstappen, in Red Bull sanno di poter attendere un’eventuale mossa degli avversari, che probabilmente non arriverà nella misura in cui sarebbe indubbiamente arrivata nelle stagioni precedenti.

La Mercedes ha in cantiere qualche piccolo aggiornamento alla W12, dei miglioramenti che non saranno in grado di ribaltare la situazione, come già sussurrato dalla stessa squadra.

“Quella di oggi è stata la prima gara in otto anni in cui ci è mancato il ritmo – ha commentato Wolff – e possiamo dire che sono emerse le conseguenze dello stop allo sviluppo. Crediamo che la sfida che ci attende nei prossimi anni sia molto, molto importante, e vogliamo affrontarla al meglio. Vediamo che i nostri avversari continuano a portare novità, e c’è la sensazione che stiano scappando via. Da parte nostra faremo il massimo per estrarre il massimo dal pacchetto che abbiamo, e la battaglia è tutt’altro che finita”.

La rincorsa al titolo Mondiale non è finita, è vero, ma senza imprevisti che al momento non sono all’orizzonte, per la Mercedes si preannuncia una strada tremendamente in salita.

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