Ferrari: senza prestazioni, né affidabilità
La squadra del Cavallino precipita dal terzo posto nel mondiale Costruttori al quinto perché a Barcellona raccoglie solo il settimo posto di Sebastian Vettel. Il tedesco si è imposto sul muretto Ferrari che lo voleva richiamare al box per il secondo pit stop e ha ottenuto un piazzamento che gli dà morale. Il problema è che la Rossa, oltre a non avere le prestazioni, difetta anche di affidabilità. E allora il quadro si fa difficile.
“Sapevamo che Barcellona non è una pista a noi favorevole”. Mattia Binotto si pone in modalità ‘parafulmine’, ma dopo il weekend di Montmelò è difficile fare scudo al momento ‘no’ della Ferrari.
Il settimo posto finale di Vettel, arrivato grazie ad una gara in cui la gestione gomma oculata ha giocato un ruolo cruciale, fotografa perfettamente il momento del Cavallino. Nessuno poteva ipotizzare qualcosa in più di una quarta posizione, ma il weekend di Montmelò ha detto ancora meno del previsto. Una sola monoposto in Q3, una sola vettura sul traguardo, un giro di ritardo rispetto al vincitore.
Ad inizio stagione il tallone d’Achille del progetto SF1000 era stato identificato nella mancanza di potenza della power unit, ma gara dopo gara ciò che emerge è che non c’è solo un gap di potenza.
I cavalli sono indiscutibilmente meno di quelli della concorrenza (soprattutto nei confronti della Mercedes) ma manca anche altro. La monoposto non è all’altezza del compito che le è affidato e la mancanza di affidabilità inizia a preoccupare (oggi Leclerc è stato bloccato da un guasto elettrico, dopo il cedimento a Silverstone di una power unit su Vettel).
Manca performance, e questo si traduce nelle necessità di lavorare al massimo possibile sul fronte del setup, cercando di spremere il cento per cento dalla monoposto. Impresa riuscita brillantemente a Silverstone e premiata con due risultati importanti, ma se manca anche pochissimo di quel cento per cento, il rischio è quello di finire parecchio indietro.
I millesimi che sono costanti a Leclerc tre posizioni in qualifica hanno costretto Charles ad una corsa molto più difficile del previsto, ma il monegasco è riuscito a completare ben 30 giri con il set di soft montate al via, precedendo Vettel al cambio gomme di pochi secondi.
Con un set di medie Leclerc avrebbe completato la corsa potendosi permettere di spingere ragionevolmente, ma un problema ad una centralina lo ha bloccato. A cosa avrebbe potuto ambire il monegasco senza l’imprevisto che ha messo fine alla sua corsa?
Il quarto posto, citato da Binotto come target possibile, non sembrava essere un traguardo così certo per Leclerc, considerando che avrebbe dovuto recuperare dieci secondi e Perez (passandolo in pista visto che il messicano era sulla stessa strategia) e difficilmente avrebbe potuto avere ragione di Stroll.
Per come si è svolta la corsa, Leclerc avrebbe potuto provare ad insidiare Sainz puntando alla sesta posizione, e il settimo posto di Vettel non è poi molto distante.
Il muretto del Cavallino ha pensato anche di richiamare ai box Seb per la seconda sosta, e sarebbe stata una scelta di cui gli strateghi si sarebbero pentiti non poco, visto che il tedesco è stato in grado di coprire 36 giri con le soft.
Non è un dato che sorprende più di tanto, visto che Leclerc ha coperto 30 giri con la stessa mescola e con un carico maggiore di carburante, dando un’indicazione importante sulla possibilità di riuscire a coprire la distanza con un singolo pit-stop.
I sei punti conquistati da Vettel a Montmelò, che hanno gratificato un po' il tedesco dopo il momento ‘no’ di Silverstone, non sono comunque riusciti a respingere l’attacco di Racing Point e McLaren nella classifica Costruttori, graduatoria che oggi vede la Ferrari in quinta posizione. Sarà un confronto, quello per il terzo posto finale, destinato a durare a lungo e dagli esiti tutt’altri che scontati.
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